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7 Giugno 2019 Venerdì 02:01
I SAPORI D’EUROPA Incontro con Maurizio Ranzi, Luciana Castellina, Enrico Menduri e donpasta

13/06/19

Casa del Cinema

A CASA DEL CINEMA I SAPORI D’EUROPA Incontro con Maurizio Ranzi, Luciana Castellina, Enrico Menduri e donpasta (Daniele De Michele). Coordinano l'incontro Francesca Jacobone e Giorgio Gosetti. Segue proeizione speciale del film I VILLANI di Daniele De Michele (doc, Italia, 2018, 83') Una serata con il “cinema a tavola” nel segno di un’Europa “casa comune” ma anche troppo spesso matrigna. All’indomani delle elezioni europee si riparte da un bene primario come il cibo che è simbolo di tradizione, identità, elemento unificante e valore culturale prima ancora che economico. In occasione della proiezione speciale del film I Villani di Daniele De Michele, l’autore del film insieme a Maurizio Ranzi e a Luciana Castellina discutono dell’EUROPA DEI SAPORI con un ampio “menu” di immagini gastronomiche tratte dal migliore cinema d’autore. L’incontro sarà introdotto da Francesca Jacobone (presidente di Zètema) e condotto da Giorgio Gosetti (direttore della Casa del Cinema) “Raccogliere alcuni frammenti di film che usano il cibo, a volte come sfondo a volte come protagonista nel racconto e metterli insieme con una sequenza solo apparentemente casuale – dice Maurizio Ranzi - è stata una piacevolissima esperienza per un gruppo di amici amanti piuttosto che esperti di cinema, che, scavando nella memoria antica e recente, hanno messo a confronto necessità, tradizione e valore simbolico di quel quotidiano processo di alimentazione, apparentemente destinato solo a scandire i ritmi della vita quotidiana. Frutto di un’esperienza fatta con l’Università di Roma 3 alcuni anni orsono, questo scherzoso menu di cinema è oggi spunto per una riflessione dedicata all’Europa che verrà”. "I ravioli e i cannoli – scrive Daniele De Michele, in arte donpasta - si fanno con la ricotta. La metà della bontà della cucina in Italia dipende dunque dalla ricotta. Perché la ricotta sia buona deve essere fatta in prossimità delle pecore, ma i pastori non possono. Secondo le regole dell'Europa, per fare ricotta devono trasportare il latte in laboratorio, pastorizzarlo, usare plastica e acciaio e non più vimini e legno. L'Europa dei sapori ha perso il sapore della ricotta. Solo che un tempo registi, intellettuali, politici non avrebbero mai accettato che la ricotta non sapesse di niente. Ora a nessuno in Europa interessa il gusto della ricotta. Per questo ho fatto I Villani, per combattere per una Europa saporita e vicina al popolo, perché a me un cannolo senza una ricotta buona mi fa schifo, una Europa che non rispetta pastori e agricoltori altrettanto. Perché poi arriva il lupo cattivo e mangia ricotta, pastori e Europa, tutto in un boccone". Al termine del dialogo gastronomico tra voci diverse con una comune passione per il cinema e il sapore del cibo, verrà proiettato il film I villani. Nota dell’Autore: «Questa gente mi raccontava il suo stare al mondo, il suo rapportarsi alla terra e alla storia del luogo che gli aveva dato nascita. Era in questo intessersi delicato, talvolta ironico, talvolta doloroso tra i racconti intimi del loro vissuto e il loro cucinare con perizia, intelligenza, senso dell'osservazione che veniva fuori il senso più profondo della cucina italiana: il suo essere saggia, gustosa, parsimoniosa, rispettosa dei prodotti della terra e del mare. Questa gente mi mostrava in quei gesti sicuri di quanto la modernità andasse in conflitto radicale con quella cultura. Un conflitto che andava al cuore del problema. Per mangiar bene bisogna rispettare i tempi della cucina, bisogna rispettare le stagioni, la terra e il mare, tutto ciò che la modernità non fa più. Ne viene fuori un conflitto tra le parti, una resistenza, una proposizione di un nuovo vivere che benché ancorato al passato diventa attuale e vitale». Oggetto La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla.  Il film racconta il mio incontro con otto personaggi sparsi in ogni angolo d’Italia, uomini e donne di ogni età, che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro generazioni a confronto, per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la cucina italiana così come l’abbiamo eredità si salverà o scomparirà. L’AUTORE : Daniele De Michele aka donpasta Per il New York Times,  "uno (e per certi versi unico) dei più inventivi attivisti del cibo".  Collabora con Geo And Geo (RAI3), La Effe, Fahreneith (Radio3). Nel 2014 ha pubblicato Artusi Remix (Mondadori), frutto di un lavoro condiviso con il Comitato Scientifico di Casartusi. Per Treccani e Corriere della Sera ha curato la serie web-tv “Le nonne d’Italia in cucina”, viaggio nelle venti regioni incontrando nonne in cucina. Il suo primo progetto, “Food sound system” è divenuto un libro, edito da Kowalski, e uno spettacolo multimediale, in tournée in giro per il mondo da ormai dieci anni. A questo ha fatto seguito nel 2009 “Wine Sound System” sempre edito da Kowalski, tradotto anche in francese dal marzo 2011. Nel febbraio 2013 è stato pubblicato il suo terzo libro: La Parmigiana e la Rivoluzione. Scrive regolarmente per Repubblica, Corriere della Sera, Left e collabora con Alias, Fooding. Lavora attualmente sul progetto cinematografico Artusi Remix con Casartusi, sulla cucina popolare italiana L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
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