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13 Agosto 2019 Martedì 13:55
Tango del calcio di rigore

da 14/01/20 a 19/01/20

Teatro Brancaccio

NERI MARCORÈ, UGO DIGHERO, ROSANNA NADDEO

TANGO DEL CALCIO DI RIGORE

di GIORGIO GALLIONE

E CON
FABRIZIO COSTELLA, ALESSANDRO PIZZUTO

SCENE E COSTUMI GUIDO FIORATO
MUSICHE ORIGINALI PAOLO SILVESTRI
LUCI ALDO MANTOVANI

Regia di GIORGIO GALLIONE
Produzione di TEATRO NAZIONALE DI GENOVA

È un affresco su calcio e potere in salsa sudamericana la nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova TANGO DEL CALCIO DI RIGORE.
Finale dei Mondiali del 1978. Il 25 giugno all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’Argentina deve vincere a tutti i costi contro l’Olanda. Seduto in tribuna c’è il generale Jorge Videla, che ha orchestrato il Mondiale come strumento di propaganda politica, affinché il mondo si dimentichi delle Madri di Plaza de Mayo. Poco discosto dal dittatore, in tribuna, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale.

Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione. Ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla, a dimostrazione di come lo sport possa essere usato dal potere come forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.

Un ex-bambino di allora, interpretato da Neri Marcorè, alla luce della propria esperienza, cerca di ricostruire il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra realismo magico e realtà storica. Rivivono così in palcoscenico le vicende di Alvaro Ortega, l’arbitro colombiano che commise “l’errore” di annullare un goal all’Indipendente Medellin, la squadra dei trafficanti di cocaina, o di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto a segnare a porta vuota dai militari di Pinochet; si rievoca la “guerra del football”, combattuta nel 1969 tra Salvador e Honduras, e l’episodio del rigore più lungo della storia del calcio, di cui è stato protagonista suo malgrado l’anziano portiere dell’Estrella Polar, Gato Diaz.

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