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15 Maggio 2019 Mercoledì 06:02
LIA RODRIGUES

da 17/09/19 a 19/09/19

Auditorium Parco della Musica

​Prima nazionale
  Con Furia la coreografa brasiliana Lia Rodrigues riflette sulla natura di un gruppo d’individui che si confrontano con la loro solitudine e con la loro carne. Energico, selvaggio, tagliente lo spettacolo coniuga la danza contemporanea con la musica rituale della Nuova Caledonia. Furia è un’estasi materiale attraverso la quale scavare in profondità nelle zone più fantastiche dell’immaginazione umana: 9 danzatori si avventurano sulla scena come fosse una terra incognita e in continuo mutamento, un paesaggio immaginato ma in perpetua vibrazione con la realtà in cui viviamo.
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15 Maggio 2019 Mercoledì 06:02
BRUNO BELTRAO | GRUPO DE RUA

da 25/09/19 a 26/09/19

Auditorium Parco della Musica

​Prima nazionale  
Estratto dal suo contesto, scomposto e ricomposto nelle sue forme, l’Hip Hop di Bruno Beltrao e della sua compagnia Grupo De Rua ha tutto il rigore della danza contemporanea. Inoah, ultima creazione del coreografo brasiliano, vede in scena 10 danzatori eseguire un'affascinante composizione coreografica, affondo sulle relazioni umane e sulla loro poesia. Astratta ma fortemente radicata nelle culture urbane, energica ma contemporaneamente dolce e riflessiva, questa pratica coreografica ci affascina per la sua forza, precisone e maestria.
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15 Maggio 2019 Mercoledì 06:02
AURELIEN BORY&SHANTALA SHIVALINGAPPA

da 13/11/19 a 15/11/19

Auditorium Parco della Musica

Prima nazionale

Con aSH Aurelién Bory chiude la sua trilogia di ritratti di donne, danzatrici e coreografe che ha già visto protagoniste Kaori Ito e Stéphanie Fuster. Il visionario regista francese si concentra sull’energia ritmica e vitale della danzatrice Shantala Shivalingappa. È lei, protagonista e musa di aSH, a sovrapporsi alla figura maestosa di Shiva, dea creatrice e distruttice. Shantala danza su una coltre di cenere, simbolo del ciclo di morte e rinascita, di un’energia circolare che affonda le sue radici nei riti di cremazione indiani e nelle vibrazioni della danza come fonte di energia e traccia di vita.
 
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15 Maggio 2019 Mercoledì 06:02
RAMBERT DANCE COMPANY MERCE CUNNINGHAM PHILIP SELWAY GERHARD RICHTER

17/11/19

Auditorium Parco della Musica

Per i 100 anni della nascita di Merce Cunningham il corpo di ballo della compagnia Rambert ha creato Rambert Event, spettacolo composto da brani estratti dalle coreografie di Cunningham, arrangiati e rimessi in scena dalla sua ex ballerina Jeannie Steele, con le musiche create ed eseguite live da Philip Selway (dei Radiohead), Adem Ilhan e Quinta e da scene e costumi ispirati alla serie di dipinti realizzati dall’artista tedesco Gerhard Richter.
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13 Maggio 2019 Lunedì 12:15
I love my sister

da 18/05/19 a 19/05/19

Teatro Vascello

ideazione, regia, coreografia Enzo Cosimi
regia video Stefano Galanti
drammaturgia video Stefano Galanti, Enzo Cosimi


Un'indagine sulla transessualità dei corpi che reinventano modalità inedite per abitare lo spazio fisico, urbano e sociale e che pagano il peso di un'invisibilità inflitta che relega ai margini le loro storie. I love my sister parla di persone in transito FtoM, ovvero transessuali dal femminile al maschile.
Storie che riverberano nuovi paesaggi dell'animo umano.

produzione Compagnia Enzo Cosimi, MiBACT
con il contributo di Armunia
, nell'ambito del progetto a sostegno delle residenze di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D'autore coordinata da L'arboreto -
Teatro Dimora di Mondaino e con il sostegno in residenza del Teatro Vascello di Roma - Produzione 2018

 

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13 Maggio 2019 Lunedì 12:02
La bellezza ti stupirà

da 14/05/19 a 15/05/19

Teatro Vascello

Performance/Installazione
regia, video, coreografia Enzo Cosimi
costumi Antonio Marras


La creazione, di natura coreografica/performativa e installativa, nasce da una indagine e riflessione sui temi della marginalità sociale, sulla figura dell'homeless e sulla sua regale solitudine nella società con-temporanea. Il lavoro, sviluppatosi attraverso studi precedenti, è realizzato in collaborazione con Associazioni di persone senza fissa dimora, un mondo sotterraneo, abitato da figure borderline che scelgono o si trovano a vivere drammaticamente ai bordi della società odierna. L'esperienza di vita degli homeless rappresenta il fulcro drammaturgico del lavoro, ispirato dall'opera di Joseph Beuys.

Il progetto vede la collaborazione per i costumi del fashion designer Antonio Marras, tra i più interessanti e innovativi stilisti del design contemporaneo.
Una sfilata visionaria, video ritratti di persone senza fissa dimora nei loro luoghi di vita, diventano un tableau vivant, un unico piano sequenza che prende le sembianze di un racconto fiabesco immerso in un'inquietudine sospesa e rarefatta. In questo modo, la sensibilità contemporanea "sporca" l'aurea intoccabile del Principe - homeless, attraverso uno sguardo allo stesso tempo estetico e sociopolitico, realizzando una coreografia politica, scevra da comune retorica.

coproduzione MIBACT, Cagliari Capitale Italiana della Cultura 2015

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9 Maggio 2019 Giovedì 11:46
Leonard Eto e Dance Ensemble “Deep Forest”

30/05/19

Istituto Giapponese di Cultura

Leonard Eto, percussionista taiko di fama mondiale esibitosi in oltre 50 paesi del mondo, torna sul palco dell’Istituto con il nuovo spettacolo DEEP FOREST, insieme alle danzatrici Iori Tadokoro, Niina Maeda e Ayano Mizutani.

La ricchezza timbrica e l’estensione ritmica delle percussioni si apre a un fitto dialogo con i passi di danza dell’ensemble che si ispirano tanto alle danze etniche quanto al repertorio dei balletti classici. Musica e danza si fondono in un’unica immagine dando origine a una performance coinvolgente e originale, costruita sui ritmi percussivi modulati da Eto.

Il concerto “Deep Forest”, con la sua carica festosa e vitale, rilancia un messaggio di pace che, in un’epoca di incertezza invita a superare le barriere culturali ed etniche.

Musiche interpretate, composte e dirette da Leonard Eto.

Interpreti:
Leonard Eto / taiko
Iori Tadokoro / danza
Niina Maeda / danza
Ayano Mizutani / danza

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8 Maggio 2019 Mercoledì 18:38
Augusto

da 08/09/19 a 09/09/19

Teatro Argentina - Teatro di Roma

di Alessandro Sciarroni
con (9 performers in alternanza
)
Massimiliano Balduzzi, Gianmaria Borzillo, Marta Ciappina, Jordan
Deschamps, Pere Jou, Benjamin Kahn, Leon Maric, Francesco Marilungo,
Cian Mc Conn, Roberta Racis, Matteo Ramponi
musica Yes Soeur!

Augusto è uno spettacolo sul bisogno di sentirsi amati in maniera incondizionata e sul dolore.
La pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della risata ad oltranza. In questa maniera, gli interpreti del lavoro ridono per rappresentare gioia, euforia, commozione, così come sofferenza, rabbia e paura.
Il titolo dello spettacolo è un omaggio alla figura dell’Augusto: il clown, il fool, l’idiota che combina sempre guai e che si orina addosso, sempre ubriaco, col naso rosso, e che ride di tutto.

Ma “augusto” significa anche imperiale, regale, autorevole, ed è il nome del primo imperatore romano.
Eccoli allora, gli interpreti di Augusto, mentre ridono di continuo, senza concedere a loro stessi e al pubblico la possibilità di capirne la ragione.
Eccoli, mentre camminano, corrono, si raggiungono e si abbracciano ridendo.
Eccoli ancora, mentre giocano e ridono come adolescenti. Mentre sono costretti da una forza misteriosa ad organizzare il loro riso ritmicamente e sonoramente.
Si ride anche della violenza, in Augusto.
Come al circo: quando il clown inciampa, va a sbattere, combina disastri e per punizione riceve uno schiaffo finto dal suo collega.
Si ride come ridono i bambini in Augusto, fino a quando non ci si accorge che ci si è fatti male sul serio.

Produzione Marche Teatro, CORPOCELESTE_C.C.00#, Biennale de la Danse, Lyon
Festival Grec Barcelona, Théâtre de Liège, Teatro Municipal, Porto
CENTQUATRE, Paris, APAP – Advancing Performing Arts Projects, Snaporazverein
in collaborazione con Short Theatre
con il supporto di Tanzfabrik Berlin; Centrale Fies, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

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8 Maggio 2019 Mercoledì 18:31
My body of coming forth by day

da 26/06/19 a 27/06/19

Teatro India - Teatro di Roma

creazione e interpretazione Olivier Dubois
suono e luci Olivier Dubois

Dodici anni dopo aver portato la sua prima coreografia sul palco, Olivier Dubois offre al pubblico un assolo intimo che esplora i recessi della memoria del corpo e la sua capacità di raccontarci la storia della sua arte.
Dubois è la vittima consenziente di un gioco che ricorda al contempo un’udienza, un peep show e una vivisezione.

Seguendo un processo casuale messo in atto dal pubblico secondo regole precedentemente stabilite, il coreografo e ballerino rivisita alcuni dei sessanta spettacoli a cui ha preso parte sin dall'inizio della sua carriera. Ispirato all’antico libro egiziano Book of the Dead, la performance intraprende un viaggio attraverso un mare di frammenti di danza, alla ricerca di ciò che rende il corpo stesso del performer un capolavoro.
Dove può portare la memoria del corpo? La performance vuole essere un gioco, un momento per spiare il talento e la dedizione di un artista che è stato dichiarato uno dei migliori venticinque danzatori del mondo nel 2011.
Un solo che celebra la dimensione storica e artistica del suo corpo di performer, e si interroga sulla possibilità del corpo di figurarsi come opera d’arte, come mostruoso capolavoro, come souvenir, amplificatore del suo annullamento per la pratica della danza.
Un corpo che conserva dentro di sé migliaia di movimenti, gesti, posizioni, sensazioni, litri di sudore e sangue, centinaia di ferite e cicatrici, un ammasso di gioie e dolori.

Produzione Compagnie Olivier Dubois
in coproduzione con Festival BreakingWalls, Le Caire • Le CENTQUATRE-PARIS
in collaborazione con ATER

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8 Maggio 2019 Mercoledì 17:55
Pétruska

14/06/19

Teatro Argentina - Teatro di Roma

Sala Squarzina (Teatro Argentina)
Lezione sul gesto condotta da Virgilio Sieni
La lezione è rivolta a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al linguaggio del corpo senza conoscenze specifiche di danza: giovani, adulti, anziani, artisti. Un breve viaggio all’origine del gesto. Una lezione sull’abitare il corpo e lo spazio condiviso. Un percorso di consapevolezza intorno ai gesti primari, pratiche “dolci” sull’ascolto del corpo, sull’importanza e la bellezza del movimento che diviene danza in dialogo con la quotidianità. La lezione condotta da Virgilio Sieni, si baserà su un vocabolario di azioni quali il camminare, il voltarsi, la qualità del gesto, la gravità e la risonanza.

Spettacolo Pétruska
coreografia e spazio Virgilio Sieni
musica Igor Stravinskij
interpreti Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano
Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo
luci Mattia Bagnoli
costumi Elena Bianchini
lo spettacolo è anticipato e introdotto da CHUKRUM (musica Giacinto Scelsi)

Lo spettacolo si sviluppa intorno alla relazione tra marionetta e tragedia, gioco e archeologia: un ciclo di azioni sentimentali sulla natura del gesto e l’abilità di stare al mondo.
La composizione musicale di Chukrum – che anticipa e introduce lo spettacolo – sembra addentrarsi nel “notturno del corpo” svelando piani percettivi che richiamano alla notte rivelatrice di un mondo di forze ancestrali, dell’origine.
Quattro quadri introducono un altro punto di vista del fantoccio Petruska e delle sue vicende “umane”: uno sguardo sulla natura dell’uomo, dove il lato oscuro non è altro che l’essenza del corpo nel suo mostrarsi orfano di orpelli. Petruska getta un legame con l’impossibile.
Tra noi e il vuoto, tra noi e il nascosto.
Pétruska è una marionetta e non è una marionetta, convive nei due mondi, nelle due visioni e esperienze, trascendendo l’esistenza stessa dell’uomo per identificarsi con il gesto liberatorio. In cammino tra lazzi e innamoramento, tra gioco e tragedia, si dimentica della sua incorporeità e da angelo delle fiere e del divertimento apre uno squarcio nella vita. 
Ci permette di penetrare in quel tratto dell’immaginario dove l’essere marionetta ci guida nel vissuto: marionetta che disattiva con le sue movenze e le danze, l’inesorabile decadimento. Dunque, danzare fino alla fine del mondo, fin dal primo momento che già assapora di tragedia nonostante il clima festoso.

Produzione del Teatro Comunale di Bologna 

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