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25 Marzo 2019 Lunedì 14:24
Metamorph 1965-2018. Ricerche, opere e progetti, per una cultura della trasformazione

da 01/04/19 a 08/04/19

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano

A partire dal progetto Un pattern metamorfico per la città del 1965, pubblicato sulla rivista “Marcatre”  nel n. 26-29, 1966, il Gruppo Metamoprh propone un modello urbano la cui poetica si ricollega alle avanguardie storiche e alla Seconda avanguardia attiva negli anni Sessanta.

La complessità della città reale è affrontata predisponendo un organico intreccio tra le direttrici territoriali e la continua trasformazione dei poli, delle reti e delle frange di connessione. Negli anni 1990 e 2000 Metamorph, in sintonia con la “Terza Avanguardia”, ha progettato e realizzato opere in continuità con una ricerca che ha radici lontane.

Indagini sul paesaggio, sulla città geografica, su Roma, sul rapporto tra metamorfismo e biocompatibilità, sulle nuove tecnologie dell’era elettronica, costituiscono i temi principali di questa ricerca. La giornata è volta alla presentazione del lavoro dello Studio Metamorph che, attraverso una ricerca progettuale, di più di cinquanta anni affronta i fondamentali cambiamenti in atto nell'architettura contemporanea, sia nel campo della teoria e della pratica progettuale, sia nell'uso delle nuove tecnologie costruttive grazie alle quali ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti.
(Coordinatore scientifico Arch. Luca Ribichini; Tutor Arch. Nives Barranca)

In mostra, inoltre, esposti i ritratti dei componenti dello Studio Metamorph della pittrice Paola De Rosa

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25 Marzo 2019 Lunedì 14:16
Cromogeometrie

da 30/03/19 a 06/04/19

Gall'Art & Evasioni Art Studio

Cromogeometrie di Lo Bue

Un grafico con la passione per la fotografia, un siciliano che vive a Roma e ama viaggiare. Un mix di esperienze e visioni, stili e tecniche, che prendono forma nella mostra  personale fotografica di Roberto Lo Bue, promossa da Gall’Art Roma/Evasioni Art Studio.

Il progetto CromoGeometrie del palermitano Lo Bue, 38 anni, nasce dall’attitudine di osservare tutto ciò che ci circonda non nel suo insieme scorporandolo in piccoli dettagli. Come ogni film è composto da fotogrammi, anche la realtà viene scomposta e presentata ai nostri occhi una scena dopo l'altra. La scelta di cosa fotografare, che siano muri, soffitti o scale, viene sempre in secondo piano rispetto ai veri protagonisti di questi scatti: il colore, le linee, le forme e le geometrie. Attraverso questi contenuti, tutti gli scatti, unici e originali, rappresentano la realtà che ci circonda, trasformandola in un’astrazione fatta di colori forti, simmetrie e linee nette e marcate che rendono affascinante ogni piccolo dettaglio.

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25 Marzo 2019 Lunedì 13:11
La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980

da 18/05/19 a 15/09/19

Musei di Villa Torlonia - Casina delle Civette

La storia della vetreria artistica della Fratelli Toso a partire dal 1930, l’anno più importante per la ricerca della manifattura, fino al 1980, anno in cui ha cessato la propria attività. Esposte più di 50 opere in vetro, tutti pezzi unici e rari provenienti direttamente dalla loro collezione privata.

Ivano Balestrieri, titolare de Il Mondo del Vetro, racconta come guardando i pezzi esposti si rimanga incantati per l’eleganza delle forme, la forza dei colori e l’innovazione delle tecniche utilizzate. L’abilità dei maestri-designer che hanno lavorato per la vetreria, come Ermanno Toso, Pollio Perelda e Rosanna Toso, ha permesso alla vetreria di partecipare agli eventi internazionali più importanti, tra cui le Biennali di Venezia, e di lasciare un segno indelebile nell’arte vetraria del XX secolo.

Il percorso della mostra inizia dall’anno più significativo per lo sviluppo della manifattura, il 1930, e arriva al 1980, anno della sua chiusura; un lasso di tempo che ha visto grandi successi segnare la storia del design del vetro in Italia che si sono rispecchiati nell’evoluzione artistica e del gusto. L’excursus cronologico presenta opere meravigliose realizzate in numero sempre limitato, se non esemplari unici; opere moderne le cui radici trovano comunque ispirazione nella tradizione tecnica dell’antica vetreria.

Le opere esposte sono anche accompagnate dai relativi disegni e bozzetti provenienti dall’Archivio storico della vetreria dove si conservano più di 30.000 disegni, migliaia di foto, cataloghi e documenti relativi alla vita dell’Azienda sin dal secondo Ottocento.

La storia della manifattura comincia nel 1854 grazie a sei fratelli: Ferdinando, Carlo Francesco Nicolò, Liberato, Angelo, Giovanni e Gregorio, figli di Pietro dal ramo del Toso “Cangioro”. Da loro sono discesi tutti i protagonisti della storia della Fratelli Toso fino ai nostri giorni.

La raccolta comprende molti esempi della produzione in murrine di fine ’800, i capolavori tra gli anni ’30 e gli anni ’60 e un vasto archivio cartaceo e fotografico che attesta la produzione realizzata in Azienda dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’80 del Novecento.
I vasi Toso furono creati con tecniche varie ma su tutte prevalse la murrina, recuperata nell’antica tecnica e diventata vero marchio di fabbrica dell’azienda.

La mostra romana, in uno splendido connubio con la Casina delle Civette dal magnifico stile liberty, ben testimonia la storia e le peculiarità della Fratelli Toso tra gli anni Trenta e Ottanta del Novecento.

Nell’ambito della mostra sono previste attività con le murrine per i bambini e due visita alla mostra con Caterina Toso, storica del vetro ed erede dell’Archivio della Fratelli Toso.

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25 Marzo 2019 Lunedì 09:25
AIL ieri, oggi, domani

da 22/03/19 a 26/05/19

Aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci - Collegamenti e servizi

Mostra celebrativa per raccontare 50 anni di impegno solidale dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma.

La mostra rievoca momenti, episodi e personaggi che hanno contribuito in maniera rilevante alla costituzione e alla straordinaria crescita di AIL in mezzo secolo di attività attraverso l’opera delle 81 sezioni provinciali AIL.

L’esposizione si estende su 200 metri quadrati, area messa a disposizione da Aeroporti di Roma, racconta la storia dell’AIL in maniera attuale e coinvolgente, un viaggio che affianca ai classici pannelli esplicativi, mappe interattive e schermi al plasma per raccontare 50 anni di storia partendo dalla nascita dell’Associazione continuando con le tappe principali e le attività portate avanti fino ad oggi.

Maggiori info: www.adr.it

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22 Marzo 2019 Venerdì 13:35
David Renka-Riflessioni

da 06/04/19 a 14/04/19

ArtSharing Roma

A cura di Penelope Filacchione

Agli artisti è concesso tornare quante volte vogliono sulle loro tracce, su quelle linee apparentemente aggrovigliate di un discorso visivo, che però è possibile seguire a ritroso fino a ritrovare un filo logico unico e chiaro in ciascuna di esse.

Guardando dall’esterno un percorso artistico denso come quello di David Renka si ha la netta sensazione di assistere a una danza attorno a temi stabiliti, che variano nel tempo quel tanto che coincide con l’evoluzione dell’artista nell’esperienza del mondo tangibile.

Ma il mondo interiore, connesso a lunghe e meditate osservazioni, preme per uscire e si cristallizza in immagini che invadono la realtà fino a capovolgerne la percezione, mettendoci di fronte a uno sguardo diverso, costringendoci a guardare le cose dal punto di vista dell’artista.

Una mostra a lungo meditata, desiderata, rimandata e poi desiderata ancora, perché mettere davanti al pubblico una così cospicua e varia produzione è sempre un po’ uno svelamento di quelle rotte segrete dell’anima, è un po’ mettersi a nudo.

Se infatti c’è una costante nel lavoro di David Renka, nel suo mescolare mondi interiori e realtà tangibili, è proprio la capacità di ricreare comunque l’incanto di un istante, un fotogramma di vita che preme vibrando sotto una superficie apparentemente immobile.

Che sia un dipinto o una scultura, che sia un nudo o un paesaggio, si materializza ogni volta la magia dialettica tra visione e realtà e la personalità dell’artista viene sempre fuori con prepotenza quando meno te l’aspetti.

Giocando a dipingere con la scultura, a scolpire con la pittura, invertendo le funzioni della materia, sotto una patina di apparente classicità e formalismo si nascondono giocosità e ironia,  domande provocatorie, sensualità inattese, e la sensazione che, alla fin fine, in agguato dietro l’immagine ci sia sempre l’artista curioso di vedere l’effetto del suo lavoro sull’osservatore esterno.

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22 Marzo 2019 Venerdì 12:32
Le memorie dell’Acqua

da 21/03/19 a 27/03/19

Teatro di Villa Lazzaroni

La mostra, nata dalla collaborazione tra il Municipio VII e la Scuola Comunale di Arti e Mestieri “Ettore Rolli”, è aperta dal 21 al 27 marzo: saranno esposte fotografie e vetrate artistiche realizzate dai Corsi della prestigiosa Scuola ubicata in via Macedonia, nonché fotografie tratte dalla collaione privata dell’associazione “Pro Loco Tor Fiscale”. L’inaugurazione il 21 marzo, Giornata mondiale della Poesia, vedrà la partecipazione della Biblioteca comunale “Casa dei Bimbi” che, in collaborazione con l’Assessorato municipale Scuola, terrà un laboratorio poetico per i bambini della scuola primaria di Villa Lazzaroni, facente parte dell’Istituto Comprensivo via Latina 303.

Mercoledì 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, chiusura della mostra con il Centro di Formazione Comunale “Petroselli” di via Gela, che presenzierà al mattino alla performance “Nel nome di Ipazia” di Alessandro Pera, realizzata a cura di “da Sud” con l’Assessorato municipale Scuola nell’ambito delle iniziative della Settimana della Scuola Pubblica del VII Municipio.

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22 Marzo 2019 Venerdì 10:48
Bird Cage, a temporary shelter, di Zhang Enli

da 09/04/19 a 07/07/19

Galleria Borghese

La Galleria Borghese ospita in alcuni ambienti del Museo e presso gli spazi dell’Uccelliera e dell’adiacente Giardino segreto di Tramontana, il progetto monumentale site-specific Bird Cage, a temporary shelter, di Zhang Enli.

L’iniziativa si inquadra nell’ambito del programma Committenze Contemporanee che Anna Coliva, direttore della Galleria, ha ideato e sta portando avanti con produzioni di artisti contemporanei ispirate alle suggestioni della Galleria Borghese quale luogo artistico d’eccezione.

Il lavoro dell’artista cinese, infatti, rifletterà sulla relazione tra l’architettura e l’opera d’arte, in particolare sulla peculiarità del rapporto fra la Galleria Borghese e i giardini segreti adiacenti. In un gioco di trasposizioni, echi storici e ibridismi Zhang Enli darà vita a quattro strutture simboliche che rivelano allo spettatore narrazioni inaspettate, che parlano di terre lontane e di contaminazioni, e che trasferiscono la complessità del tempo antico nella realtà ugualmente stratificata del presente.

Due strutture verranno realizzate all’interno dell’Uccelliera e si ispireranno a immagini di un ideale viaggio lungo la Via della Seta, colonne greche, torri comunali, palazzi persiani e minareti di Samarcanda. Sulle sue strutture l’artista, attraverso l’uso della luce, dei colori e delle superfici, dipinge suggestioni astratte che, a loro volta, rinviano all’architettura e all’universo cromatico della Galleria. La struttura esterna, invece, gioca con il concetto di “terzo paesaggio”, una natura dipinta a ridosso della natura reale, attraverso la quale il pittore si appropria di uno spazio non abitato, e che esso stesso diventa modulo architettonico in nuce (cubo) e performativo, in quanto il pubblico può interagire con l’oggetto entrandovi e percorrendolo. Nelle Camouflage balls collocate nel portico, infine, la riflessione di Zhang Enli si concentra sulla Galleria Borghese come luogo di scultura. La scelta di situarsi in una zona di passaggio, in un inside/out, ricuce il senso stesso del suo intervento complessivo.

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21 Marzo 2019 Giovedì 13:59
Marco Milia, Molecula

da 26/04/19 a 15/05/19

CoscioniLAB

Molecula, scultura “aerea” realizzata in situ e donata al CoscioniLAB.
 
La parte per il tutto; l’unità base che ripetuta uguale a se stessa dà – letteralmente – vita a corpo organico. La complessità di un’organizzazione in equilibrio perfetto, celata da simulata leggerezza; il cerchio come simbolo per rappresentare processi, materia, impulsi, reti.

I legami continui, passaggio di informazioni, che sorreggono la struttura polimorfa e cangiante. Infine l’instabilità che governa le cose, fissata nella semplicità di una forma chiusa, modulare e riprodotta potenzialmente all’infinito. Molecula visualizza le capacità della mente di farsi largo in un caos di input discordi e connota il luogo con un segno aperto, imprevisto, fluido.

La scultura in policarbonato, che sembra variare colore al variare delle condizioni luminose, e modifica il proprio aspetto in relazione al differente punto di vista, si articola senza un inizio, un centro e una chiusura, espandendosi virtualmente fin dove l’immaginazione può arrivare. Scendendo dall’alto senza invadere lo spazio dei movimenti, corteggia il design e si oppone alla verticalità delle linee dell’ambiente. L’effetto è di alterazione delle funzioni preesistenti.

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21 Marzo 2019 Giovedì 13:11
Péter Korniss: Transizione

da 10/04/19 a 02/06/19

Museo di Roma in Trastevere

Péter Korniss è una delle figure più significative della fotografia contemporanea ungherese.
La mostra intitolata Transizione è dedicata al motivo centrale dell’opera di Korniss, ovvero alla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell'Europa orientale.

Péter Korniss è una delle figure più significative della fotografia contemporanea ungherese. Nel 2017, il suo 80° compleanno è stato celebrato con una retrospettiva monumentale tenutasi presso la Galleria Nazionale Ungherese.

La mostra intitolata Transizione è dedicata al motivo centrale dell’opera di Korniss, ovvero alla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell'Europa orientale.

Si tratta di una ricca selezione di fotografie emblematiche di Korniss - dalle sue prime fotografie del villaggio transilvano Sic, realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17) -, intesa a presentare i cambiamenti e i segni irreversibili della globalizzazione che ha avuto un impatto sulla cultura e vita familiare della comunità dei villaggi rurali.

Tra le opere esposte vi è anche la serie The Guest Worker (1979-1988), incentrata sulla vita dei pendolari. Le suddette opere considerate quali pietre miliari della fotografia ungherese, allo stesso tempo offrono anche dei validi spunti per la fotografia ungherese contemporanea.

Transizione mette in risalto lo sforzo coerente e il lavoro coscienzioso che hanno caratterizzato la carriera di Korniss per cinquanta anni, inoltre, la mostra presenta anche la sensibilità fotografica costantemente ravvivata e rinnovata di Korniss nel tempo.

Curatore della mostra Krisztina Kovács, Direttore della Galleria Várfok di Budapest.

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21 Marzo 2019 Giovedì 11:12
Il volto della Corte

da 21/03/19 a 31/03/19

Palazzo della Consulta

Dal 21 al 31 marzo 2019 il Palazzo della Consulta è aperto alla cittadinanza che - in giorni prefissati - potrà visitare alcune storiche stanze del piano nobile, lungo le quali si articolerà la mostra fotografica “Il volto della Corte”: un’inedita narrazione della Corte costituzionale attraverso 60 fotografie delle donne e degli uomini che lavorano nel Palazzo della Consulta insieme ai giudici costituzionali.

La mostra è stata organizzata dalla Corte costituzionale in occasione di due eventi importanti e ravvicinati: il 21 marzo l’annuale Riunione straordinaria della Corte, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, seguita dal tradizionale incontro con la stampa; il 24 marzo l’apertura del Palazzo della Consulta alla cittadinanza, per le giornate FAI di primavera 2019. Si è poi deciso di protrarre la visita del Palazzo e della mostra anche nella settimana successiva.
L’iniziativa è un’ulteriore occasione per far conoscere la Corte costituzionale. In questo senso, si inserisce nel solco delle iniziative già prese dalla Consulta negli ultimi due anni, in particolare il Viaggio in Italia, nelle Scuole e nelle Carceri.

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