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2 Febbraio 2018 Venerdì 21:00
Mario Incudine
Una romantica suite, una lunga lettera d’amore, una appassionata serenata tutta in lingua siciliana. È _D’acqua e di rosi_ , il nuovo disco di Mario Incudine che verrà presentato all’Auditorium Parco della Musica all’interno della VI edizione del Festival Errare Humanum Est curato da Finisterre e Orchestra Popolare Italiana. Dopo Italia talìa, Beddu Garibbardi, Anime migranti, Abballalaluna e Terra, il nuovo progetto musicale di Incudine è una raccolta di tredici brani – tre dei quali inediti – interamente dedicati all’amore. Come spiega lo stesso cantautore, “_di acqua e di rose sono fatte le donne siciliane: acqua di mare, insaporita dal sale, rose profumate, difese dalle spine. Ogni donna porta con sé un suono: legno vibrante che fa serenate la notte, metallo temprato che scalda ogni cibo, vento di scirocco che corteggia gli scogli, pietra calcarea che custodisce i fiori, melodia antica che fa nascere la passione_”. Oltre a _ D’acqua e di rosi_ (una pizzica rock), inediti sono anche la romanza _Donnafugata_ e la ballad _Zorath Ariha_ (che è il nome di una rosa che vive nei deserti maghrebini). Trovano spazio nel cd, successi rodati come Di cchi culuri è, Canticu, Sempri ccà, Tenimi l’occhi aperti, Vuccuzza di ciuri (fortunata reinterpretazione in siciliano di Bocca di rosa di Fabrizio De Andrè), Due di notte, Akila, Quasi luna piena, Li culura e L’ultimu vespru, scritti nell’arco degli ultimi dieci anni.
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2 Febbraio 2018 Venerdì 21:00
Eugenio Bennato
"Da che sud è sud" è il titolo del nuovo concerto teatrale di Eugenio Bennato, che affronta con melodie e accordi di chitarra temi di forte attualità quali il desiderio delle nuove generazioni di superare le assurde frontiere imposte dalla storia del presente, di viaggiare, conoscersi, esprimere sentimenti e costruire una vita di pace e di creativa coesistenza di culture ed etnie diverse, in una trasposizione musicale in cui sono realmente presenti strumenti e timbri e voci provenienti dai vari sud del mondo. C’è poi il racconto di un'Italia che ribalta i termini della Questione Meridionale, sia riaprendo il discorso sugli abusi compiuti col pretesto della lotta ai briganti e sulle conseguenti disuguaglianze ancora irrisolte tra i nord egemoni e i sud colonizzati, sia esprimendo una rinascita artistica del sud che ritrova la forza vincente delle proprie radici, a cominciare dall’esplosione del potere della taranta. Lo spettacolo comprende, oltre a brani del repertorio classico, quali “Brigante se more” o “Che il Mediterraneo sia”, molte nuove canzoni, tratte dal nuovo cd. Le nuove composizioni cantautoriali di Eugenio Bennato, con frequenti citazioni in francese o in vari dialetti del sud, si alternano a ritmi di grande coinvolgimento per il pubblico. Sul palco, insieme a Eugenio Bennato si alterna un gruppo di sei elementi con strumenti sia acustici che elettronici, con momenti di recitazione, di danza e di interventi corali.
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1 Febbraio 2018 Giovedì 21:00
The New Breed
The New Breed propongono un omaggio al percorso artistico di Flora Purim, cantante brasiliana famosa per le sue collaborazioni con Stan Getz, Hermeto Pascoal, Wayne Shorter, Chick Corea e Jaco Pastorius, una cantante che ha realizzato un ponte tra la musica brasiliana e quella afroamericana. Alcuni brani del repertorio di Flora Purim risalenti agli anni ’70 e ‘80 sono stati rivisitati dai New Breed secondo le proprie inclinazioni artistiche, creando una musica che spazia da atmosfere fusion a quelle proprie del samba jazz e del jazz-rock, fuse insieme in un linguaggio musicale senza confini di generi.
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29 Gennaio 2018 Lunedì 21:00
Anat Cohen & Marcello Gonçalves
Anat Cohen e Marcello Gonçalves presentano al pubblico del Parco della Musica “Outra Coisa”. I timbri del clarinetto e della chitarra a 7 corde si uniscono per dare leggerezza, eleganza, allegria, piacere e libertà alla musica di Moacir Santos, uno di più innovatori e influenti compositori brasiliani. Un incontro tra un chitarrista brasiliano e una musicista jazz, che suonano una musica già nata cosmopolita, come se la “negritudine” della musica di Moacir, fosse già un amalgama di diverse culture. Il risultato suona curiosamente familiare sia per i brasiliani che per gli americani, per un parallelismo quasi immediato con Getz/Gilberto. Nel caso di Anat Cohen questo è ancora più intenso perché il suo proprio stile è già il risultato di questa somma di influenze. Dalla musica classica al jazz, passando dalla musica brasiliana, colombiana, venezuelana, cubana. Lo stile orchestrale della chitarra 7 corde di Marcello Gonçalves rendono possibile che le idee contrappuntistiche di Moacir siano incorporate nella sua conduzione ritmica, oltre ad un dialogo costante con la melodia, con un effetto cameristico raro. Un progetto che da un nuovo sapore alla musica di Moacir, restando fedele alla sua opera per la sua precisione nella scrittura ma anche per la libertà che la sua musica suggerisce. Se per Moacir il clarinetto è stato il suo primo strumento, è stata la chitarra di Baden Powell che per prima ha registrato la sua opera. Baden ha studiato con Moacir e la serie dei Afro-Sambas è nata a partire di esercizi di composizione fatti durante le lezioni con Moacir.
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28 Gennaio 2018 Domenica 21:00
Alessando Quarta & Sun Hee You
Due musicisti completamente diversi si incontrano per creare della musica armoniosa e attraente: occidente e oriente, virile e femminile, travolgente e amabile. I loro strumenti si cercano nell’esplorazione di universi musicali apparentemente eterogenei: spunti melodici, ritmici, stilemi e forme dissimili (materiale derivato da jazz, soul, pop, da bossanova e musica latina ma anche dal repertorio classico, barocco, dal romanticismo e dal novecento storico), amalgamati e collegati dal leitmotiv della improvvisazione, lasciano emergere quello che i musicisti definiscono il fattore fondamentale del fare musica, in ogni luogo e tempo: l’espressione dell’emozione. Alessandro Quarta, estroverso, esplosivo, selvaggio musicista, esprime la sua arte in diversi linguaggi della musica, viaggiando tra il classico, blues, soul e pop. La sua immagine vigorosa, si sente anche nella sua musica, unita dallo sfrenato modo di suonare lo strumento, giocando con la sensualità del suono. E’ stato definito dalla CNN “Musical genius, Composer, Violin virtuoso”. Sunhee You, esprime al meglio la sua espressività musicale con eleganza e femminilità unendo la sua origine orientale e la cultura di adozione occidentale. Pianista dalla formazione tradizionale, e sempre alla ricerca dell'innovazione è stata paragonata per il suo tocco a Bill Evans e per il suo virtuosismo a Oscar Peterson.
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27 Gennaio 2018 Sabato 21:00
Nomadi
_Nomadi Dentro_ è il titolo del nuovo tour e del nuovo album dei Nomadi. L’album contiene, tra gli altri, un brano firmato da Alberto Salerno ed uno da Francesco Guccini. Il nuovo lavoro è anticipato dal singolo “Decadenza” è il primo brano inedito dei Nomadi cantato da Yuri Cilloni, nuova voce della band, insieme a Massimo Vecchi. Dal vivo presenteranno in parte il nuovo album e i tantissimi successi che in più di 50 anni di carriera si fa davvero fatica a contenere in un solo concerto. Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963 e il nome scelto è Nomadi, denominazione scelta un po’ per caso ma forse anche per destino. Nel 1965 esce il loro primo 45 giri dal titolo Donna la prima donna e un anno dopo inizia la collaborazione con un allora sconosciuto Francesco Guccini. Da questo sodalizio nascono canzoni che segneranno una tappa fondamentale nel panorama musicale italiano: Noi non ci saremo e Dio è morto, diventeranno dei veri e propri stendardi per milioni di giovani. E nel 72 Io Vagabondo ancora oggi canzone simbolo della band e inno per diverse generazioni. Da questo momento inizia la scalata: partecipazioni televisive, presenza alle manifestazioni canore e numerosi lavori discografici che porteranno la band ad avere un riconoscimento ufficiale da parte di critica e pubblico. Il lavoro dei Nomadi non si arresta negli anni nonostante le diverse sostituzioni all’interno del gruppo, ma al contrario riescono a rinnovarsi, modernizzarsi e trarre linfa musicale da ogni nuovo componente. Sono passati 54 anni ma loro sono ancora lì: 90 concerti all’anno in tutta la Penisola con una media annuale di 1.000.000 di spettatori che comprendono bambini, genitori e nonni, creando così quello che si può definire il “ popolo nomade”. Inoltre la band ha assunto anche la nomina di gruppo più longevo in Italia e prima di loro solo i Rolling Stone.
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27 Gennaio 2018 Sabato 21:00
Manuel Magrini
È uscito nel 2016 “Unexpected”, primo album del pianista Manuel Magrini, uno dei più giovani e promettenti talenti del jazz italiano. Già protagonista di molti Festival illustri della scena musicale italiana, ha suonato con grandi nomi del jazz tra cui Ares Tavolazzi, Ellade Bandini, Gabriele Mirabassi, Fabio Zeppetella, Maurizio Giammarco, Achille Succi, Massimo Manzi, Paolo Damiani, Enrico Intra, Rosario Giuliani, Enrico Rava, John Arnold e Johnathan Kreisberg. “Unexpected” è un album in piano solo dal carattere strettamente autobiografico: “_parla della mia storia, piena di eventi ed incontri che non avrei mai immaginato di fare e che mi fanno sentire parte di un bellissimo disegno_”. Diplomato al Conservatorio F. Morlacchi” di Perugia, Manuel si interessa presto alla musica jazz e inizia a studiarla ed approfondirla seguito dal maestro Ramberto Ciammarughi, collaborando con moltissime formazioni e tenendo concerti sia in Italia che all’estero. Al Fara Music Festival vince il premio come miglior solista e come miglior gruppo con il suo Manuel Magrini Trio, mentre in ambito pop vince il concorso Rai Demo 2010 condotto da Michel Pergolani e Renato Marengo, come strumentista e coarrangiatore nel gruppo di Tom Bangura.Dal 2014 fa parte dell'Orchestra Nazionale dei Giovani Talenti del Jazz organizzata dal Teatro Puccini di Firenze, Siena Jazz e Music Pool, costituita dai migliori studenti del dipartimento di jazz di tutti i Conservatori d'Italia con la quale ha già suonato in importanti palchi come il teatro Piccolo Strehler di Milano e l'Obi Hall di Firenze; nello stesso anno Manuel vince una borsa di studio al Fara Music Festival per studiare al Collective School of Music a New York. A giugno 2017 si è aggiudicato il prestigioso Premio Lelio Luttazzi come migliore giovane pianista jazz italiano.
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26 Gennaio 2018 Venerdì 21:00
Roberto Tarenzi, James Cammack, Jorge Rossy
Roberto Tarenzi presenta in anteprima all’Auditorium Parco della Musica di Roma il suo nuovo album _Love and Other Simple Matters._ Pianista tra i più talentuosi della scena jazzistica nazionale, sceglie una sezione ritmica internazionale e di grandissimo spessore per registrare il suo lavoro della consacrazione: James Cammack, il leggendario bassista di Ahmad Jamal e Jorge Rossy batterista (e polistrumentista) iconico del primo trio di Brad Mehldau. Roberto Tarenzi riesce con questa formazione in trio (quella più amata dai grandi pianisti) ad esaltarsi sia nella esecuzione delle sue composizioni che degli standard. Il titolo del cd è ironico ma nasconde una verità: nella vita come nel jazz bisogna saper affrontare con semplicità e leggerezza anche le cose più difficili. David Liebman ha detto di Roberto dopo aver ascoltato in anteprima il cd: “Roberto è uno dei pianisti più talentuosi che abbia mai incontrato negli ultimi anni, uno dei grandi musicisti del mondo con cui amo suonare e trascorrere del tempo. In questo disco, in cui è in compagnia di due eccellenti professionisti, puoi ascoltare la sua grande personalità musicale”
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24 Gennaio 2018 Mercoledì 21:00
"Neapolis"
Un concerto di suoni, canzoni e racconti, all’ascolto e alla scoperta della bellezza e dei segreti di Neapolis, insieme ad un grande figlio contemporaneo della città partenopea, Enzo Gragnaniello, con le sue melodie uniche, e con i suoni e le atmosfere di Nando Citarella, di Nicola Alesini, di Sergio Colicchio, di Giuseppe Tortora e la voce di Anna Crispino. Lo spettacolo si avvarrà della presenza di ospiti a sorpresa che renderanno il loro omaggio a questa città così speciale.
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22 Gennaio 2018 Lunedì 21:00
Fly Trio
Dalla collaborazione con il contrabbassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard, la ritmica di Mehldau, è nata nel 2000 una delle formazioni più interessanti e longeve sulla scena contemporanea, il trio Fly, che vanta al proprio attivo la registrazione di tre album. Nella raffinata musica di questo eccezionale trio la personalità di Turner si esprime in modo pregnante. Mark Turner è nato a Fairborn, Ohio, nel 1965, e si trasferìsce con la famiglia in California all'età di 4 anni, crescendo poco fuori Los Angeles. Ha iniziato a suonare il clarinetto a 9 anni per passare successivamente al contralto, e quindi al tenore da adolescente. Alla fine, ha trovato un proprio stile, dopo studi approfonditi delle metodologie musicali di John Coltrane e Warne Marsh, tra gli altri. Dopo essersi trasferito a New York, Turner ha lavorato con musicisti come Paul Motian, James Moody, Lee Konitz, Tomasz Stanko, Dave Holland, Billy Hart, Brad Mehldau, Kurt Rosenwinkel, Dave Douglas, John Patitucci e il SF Jazz Collective. È uno dei sassofonisti più amati ed ammirati della sua generazione, famoso per la sua intima espressività su tutta la gamma del tenore.
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