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24 Febbraio 2018 Sabato 21:00
Ballet De L’Opéra De Lyon
Il Ballet de l’Opéra de Lyon metterà in scena uno spettacolo con le coreografie di Russell Maliphant, Benjamin Millepied, William Forsythe. sulla scena contemporanea, questi tre coreografi di diverse generazioni utilizzano e stravolgono brillantemente il vocabolario classico. Sul loro repertorio, da molto tempo il Ballet de l’Opéra de Lyon fa risplendere la sua versatilità e i suoi ballerini. _Critical Mass_ di Russell Maliphant, è del 1998. Uscendo dalla penombra, due danzatori si abbandonano in un combattimento che è allo stesso tempo feroce e armonioso, teso e rilassato. Avanzando lentamente si susseguono scontri, disequilibri mantenuti, acrobazie flessibili e relazioni incastrate. _Sarabande _ di Benjamin Millepied. Creata nel 2009, questa coreografia si apre su una variazione solistica, e alterna sequenze a due, a tre e a quattro. La danza, serena e leggera, sembra inventarsi man mano che si scrive. Esatta sulle note, fluida e flessibile. _Steptext_, creato nel 1985, è uno dei primi balletti di William Forsythe. La ripresa di questa opera folgorante, che decostruisce i codici dell’esecuzione, è sempre esaltante. In contrappunto alla Ciaconna in re minore di Bach, la partizione coreografica è tesa all’estremo. Quattro interpreti – una donna vestita di rosso e i suoi tre partner maschili – intrecciano saggiamente passi a due esplosivi.
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21 Febbraio 2018 Mercoledì 21:00
Compagnie Hervé Koubi
Il coreografo franco-algerino Hervé Koubi presenta a Roma il suo spettacolo più emblematico e potente, _Les nuits barbares ou les premiers matins du monde_. È la storia di un percorso, ogni racconto è la storia di un percorso... Cinque anni trascorsi tra l’Algeria e la Francia, sulle sponde opposte del mare che ha visto nascere tante popolazioni sradicate ed esiliate, la culla comune e indivisibile di quelle che vengono definite etnie mediterranee. _Les nuits barbares ou les premiers matins du monde_ prende spunto dalla sconfinata e suggestiva storia del bacino mediterraneo. "_...Nel contesto attuale, mi sembra sia indispensabile credere in una cultura universale e condivisa, ibridata ma unitaria, sperare in un futuro comune. Chi erano quei barbari calati dal nord, i misteriosi popoli del mare di cui la Bibbia, le cronache, gli antichi monumenti raccontano i misfatti senza mai fare davvero luce sulle loro origini? Chi erano quegli altri barbari giunti da est, Persiani, Ioni, Sciti, Babilonesi, arabo-musulmani? Di quale storia sconosciuta, dimenticata, rielaborata, assimilata o rimossa siamo eredi? Cavalieri delle steppe o costruttori di tumuli, popoli devoti o senza dei, pacifici o bellicosi, vinti eppure fecondi... Ci sono mille modi per «costruire una società». __Ho scelto di rivolgere lo sguardo su ciò che mi sembra più affascinante: la perenne commistione di culture e religioni che ritengo possa aiutarmi a tracciare o, meglio ancora, a rivelare le basi di una geografia che ci accomuna tutti, da un capo all’altro del mondo, troppo spesso senza che ce ne rendiamo conto. __Voglio riappropriarmi della storia, aprire gli occhi, accostarmi agli altri, correre verso la libertà... e ricordare che il termine Amazigh (barbaro) significa anche «uomo libero»_". Hervé Koubi
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17 Febbraio 2018 Sabato 21:00
Système Castafiore
I creatori di Système Castafiore ci accompagneranno in un’indimenticabile esperienza visiva ed emotiva attraverso il loro magico universo plastico con Théorie des prodiges. All’origine del progetto vi è un tentativo esplicito di ritrovare uno sguardo meravigliato sul mondo. Ma senza magia, qui tutto è matematica. "_Si è sostituita la magia con l’immagine: e questa doppia inversione ha finito col privarci dell’immaginazione._" - affermano Barcellos e Biscuit. Lo spettacolo è un susseguirsi di momenti che tentano di ristabilire l’ordine della realtà. Lo spazio scenico diventa lui stesso un luogo di prodigio. "Théorie des Prodiges" è soprattutto uno spettacolo di danza gnostica. È la ricerca della manifestazione delle essenze, il ritorno alla fonte primordiale. S’intrufola nel microsistema e lascia risuonare l’infinitamente grande.
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15 Febbraio 2018 Giovedì 21:00
Ballet Nice Méditerranée
Il Ballet Nice Méditerranée, diretto da Eric Vu-An, presenta un programma denso di significato, incentrato sulle immortali pièce dei più grandi coreografi francesi del Novecento Maurice Béjart e Roland Petit: Cantate 51 di Bach e L’Arlésienne. _*Cantate 51*_ di Maurice Béjart su partitura di Johann Sebastian Bach, "...offre il tema dell'Annunciazione. L'angelo appare a Maria e predice la nascita di un figlio, l'incarnazione divina che eccita l'universo trasfigurato come questa musica che supera l'umano " (Maurice Béjart). _* L’Arlésienne*_, tratto da una novella di Alphonse Daudet basata su un avvenimento reale (il suicidio del nipote di Frédéric Mistral), non può non ricordare il testo di Jean Cocteau che ha ispirato a Roland Petit il suo capolavoro assoluto – Le Jeune homme et la mort – in cui, di nuovo, un giovane artista si suicida perché respinto dall’amata. Ciò che colpisce fin dai primi secondi del balletto è la gravità che lo impregna: l corpo di ballo, completamente vestito di bianco e nero, esegue una coreografia d’insieme marcata, netta, quasi marziale. Roland Petit chiarisce così il tono dell’intera pièce: si tratta di uno straziante dramma d’amore e non di un affresco regionalista punteggiato da danze di carattere.
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13 Febbraio 2018 Martedì 21:00
Compagnie Maguy Marin
La ricerca costante di cambiamento fa di Maguy Marin una coreografa ‘resistente’, non solo al tempo e agli eventi, ma alla vita. Per lei resistere significa creare mettendosi ogni volta in discussione, spingendo chi guarda a fare lo stesso. “_Uno spettacolo_ - ama ribadire - _non può certamente cambiare il mondo, ma può forse cambiare coloro che lo guardano_”. Così nel suo immenso repertorio che spazia dalla danza pura al Tanztheater, al quasi-teatro e all’installazione, il comune denominatore resta parlare dell’uomo, dell’individuo in rapporto al gruppo e alla società. La sua ultima creazione_ BiT,_ segna il ritorno al movimento, a un rapporto stringente, quasi ossessivo, con la musica. Tutto comincia da un lavoro sul ritmo, come il ritmo di ciascuno si articola in relazione a quello degli altri. Una questione ‘politica’ per Marin sebbene lo spettacolo non la enfatizzi. Come si formano le masse? Come le solitudini? Quale mistero regola i flussi? Lo spettacolo è una sorta di lotta, di resistenza alla morte per sei interpreti ossessionati dal ritmo, travolti in una farandole incessante che li trascina nel vuoto. E questo viaggio nell’abisso, nell’incapacità di sganciarsi dal passo della società, si svolge su un’ostinata musica techno creata dal giovane musicista tolosano Charlie Aubry. Con magistrale lucidità e impareggiabile poesia Marin disegna il girone infernale della società postmoderna, un’umanità ridotta a un refrain di sesso-divertimento-nulla da cui c’è una sola via d’uscita: la fuga.
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30 Gennaio 2018 Martedì 09:59
Carmen - danze polovetsiane

da 28/04/18 a 29/04/18

Teatro Quirino Vittorio Gassman

Due atti unici che riprendono grandi successi del panorama classico.
Carmen, dopo il grande successo della prima versione di Marius Petipa, ha ispirato i coreografi che, affascinati da questa storia, ogni volta offrono la loro interpretazione del testo.
Danze Polovetsiane si ispira all'opera “Il principe Igor”. Grazie alle musiche melodiose, celebra l'importanza della danza anche in campo di battaglia.

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30 Gennaio 2018 Martedì 09:55
La bella addormentata

da 26/04/18 a 27/04/18

Teatro Quirino Vittorio Gassman

La bella addormentata , balletto in un prologo e tre atti, è il secondo per cronologia di composizione dei tre balletti di Čajkovskij. Il libretto fu scritto interamente dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevolozhsky: la coreografia venne affidata a Marius Petipa. La prima rappresentazione ebbe luogo il 15 gennaio 1890 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia: il successo fu immediato.

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30 Gennaio 2018 Martedì 09:50
Giselle

da 24/04/18 a 25/04/18

Teatro Quirino Vittorio Gassman

Giselle, balletto in due atti, è considerato il simbolo del balletto classico e romantico. Narra di creature mitologiche dei paesi slavi, le Villi, che provano un irrefrenabile desiderio e amore per la danza, aspetto che contribuì a fare di questa leggenda la fonte di ispirazione del balletto.

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30 Gennaio 2018 Martedì 09:47
Il festival del balletto Russo

da 24/04/18 a 29/04/18

Teatro Quirino Vittorio Gassman

Il Russian Ballet Theatre è un prestigioso corpo di ballo  fondato nel 2001 dalla ballerina e maestra Anna Grogol, che dirige tuttora il teatro.

Anna Grogol proviene da una famiglia teatrale riconosciuta in tutto il mondo per la promozione della tradizione teatrale russa e ha vinto il premio “Djagilev” per il suo contributo. Al momento il teatro ha all'attivo circa 90 spettacoli all’anno, rappresentati in tutto il mondo.

Durante il Festival i ballerini russi danzeranno sulla scena insieme a bambini italiani per regalarvi un bellissimo evento di danza classica.

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29 Gennaio 2018 Lunedì 12:35
Break the tango

da 20/03/18 a 28/03/18

Teatro Olimpico

Primi ballerini: German Cornejo e Gisela Galeassi

Ballerini: Nicolas Schell, Noelia Pizzo, Ezequiel Lopez, Camila Alegre, Edgar Luizaga, Pamela Pucheta, Martina Waldman, Josè Fernandez, Mariano Balois, Micaela Sina

Ballerini di Break Dance: Henry Monsanto, Jonathan Anzalone, “Hill” Gil Adan Hernandez  Candelas, “Issue” Kwangsuk Park, Bboy Cho Joo Hyosung, Bboy Dol Jinhyoung Park.

Direttore Musicale: Ovidio Velazquez

Cantante: Gisela Lepio

Piano: Ovidio Velazquez

Chitarra/Voce: Luciano Bassi

Bandoneon: Clemente Carrascal

Batteria: Jerónimo Izarrualde

Dopo aver conquistato il pubblico di mezza Europa arriva finalmente in Italia lo spettacolo di danza che unisce le due danze regine dei sobborghi: il Tango e la Break Dance.

Due danze che nascono entrambe dai sobborghi più profondi, dalla strada, dal cuore più pulsante e misterioso delle città. Origine comune e distanza siderale apparentemente quella del tango e della break dance. Unire queste due anime è una sfida improbabile che German Cornejo, uno dei massimi esponenti del tango mondiale, ha inseguito per anni con casting in tutto il mondo e con una ricerca musicale e coreografica quasi maniacale. Il risultato sta conquistando l’Europa, è Break The Tango.

Rompere le regole, rendere i confini fluidi, unire stili diversi, Break The Tango è qualcosa di più di un semplice spettacolo di danza, è un crocevia, un appuntamento con l’inaspettato, una sfida, uno show che mixa due mondi apparentemente distantissimi: il miglior tango acrobatico con la break dance, in un incontro/scontro dai risultati straordinari e imprevedibili.

Sul palco ogni sera una spettacolare sfida tra balli dei sobborghi: da una parte la spericolata e sensuale eleganza del tango acrobatico, rappresentata ai suoi massimi livelli da artisti come il campione del mondo German Cornejo (peraltro creatore, direttore artistico e uno dei due coreografi dello spettacolo), Gisela Galeassi, Ezequiel Lopez e Camila Alegre – dall’altra i ballerini di break, alcune delle più splendenti eccellenze nel campo provenienti da tutto il mondo – tra cui l’italianissimo Jonathan Anzalone.

Ma Break The Tango non è solo danza. L’altra grande protagonista è la musica. Un viaggio anch’esso che incontra e reinterpreta panorami lontani. Si va dall’electro tango, ai grandi classici della tradizione argentina fino alla musica pop di Adele, Beyoncé, Shakira, Cranberries.  A farne rivivere la magia ogni sera una band live, composta da 4 elementi: piano, chitarra, bandoneon e batteria. Regina indiscussa della formazione, la cantante, Gisela Lepio, una voce potente e insieme raffinata, capace di inseguire e suscitare le emozioni più diverse.

La scenografia affidata, coraggiosamente essenziale e insieme suggestiva, crea un’atmosfera a tratti surreale che lascia tutto lo spazio alla danza, portata in scena con forza e audacia.

 

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