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11 Novembre 2019 Lunedì 13:59
Tra sacro e profano

da 09/11/19 a 29/11/19

Museo Fondazione Venanzo Crocetti

Curata da di Nicoletta Rossotti e Salvo Nugnes.

La mostra vede esposte opere di talentuosi artisti, di tutto il mondo, provenienti da svariate forme d’arte, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al design, allestite all’interno di un contesto museale storico della capitale.

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11 Novembre 2019 Lunedì 12:45
Vanni Scheiwiller e l’arte da Wildta Melotti

da 18/10/19 a 19/01/20

La Galleria Nazionale

Omaggio a Vanni Scheiwiller, personaggio che ha attraversato come pochi la cultura, non solo italiana, del Novecento, impegnato in esperienze professionali intense per ricchezza e qualità, quasi sempre intrecciate con le vicende personali di poeti e artisti.

La mostra, che attraversa quasi un secolo, ruota attorno a due sale dedicate a Adolfo Wildt e a Fausto Melotti, toccando scuole, tendenze e linguaggi incrociati da Vanni Scheiwiller.

Le opere, collezionate da Vanni e, dal 1980, da sua moglie Alina, in massima parte ancora nella casa milanese, sono dei seguenti artisti: Vincenzo Agnetti, Rafael Alberti, Assadour, Kengiro Azuma, Amerigo Bartoli, Luigi Bartolini, Carlo Belli, Jan Berdyszak, Martin Bradley, Alberto Burri, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Enrico Castellani, Arnoldo Ciarrocchi, Roman Cieślewicz, Eduardo Chillida, Fabrizio Clerici, Jean Cocteau, Pietro Consagra, Aldo Galli, Giorgio de Chirico, Enrico Della Torre, Stanisław Fijałkowski, Fillia, Lucio Fontana, Tullio Garbari, Henri Gaudier Brzeska, Franco Gentilini, Arnaldo Ginna, Gianluigi Giovanola, Jerzy Grabowski, Alina Kalczynska, Janina Kraupe, Bice Lazzari, Osvaldo Licini, Leo Longanesi, Mino Maccari, Mario Mafai, Piero Manzoni, Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marcello Mascherini, Tadeusz Myslowski, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, François Morellet, Bruno Munari, Giulia Napoleone, Mario Nigro, Gastone Novelli, Roman Opalka, José Ortega, Ryszard Otręba, Jerzy Panek, Ivo Pannaggi, Tancredi Parmeggiani, Pablo Picasso, Edmund Piotrowicz, Antonietta Raphaël, Regina, Nino Ricci, Elio Roccamonte, Angelo Savelli, Alberto Savinio, Ruggero Savinio, Gino Severini, Scipione, Krzysztof Skòrczewski, Silvano Scheiwiller, Jan Tarasin, Antoni Starczewski, Guido Strazza, Emilio Vedova, Luigi Veronesi, Renzo Vespignani, Giuseppe Viviani, Anna Sobol Wejman, Ryszard Winiarski, Stanislaw Wòjtowicz, Ewa Zawadzka.

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11 Novembre 2019 Lunedì 12:39
Focus Pat O’Neill

da 26/11/19 a 01/12/19

MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo

Videogallery a cura di Stefano Collicelli Cagol
Los Angeles, gli Hollywood Studios e la storia degli effetti speciali. L’arte di Pat O’Neill ha trasformato l’industria cinematografica statunitense.

Considerato uno dei pionieri ed icona del cinema sperimentale americano sin dai primi anni ’60, il percorso artistico di Pat O’Neill, si articola in una ricerca completa nelle arti visive che comprende la scultura, il collage, il disegno e la fotografia. Il suo lavoro non è noto solo per la perizia tecnica unica e avanguardista, ma anche per la grande eleganza visiva e visionaria. Immagini senza soluzione di continuità in cui riecheggiano racconti tra passato e presente, miti e storie della cultura quotidiana con particolare riferimento ai paesaggi di Los Angeles con le sue zone suburbane e rurali, fanno dei lavori di O’Neill un’arte filmica seducente.

La collaborazione di O’Neill, come di tanti altri artisti californiani di quegli anni con gli Studios, è stata strumentale per la trasformazione dell’industria cinematografica. Guardare all’opera di Pat O’Neill oggi significa confrontarsi con un artista che con il suo lavoro ha contribuito a gettare le basi per le sperimentazioni negli effetti speciali che continuano a influenzare i nostri immaginari, anche ora che sono realizzati con le tecnologie digitali e il computer.

Martedì 26 novembre, in occasione del Focus Pat O’ Neill il MAXXI celebra uno dei pionieri del cinema sperimentale con un incontro che ne ripercorre la lunga e poliedrica carriera.

In collaborazione con MONITOR Roma, Lisbona, Pereto (AQ), Philip Martin Gallery, Los Angeles

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11 Novembre 2019 Lunedì 12:28
Progetto e Utopia

da 13/11/19 a 08/12/19

MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo

Il museo presenta al pubblico il restauro di due opere della Collezione MAXXI Architettura: il modello del Concorso per la Camera dei Deputati dall’Archivio di Vittorio De Feo e lo scroll Space IV di Paolo Soleri.

A prima vista le due opere possono sembrare distanti tra loro: una  (il modello di Vittorio De Feo) in legno, l’altra (lo scroll di Paolo Soleri) in carta; una la proposta di un progetto urbano, l’altra la rappresentazione grafica di un’utopia; una il prodotto di un gruppo di lavoro, l’altra il risultato della scelta di isolamento del suo Autore, ritiratosi in Arizona. Eppure un filo conduttore le avvicina: entrambe parti della Collezione di Architettura, sono la rappresentazione fisica del processo progettuale che attraversa la mente degli architetti; entrambe rappresentano la ricerca di soluzioni nuove, alternative ad un mondo che non sembra soddisfacente.

La mostra Progetto e Utopia è il risultato di un lavoro svolto durante il 2019, portato avanti in collaborazione con la Fondazione Paola Droghetti, che ha messo a disposizione le due borse di studio per giovani laureati, con l’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) e l’ICRCPAL (Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario), che hanno seguito la direzione scientifica delle attività di restauro.

Accompagna la mostra un catalogo a cura di Patrizia Cavalieri, Francesca Romana Liserre e Carla Zhara Buda (Gangemi Editore).

In collaborazione con Fondazione Paola Droghetti onlus, ISCR Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ICRCPAL  Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario.

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11 Novembre 2019 Lunedì 12:17
Il Mare e L'Isola della Corea

da 27/11/19 a 31/12/19

Istituto Culturale Coreano

Il Mare e L'Isola della Corea
Mostra organizzata con la compagnia "La Mer et L'Ile" che attreverso i suoi artisti vuole far conoscere al mondo la meravigliosa Isola di Dokdo e il Mare dell'Est.

Partecipano 8 rinomati pittori coreani come Yongsun Suh, Sun-doo Kim, Byung-wook Oh, Chong-song Lee, Tae-im Ha, Joo-yeon Lee, Hyun-joo Jang, Il-young Jeong.

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11 Novembre 2019 Lunedì 12:05
Apolidi | Identità non disperse

da 20/11/19 a 08/12/19

Palazzo Merulana

A cura di Antonietta Campilongo e  promossa dall’Associazione Neworld, Nwart, con il patrocinio di MigrArti.

Il tema delle migrazioni, in tutte le sue diverse declinazioni, è al centro della mostra Apolidi.

L’esposizione si propone come una forma di narrazione collettiva, in cui si uniscono vari punti di vista, in grado di restituire voce e dignità alle moltitudini senza volto della contemporaneità.

La mostra intende raccogliere materiali di analisi e di riflessione su un tema di grande attualità, essendo aperta a contributi artistici che affrontino problemi legati all’etica, alla definizione dell’identità culturale e ai rapporti fra le culture, e allo sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso.

L’arte registra e indaga il declino del mondo e le infinite trasformazioni di un sistema economico e simbolico, e mette in scena, in modi infiniti, una possibile riflessione sulla storia attuale, compresi i suoi orrori sulla solitudine di massa, sulla fragilità dell’uomo, sull’imperfezione della vita, sul desiderio di vivere.

Artisti: Marco Billeri, Juna Cappilli, Antonella Catini, Silvano Corno, Vincenza Costantini, Pino dè Notariis, Alexander Luigi Di Meglio, Dario Fo, Giusy Lauriola, Valentina Lo Faro, Roberto Malini e Fabio Petronelli, Riccardo Meloni, Giorgio Ortona, Enrico Porcaro, Parlind Prelashi, Loredana Raciti, Consuelo Rodriguez, Eugenia Serafini, Anna Tonelli, Jack Tuand. Per la gentile concessione di Jacopo Fo e la disponibilità della Galleria TouchArt, in mostra un’opera di Dario Fo.

Vernissage e performance, mercoledì 20 novembre 2019
ore 18.30   Apolidi Universali  – Performance di Loredana Raciti
ore 19.00  Dissuasivi-2  – Performance degli artisti§innocenti
ore 20.00 La parola e il grido – Performance di Eugenia Serafini e I poeti dell’Onda

Eventi inaugurali a partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti disponibili

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7 Novembre 2019 Giovedì 12:35
Il merletto al tombolo

da 15/11/19 a 21/11/19

Medina Roma

Come le parole che si intrecciano formando trame accoglienti, così i fili si intrecciano fino a diventare creazioni artistiche. Il recupero di un’antica tecnica diventa veicolo e strumento per l’espressione di uno sguardo creativo.

Dal 15 al 21 Novembre presso gli Spazi Medina Roma Il merletto al tombolo di Annella Centis. Un’esposizione di creazioni Made in Italy completamente realizzate a mano, tramite l’antica tecnica del tombolo.
Il merletto al tombolo è un pizzo realizzato a mano ed ha alle spalle una storia molto antica, ritrovamenti in insediamenti millenari, nelle colonie della Magna Grecia; è davvero difficile stabilire quale sia stato il periodo di partenza del tombolo. Questa tecnica si è diffusa sicuramente durante il XVI sec. nel territorio delle Fiandre ed è per questo che poi si è propagata soprattutto nelle regioni del Nord Italia.
Oggi la produzione di questi manufatti è molto rara ed è apprezzata solo da veri estimatori. La tecnica viene tramandata di generazione in generazione, la conoscenza e i disegni vengono gelosamente custoditi da coloro che ancora tramandano il tombolo "manualmente" e "verbalmente".
L’esposizione punta a far conoscere la tradizione di un’arte antica, applicata alla moda e agli accessori moderni, fili che si intrecciano fino a diventare creazioni artistiche, il recupero di un’antica tecnica diventa veicolo e strumento per l’espressione di uno sguardo creativo.

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7 Novembre 2019 Giovedì 11:32
Ivana Galli. L’ultima cena quotidiana

da 07/11/19 a 30/11/19

Galleria Gallerati

Carlo Gallerati è lieto di curare e presentare L’ultima cena quotidiana, una mostra personale di Ivana Galli.
Dopo l’enorme successo in tutta Italia del Ritratto scomposto, fotografie di volti e di corpi meravigliosamente riflessi da speciali specchi da lei stessa concepiti e realizzati, Ivana Galli torna a Roma, per presentare un altro progetto: L’ultima cena quotidiana.

La cena, vista come momento sacro e di riflessione, gesti quotidiani su cui l'artista pone il suo sguardo attento. Ivana compie due azioni di appropriazione: fa fotografie e compone libri d’artista. Scatta foto a quel che resta nei piatti, acqua e olio, cibi sacri che mai si mescolano e che mantengono integra la propria identità, ma assieme danno forma a un inizio di vita come in Embryo (stampe circolari su plexiglass, che compongono la serie il cui finale pone un quesito allo spettatore).

Con lo stesso intento, raccoglie e custodisce la carta dei tovaglioli, carta che lei vede coma una sorta di prezioso documento contenente l'essenza di chi ha toccato quel tovagliolo: il suo dna. Questi libri, raccolti sotto il titolo Nessuna parola (è) inutile, sono un archivio storico per l’archeologia del futuro, testimonianza della presenza umana in questa era. In entrambi i processi l’intuizione dell’artista è quella di riconoscere, interpretare e svelare il significato profondo che può avere per noi un gesto quotidiano come quello del cibarsi. Le tracce di materia e di colore, che l’atto di alimentarsi lascia come residui normalmente trascurati nella più totale indifferenza, sono ai suoi occhi suggestivi spunti per allusioni simboliche al senso dello stare al mondo. Ogni trasformazione necessaria per mantenersi in vita produce un risultato marginale che vale la pena di non sottovalutare: nessun segno meriterebbe l’oblio assoluto, come nessuna anima che lo ha generato meriterebbe di morire per sempre.

Ivana Galli è nata a Venezia nel 1968, vive e lavora a Vicenza e a Venezia. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Musicista, artista visiva e plastica, predilige come tecnica espressiva la fotografia, che inizia ad apprendere fin da giovanissima nel laboratorio del padre. La lezione classica e il percorso multidisciplinare sono chiaramente riconoscibili nelle sue opere: vi si trovano il senso del ritmo e una piena percezione dello spazio e della consistenza materiale delle figure. La ricercata perfezione estetica non è mai disgiunta da una ricchezza di significati e da un’originalità di prospettive stupefacenti, che le stanno valendo un’attenzione crescente da parte del pubblico e della critica.

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7 Novembre 2019 Giovedì 11:30
L’oro di Crivelli

da 14/11/19 a 21/01/20

Musei Vaticani e Cappella Sistina

L’oro di Crivelli
Evento espositivo, dedicato al pittore del primo Rinascimento Carlo Crivelli, con cui i Musei Vaticani intendono partecipare alle celebrazioni in onore del 35° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America.

La mostra è parte integrante del percorso museale, allestita in Pinacoteca Vaticana, negli spazi della Sala XVII che da più di due anni ospitano con grande riscontro di pubblico le iniziative culturali della rassegna Museums at Work.

Focus dell’esposizione il significativo nucleo delle opere che i Musei Vaticani custodiscono del grande artista veneziano attivo tra la Dalmazia, l’entroterra veneto e le Marche, nel periodo che va dal 1463 al 1494, anno in cui la morte lo colse ad Ascoli Piceno.
Noto per la squisita eleganza delle sue invenzioni stilistiche e raffigurative, Carlo Crivelli si distinse per l'estrema originalità del linguaggio elaborato, in cui le conquiste rinascimentali della prospettiva e della nitida modellazione dei volumi si legano a cadenze decorative e all'uso dell'oro di gusto tardogotico.

In mostra quindi, in un confronto insolitamente ravvicinato, i tre capolavori recentemente restaurati presso i Laboratori dei Musei Vaticani grazie al generoso sostegno dei benefattori americani Patrons of the Arts in the Vatican Museums: il polittico a cinque scomparti della Madonna con il Bambino e Santi (1481), la Madonna con il Bambino (1482), forse elemento centrale di uno smembrato polittico, e la splendida lunetta della Pietà (1488-1489).
Tutte e tre le tavole hanno beneficiato, seppur in tempi diversi, non solo di un accurato restauro ma anche di sofisticate indagini diagnostiche che hanno aperto la strada a nuove interpretazioni e a prospettive critiche prima impensabili.

 

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7 Novembre 2019 Giovedì 10:36
Una zoografia per Pinocchio. Disegni di Filippo Sassòli 2009-2019

da 20/09/19 a 10/11/19

Istituto Centrale per la Grafica - Gabinetto disegni e stampe

Una zoografia per Pinocchio. Disegni di Filippo Sassòli 2009-2019

Sono esposti 35 disegni realizzati a penna con inchiostro nero, steso anche a pennello più o meno diluito e con rifiniture a punta metallica, realizzati in due formati: il più grande dedicato agli animali personaggi e il più piccolo agli animali comparse, definite, queste ultime, dallo stesso Sassòli ‘senza nome proprio, in minuscolo e non dialoganti’.

Non siamo quindi di fronte a generiche illustrazioni di commento al testo di Collodi, ma ad una scelta precisa, motivata dallo stesso artista: riproporre gli animali nella loro vivida concretezza, senza l’aggiunta di nessun particolare attributo che ne snaturi l’essenza, cercando di porre in risalto il loro personale incontro con Pinocchio. Non manca un tocco d’ironia, peculiarità espressiva di tutta l’opera di Sassòli.

Nulla di più calzante, quindi, di un linguaggio in bianco e nero tracciato nel solco della tradizione aulica della Calcografia, che abilmente disposto sul foglio, restituisce con sobrietà la forza delle emozioni suscitate dal testo di Collodi.
In questo si può cogliere l’originalità della proposta linguistica di Sassòli e nel medesimo tempo avere la prova, se mai ce ne fosse necessità, che siamo di fronte ad un artista sensibile, che con umiltà ha elaborato una tecnica sorprendente, idonea a tradurre in segno la poesia del testo.
Così infatti definisce Filippo Sassòli il suo operato: “…Tanto chiaro quanto è scuro il colore delle Avventure: Pinocchio è un noir. Prevalgono le oscurità, i notturni, le ombre profonde e la penombra. E poi qualche squarcio di luce, qualche volta. Con la scelta del bianco e nero a inseguire il disegnare dell’autore, ho voluto anche sottolineare il ritorno alle origini, cioè risalire al tempo della nascita editoriale del libro”.

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