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26 Maggio 2013 Domenica 19:00
Beethoven: Quinta Sinfonia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa CeciliaAntonio Pappano direttoreIan Bostridge tenoreAlessio Allegrini cornoVerdi Quartetto, per orchestra d'archiBritten Serenata per tenore, corno e archi Beethoven Sinfonia n.5 E' senza dubbio il più famoso brano di musica classica, e se ne capiscono tutti i motivi: dal perentorio incipit, infatti, l'orchestra non smette un solo minuto di tendere, come un eroico titano in lotta contro le forze del male, verso la vittoria finale, suggellata da un'esultanza febbrile, squillante e liberatoria. E' la Sinfonia n.5 di Beethoven che Sir Antonio Pappano ha scelto come simbolo stesso del meraviglioso potere della musica di dar forza e ritmo alla bellezza del mondo, per rendere omaggio a due grandi compositori nell'anno delle speciali ricorrenze che li riguardano: Verdi e Britten. Del primo, nato 200 anni fa, e nostro massimo compositore (è lui infatti l'assoluto campione del Melodramma Italiano) Sir Tony dirigerà la versione orchestrale dell'unica sua incursione nella musica da camera: il Quartetto per archi. Del compostore inglese, nato esattamente 100 anni fa nel giorno di Santa Cecilia - il 22 novembre - e scomparso nel 1976, ascolteremo invece un capolavoro del 1943 (e tra i massimi vertici di tutta la musica del '900), la Serenata per tenore, corno e archi, antologia di sei brani di altrettanti poeti inglesi ispirati alla notte. Voce solista, un "britteniano" doc, il tenore britannico Ian Bostridge, e al corno una superstar della nostra Orchestra: Alessio Allegrini. Segui il concerto in streaming live e on demand su
© Fondazione Musica per Roma - Auditorium Parco dell... L'Auditorium Parco della Musica, gestito dalla Fon... Copyright 2009 - Fondazione Musica per Roma
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26 Maggio 2013 Domenica 19:00
Beethoven: Quinta Sinfonia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa CeciliaAntonio Pappano direttoreIan Bostridge tenoreAlessio Allegrini cornoVerdi Quartetto, per orchestra d'archiBritten Serenata per tenore, corno e archi Beethoven Sinfonia n.5 E' senza dubbio il più famoso brano di musica classica, e se ne capiscono tutti i motivi: dal perentorio incipit, infatti, l'orchestra non smette un solo minuto di tendere, come un eroico titano in lotta contro le forze del male, verso la vittoria finale, suggellata da un'esultanza febbrile, squillante e liberatoria. E' la Sinfonia n.5 di Beethoven che Sir Antonio Pappano ha scelto come simbolo stesso del meraviglioso potere della musica di dar forza e ritmo alla bellezza del mondo, per rendere omaggio a due grandi compositori nell'anno delle speciali ricorrenze che li riguardano: Verdi e Britten. Del primo, nato 200 anni fa, e nostro massimo compositore (è lui infatti l'assoluto campione del Melodramma Italiano) Sir Tony dirigerà la versione orchestrale dell'unica sua incursione nella musica da camera: il Quartetto per archi. Del compostore inglese, nato esattamente 100 anni fa nel giorno di Santa Cecilia - il 22 novembre - e scomparso nel 1976, ascolteremo invece un capolavoro del 1943 (e tra i massimi vertici di tutta la musica del '900), la Serenata per tenore, corno e archi, antologia di sei brani di altrettanti poeti inglesi ispirati alla notte. Voce solista, un "britteniano" doc, il tenore britannico Ian Bostridge, e al corno una superstar della nostra Orchestra: Alessio Allegrini. Segui il concerto in streaming live e on demand su
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Beethoven: Quinta Sinfonia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa CeciliaAntonio Pappano direttoreIan Bostridge tenoreAlessio Allegrini cornoVerdi Quartetto, per orchestra d'archiBritten Serenata per tenore, corno e archi Beethoven Sinfonia n.5 E' senza dubbio il più famoso brano di musica classica, e se ne capiscono tutti i motivi: dal perentorio incipit, infatti, l'orchestra non smette un solo minuto di tendere, come un eroico titano in lotta contro le forze del male, verso la vittoria finale, suggellata da un'esultanza febbrile, squillante e liberatoria. E' la Sinfonia n.5 di Beethoven che Sir Antonio Pappano ha scelto come simbolo stesso del meraviglioso potere della musica di dar forza e ritmo alla bellezza del mondo, per rendere omaggio a due grandi compositori nell'anno delle speciali ricorrenze che li riguardano: Verdi e Britten. Del primo, nato 200 anni fa, e nostro massimo compositore (è lui infatti l'assoluto campione del Melodramma Italiano) Sir Tony dirigerà la versione orchestrale dell'unica sua incursione nella musica da camera: il Quartetto per archi. Del compostore inglese, nato esattamente 100 anni fa nel giorno di Santa Cecilia - il 22 novembre - e scomparso nel 1976, ascolteremo invece un capolavoro del 1943 (e tra i massimi vertici di tutta la musica del '900), la Serenata per tenore, corno e archi, antologia di sei brani di altrettanti poeti inglesi ispirati alla notte. Voce solista, un "britteniano" doc, il tenore britannico Ian Bostridge, e al corno una superstar della nostra Orchestra: Alessio Allegrini. Segui il concerto in streaming live e on demand su
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25 Maggio 2013 Sabato 21:30
Uto Ughi: i Concerti per violino di Mozart - II
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa CeciliaUto Ughi violinoMozart Concerto n.4 K 218 Secondo e ultimo appuntamento con Uto Ughi, solista e direttore nel ciclo completo dei Concerti per violino e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, insieme all'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia. La serata comprende n.1 K 207, il n.4 K 218, e il n.5 K219, vale a dire dalla salottiera grazia limpida e delicata del primo, alle meravigliose effusioni creative dell'ultimo, passando per l'elegiaca serenità del quarto. Nel percorso dei suoi cinque concerti per il re degli strumenti ad arco, infatti, Mozart ha occasione di sperimentare linguaggi sempre più nuovi e profondi, specialmente dopo il giro di boa del terzo, il K 216, ascoltato nella prima serata del ciclo. Sensualità, malinconia, euforia di canto in stile "italiano", conditi da una scrittura sapientissima che esalta lo spessore del dialogo fra il solista e l'orchestra, sono infatti le caratteristiche evidenti ed essenziali del K 219, giustamente il più celebre ed eseguito dell'intera serie, che nell'Adagio ci regala una dei momenti mozartiani più intensi ed estatici per luminosa malinconia, prima di esplodere nelle stramberie turche (che ricordano il Ratto dal Serraglio) del Rondò conclusivo.
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