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Basilica di San Giovanni in Laterano
(Chiese)
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Piazza S. Giovanni in Laterano - 00184 Roma Monti (Area 1)

Facciata di San Giovanni in Laterano
Facciata di San Giovanni in Laterano
(Alessandro Galilei)

Il nome "Laterano" deriva probabilmente da quello dei Plauzi Laterani, antica famiglia romana alla quale Costantino confisca la terra per aver partecipato, 300 anni prima, ad una congiura contro Nerone. Secondo la leggenda, invece, il nome "Laterano" risale proprio a Nerone il cui nefasto ricordo lampeggia inesausto nella memoria dei posteri.

Il bizzarro imperatore, alla costante ricerca di nuove emozioni, ne pensa una imprevista anche per i più fantasiosi cortigiani: vuole partorire. Ordina ai medici di favorire la sua gravidanza ed essi, col terrore di essere uccisi, gli fanno inghiottire un girino. Quando il girino diventa rana gliela fanno "partorire" con una potente purga. Nerone fa mettere la rana su un carro d'argento e d'oro, la porta in giro scortata da una nutrice ma un giorno, giunta vicino a una sorgente, la rana salta giù e scompare tra i prati. Latitan rana, rana fuggitiva: da qui la corruzione del termine latino in "Laterano" e quindi della Basilica di San Giovanni "In Laterano".

La prima cosa che fa un Papa, dopo essere stato incoronato in Vaticano, è quella di venire nella Piazza di Porta San Giovanni in Laterano ed entrare, con un solenne corteo, nella Basilica per prenderne "possesso". Il Pontefice è anche il "Vescovo di Roma" e San Giovanni è la Cattedrale della città di Roma e quindi del mondo.

Fu fondata da Papa Melchiade (311-314) nelle proprietà dei Plauzi Laterani, donate a questo scopo dall'Imperatore Costantino al Pontefice, insieme con la grande caserma degli Equites Singulares, sui resti della quale sorse la Basilica, primitiva, a 5 navate, dedicata al Salvatore e più tardi ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista.

Sino al 1305 fu residenza ufficiale dei Papi che, al ritorno dall'esilio di Avignone, si trasferirono in Vaticano. Devastata dai Vandali, fu restaurata da Papa San Leone Magno (V secolo) e da Adriano I (VIII secolo). Danneggiata da un terremoto nell'896, fu riedificata da Sergio III nel 905 e fastosamente decorata da Nicolò IV nel 1288-92.

Nuovamente distrutta nel 1308 da un incendio, fu subito ricostruita da Clemente V e ancora incendiata nel 1361, fu rifatta durante i pontificati di Urbano V e di Gregorio XI, per opera del senese Giovanni Di Stefano.

Alla fine del 1500 Sisto V da incarico a Domenico Fontana di aggiungere la "Loggia delle Benedizioni" sulla Piazza, restaurando l'antica cittadella della cristianità decaduta e divenuta un ammasso di ruderi.

Nel 1646 Innocenzo X, in previsione del prossimo Anno Santo, decide di far rimettere in sesto la Basilica ed affida l'incarico a Borromini con l'impegno di rispettare le vecchie strutture. Restano il soffitto del cinquecento, il pavimento cosmatesco, il tabernacolo del trecento con l'altare sul quale solo il Papa può dire Messa.

Nel 1735 Clemente XII fa fare ad Alessandro Galilei la nuova facciata con le 12 statue di Cristo e degli Apostoli ed il portico sul quale si apre la Porta Santa.

In simulacri d'argento, dentro il baldacchino gotico, ci sono le teste dei Santi Pietro e Paolo.

Sopra l'altare del Sacramento, un frammento della tavola sulla quale Gesù consumò l'ultima cena. Si conserva anche il sangue di Cristo portato a Roma dal Centurione Longino.

Nella Basilica e nel Palazzo Laterano si sono tenuti i concili degli anni 1123,1139, 1179, 1215, 1512.

Fino all'ottocento gli edifici rimasero isolati in un ambiente campestre che favorì lo sviluppo della tradizionale festa di San Giovanni: nella notte del 24 giugno (natività di San Giovanni Battista), i popolani, in allegre brigate, vanno ad ingozzarsi di centinaia di lumache consumate nelle osterie e nelle baracche, appositamente costruite sui prati vicino i Palazzi del Laterano, o tra le sue rovine, annaffiandole con il vino dei castelli.

Dei Palazzi Lateranensi fanno parte oltre che la Basilica, il Palazzo Lateranense ed il Battistero, con accesso nell'adiacente Piazza San Giovanni in Laterano.

Il Palazzo Lateranense, ultimato in gran fretta con il ritmo frenetico di tutte le costruzioni sistine, fu realizzato da Domenico Fontana nel 1586-89 sull'area del Patriarchio, residenza pontificia fino all'esilio Avignonese, costò pochissimo grazie all'impieghi di marmi e pietre ricavati da quelle comodissime cave che erano i ruderi antichi e all'ottima organizzazione. Esso è una delle migliori opere del Fontana e del tardo Cinquecento romano.

Adibito ad ospedale e nell'ottocento sede dei musei, poi trasferiti in Vaticano, gode del privilegio della Extraterritorialità, sancita dai Patti Lateranensi, che proprio in questo edificio furono firmati. Dal 1967 è sede del Vicariato di Roma (il portone fu danneggiato da una bomba nel 1993).

Il Battistero fu costruito da Costantino su una villa del secolo I e su terme del II, Sisto III aggiunse l'atrio e i Papi Ilario e Giovanni IV le Cappelle ai lati del vano interno ottagonale. Al centro vi&grave un recinto formato ad due ordini di colonne architravate sorreggenti la cupola e racchiudenti l'urna per i battesimi ad immersione.

Da segnalare: nella Cappella di Santa Rufina un mosaico del secolo V , in quella di San Venanzio la decorazione musiva dell'abside e dell'arco trionfale (secolo VII). In quella di San Giovanni evangelista i battenti di bronzo di fine secolo XII.

Sulla Piazza di San Giovanni in Laterano svetta al centro l'obelisco più alto, con i suoi 47 metri, e più antico di Roma. Fu innalzato dai faraoni Tutmosi II e IV (sec.XV a.C) davanti al tempio di Ammon a Tebe e trasportato a Roma da Costantino II nel 357. Issato nel Circo massimo e abbattuto da un terremoto, fu ritrovato nel 1587 e collocato al centro della Piazza da Domenico Fontana.

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