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Mercoledì 15 Settembre 2021 09:09

Alessandro Baccaro in concerto

La sera di lunedì 13 settembre 2021 abbiamo assistito, nella nuova sede del Centro Culturale “Nuovo Fidia” e Museo Nena 
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Alessandro Baccaro
La sera di lunedì 13 settembre 2021 abbiamo assistito, nella nuova sede del Centro Culturale “Nuovo Fidia” e Museo Nena di Via E. D’Onofrio 37 a un altro concerto, il primo della grande tradizione espressa in quasi trent’anni di attività culturale della scuola di musica Anton Rubinstein. iniziata dai primi degli anni ’90 al Centro Fidia di Via del Frantoio a Tiburtino Terzo.

Ad esibirsi, il pianista Alessandro Baccaro, vero giovane talento, allievo di Andrea Feroci storico docente della scuola di musica Rubinstein.

Il programma ha contemplato tutti i “pezzi base” del pianismo internazionale con autori che, a cominciare dal Barocco hanno saputo cavar fuori dallo strumento quanto di meglio potesse esprimere in melodia e in ritmo, in agogica e dinamica, le più brillanti scritture virtuosistiche. E il giovane pianista ha saputo cogliere, con una delicata sensibilità tutta propria non disgiunta da un deciso impeto dell’età giovane, l’essenza dell’arte e dello stile di ciascuno di essi: Domenico Scarlatti, Johann Sebastian Bach, Muzio Clementi, Ludwig van Beethoven, Maurice Ravel, Fryderyk Chopin.

Il concerto è stato seguito da lunghi applausi ed il pianista ha dovuto concedere come bis, di replicare la Sonata k 13 in Sol maggiore “Presto” di Domenico Scarlatti magistralmente eseguita.


Alessandro Baccaro nasce a Roma nel 2002 e a 5 anni comincia lo studio del pianoforte.  Frequenta il Liceo Musicale Farnesina seguito da Andrea Feroci dove si diploma con lode portando una tesi su Igor Stravinskij e la Sagra della Primavera. Parallelamente studia violino, armonia e composizione (maestro C. Perugini) e direzione d’orchestra (maestri S. Genuini e G. Zampieri). Dal 2021 collabora stabilmente con l’orchestra giovanile Papillon in veste di direttore.

Dal 2017 ha svolto attività da solista, pianista collaboratore e in formazioni da camera eseguendo brani di diversi autori e spaziando dal Barocco al ‘900 presso sale prestigiose come: Auditorium della Conciliazione, Auditorium Parco della Musica, Aula Magna del Conservatorio “Santa Cecilia”, Sala Baldini, Discoteca di Stato “Auditorium ICBSA”, Università Tor Vergata, Teatro Palladium. Dal 2020 frequenta i corsi di perfezionamento di musica da camera presso l’Avos Chamber Music Project con il Trio Synes, formazione con cui ha ottenuto il primo premio assoluto al concorso nazionale “Sette note romane”.

Il concerto era in collaborazione con la vicina la Scuola di Musica Via Ernesto Rossi che da quasi vent’anni coopera con l’Associazione Fidia mettendo a disposizione i suoi artisti per la miglior riuscita delle attività culturali.  C’è anche un perché: la direzione artistica della “Rubinstein” è da sempre della pianista Sara Matteo che è anche nipote del grande scultore Alfiero Nena scomparso nell’ottobre 2020.

Vogliamo ora ricordare le circostanze che hanno portato alla nascita della nuova sede del Centro Culturale “Nuovo Fidia” e Museo Nena di Via E. D’Onofrio 37.

Abbiamo già narrato in questo giornale: è incredibile che il Comune di Roma, che pure aveva concesso allo scultore Alfiero Nena per meriti artistici i locali fatiscenti della vecchia scuola di era fascista di Via del Frantoio, locali che l’artista aveva ristrutturato, ne ha imposto lo sfratto. Non dimentichiamo che, in quel capannone riattato, il Centro Culturale Fidia ha irradiato cultura, nelle varie forme possibili, ai margini del nascente quartiere di Colli Aniene, e che richiamava desiderosi di cultura da tutta Roma.

In grazia di ciò, come abbiamo già spiegato in questo giornale il Comune di Roma, che pure aveva concesso allo scultore Alfiero Nena per meriti artistici i locali fatiscenti della vecchia scuola di era fascista di Via del Frantoio a Tiburtino Terzo,  da lui ristrutturati, ha imposto lo sfratto all’artista. È stato così che lo scultore pur anziano e malato è stato costretto a un penoso trasloco forzato delle sue opere in un negozio di Via E. D’onofrio. Sono così scomparsi, con un colpo di spugna, il suo laboratorio, la sua fucina, il suo maglio meccanico per battere il ferro e realizzare gran parte delle sue opere, i suoi attrezzi che, per un artista che ha fatto grande la scultura del suo secolo, sono il prolungamento, l’estensione necessaria delle sue opere.

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