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Lunedì 23 Gennaio 2023 18:01

Neonato morto al Pertini: negativi i test tossicologici sulla mamma

Sono negativi i test tossicologici sulla mamma del neonato di tre giorni morto all’ospedale Sandro Pertini tra il 7 e l’8 gennaio. La donna era caduta in un sonno profondissimo mentre allattava il piccolo, trovato poi senza vita. L’ipotesi è che il bambino sia morto per soffocamento, schiacciato dal peso della madre. Ma non è…
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Sono negativi i test tossicologici sulla mamma del neonato di tre giorni morto all’ospedale Sandro Pertini tra il 7 e l’8 gennaio. La donna era caduta in un sonno profondissimo mentre allattava il piccolo, trovato poi senza vita. L’ipotesi è che il bambino sia morto per soffocamento, schiacciato dal peso della madre. Ma non è ancora esclusa la pista del decesso per cause naturali. La procura ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti e indaga per omicidio colposo.

È stata la stessa procura a disporre gli accertamenti tossicologici per la puerpera, su impulso del personale medico del Pertini. I sanitari avevano chiesto di sottoporre la donna ai test per capire la causa di quel sonno profondo che forse potrebbe aver provocato la morte del piccolo. Ma l’esito è stato negativo. La neomamma non ha assunto droghe né farmaci. Lo stato di sonnolenza era quindi dovuto alla stanchezza dopo il parto, che aveva richiesto ben 17 ore di travaglio.

Arriveranno tra 60 giorni i risultati dell’autopsia del neonato morto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorso nel reparto di ginecologia del Pertini. Chi indaga ha acquisito una serie di documenti presso l’ospedale, compresa la cartella clinica della donna. Intanto il ministero della Salute ha chiesto una relazione dettagliata alla Regione Lazio sul decesso del piccolo.

«Con riferimento alle affermazioni dei media, probabilmente dovute alla condizione emotiva dei familiari, che le madri non siano seguite adeguatamente, la Direzione strategica respinge in maniera categorica questa rappresentazione. Non vi sono carenze di personale in servizio. Alle pazienti viene assicurata un’adeguata presa in carico ed il rispetto dei requisiti organizzativi previsti nella normativa vigente. Una presa in carico che determina, peraltro, un alto livello di soddisfazione dell’utenza così come testimoniato dall’incremento dei volumi di attività». Così la Direzione strategica della Asl Roma 2 interviene in una nota sulla morte del neonato.

L’azienda sanitaria «come da prassi, ha attivato immediatamente un Audit clinico per verificare la correttezza e l’aderenza alle “best practice” e l’appropriatezza delle procedure, e ha consegnato alla magistratura tutta la documentazione in possesso al fine di consentire uno svolgimento delle indagini che conduca, il più rapidamente possibile, a ricostruire la dinamica degli avvenimenti e ad accertare eventuali responsabilità», prosegue l’Asl Roma 2.

L’ospedale Pertini «è punto di riferimento a Roma e in particolare la ginecologia e l’ostetricia garantiscono un’assistenza di qualità alle donne nel percorso della gravidanza, raggiungendo nel 2022 un totale di 916 parti effettuati con un trend in crescita rispetto agli anni precedenti», ricorda l’Asl Roma 2.

«La pratica del “rooming-in” è ormai consolidata nel contesto nazionale ed internazionale per sostenere il contatto tra neonato e mamma, sin dalle prime ore dopo la nascita. Infatti l’Oms e l’Unicef promuovono questo modello organizzativo, che permette al piccolo e alla neomamma di condividere la stanza 24 ore su 24», rimarca l’Asl Roma 2.

«Per questo motivo il “rooming-in” viene attuato anche nell’ospedale Pertini, dove tutte le puerpere vengono informate dei rischi connessi alla gestione del bambino, venendo peraltro edotte, anche con la sottoscrizione di un modulo, sulle azioni da effettuare per evitare il verificarsi di eventi avversi. Nell’ottica di un miglioramento continuo le procedure che descrivono il percorso della gestante dal pre-parto al post partum, vengono costantemente aggiornate e migliorate, come avvenuto anche recentemente», conclude la nota.

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