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Martedì 24 Gennaio 2023 04:01

Paolo Bianchini: “Tpl gratuito non solo per giovani e anziani”

Paolo Bianchini, 58 anni e una laurea in economia, vanta una lunga esperienza negli enti locali, come dirigente e rappresentante dei cittadini. Dopo una lunga militanza nel Partito Democratico, ha scelto di sostenere Alessio D’Amato alle prossime amministrative per il Lazio, candidandosi con il Terzo Polo come consigliere regionale. Mobilità Iniziamo con il trasporto pubblico.…
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Paolo Bianchini, 58 anni e una laurea in economia, vanta una lunga esperienza negli enti locali, come dirigente e rappresentante dei cittadini. Dopo una lunga militanza nel Partito Democratico, ha scelto di sostenere Alessio D’Amato alle prossime amministrative per il Lazio, candidandosi con il Terzo Polo come consigliere regionale.

Iniziamo con il trasporto pubblico. Nel Lazio e in particolare a Roma è in eterno affanno, la vita dei pendolari è un inferno. Come dare una svolta?

Se prendiamo in esame due linee importanti come la Roma-Lido e la Roma-Viterbo, la ricetta sarebbe semplice. Vigilare costantemente sugli investimenti, che per il trasporto su rotaia richiedono tempo e sui quali non si possono perdere ancora mesi o anni. Astral e Regione dovrebbero controllare e spronare le imprese incaricate dei lavori a seguire i cronoprogrammi. Atac ha gestito male entrambe le linee, ora in mano a Co.Tral., che ha in parte invertito la rotta. Poi c’è anche la linea per Viterbo gestita da Ferrovie dello Stato. Tra gli investimenti per la tratta verso la Tuscia sono indispensabili il raddoppio della linea e la progressiva eliminazione dei passaggi a livello per rendere più veloce il tragitto.

È ipotizzabile l’offerta gratuita del Tpl, come avviene in altri Paesi?

Il programma di Alessio D’Amato prevede agevolazioni per i giovani e gli anziani. Io credo che il Tpl gratuito sia auspicabile ma bisogna fare i conti con i bilanci. A Roma c’è un’alta percentuale di evasori sui mezzi pubblici. Nel resto del Lazio Co.Tral. ha contrastato efficacemente questo fenomeno. Credo che il Tpl debba essere gratuito anche per un’ampia fascia di popolazione finora esclusa, e che secondo me ha diritto a viaggiare gratuitamente. Penso a chi ha perso il lavoro, ai 40enni che hanno un’occupazione precaria.

La differenziata non decolla, in particolare nella Capitale, e la costruzione di nuovi impianti è ostacolata dalle popolazioni locali. Come fare?

A Roma non si può più perdere tempo. Servono nuovi impianti. Il termovalorizzatore è necessario, così come lo sono anche impianti all’avanguardia per il compostaggio e il trattamento dei rifiuti a monte. e servono anche discariche di servizio. Quando ero sindaco di Anguillara Sabazia ho affrontato il tema della discarica di Bracciano. I cittadini bloccavano le strade, temevano disastri ambientali. Alla fine, con pazienza e promuovendo il dibattito pubblico quella discarica è entrata in funzione e ha funzionato egregiamente per 12 anni. C’erano resistenze enormi anche contro il termovalorizzatore di Acerra, in piena terra dei fuochi. Oggi nessuno si sognerebbe di contestarlo.

Come tradurre in realtà l’economia circolare e la riduzione dei rifiuti?

Con un intervento dello Stato a livello normativo. Ad esempio obbligando le aziende e i produttori a realizzare imballaggi uniformi e riciclabili. È un progetto di lungo respiro ma bisogna lavorarci.

La gestione dell’emergenza Covid ha svelato pregi e difetti del sistema sanitario. Quale lezione se ne può trarre?

La debolezza del nostro sistema sanitario, come di altre regioni sta nei grandi numeri. Parto dal presupposto che il Lazio ha eccellenze sanitarie e ospedaliere che non hanno nulla da invidiare ad altri territori. Ma l’emergenza Covid ha fatto riversare nei pronto soccorso migliaia di persone che non avevano risposte adeguate nella rete dei medici di base, magari perché c’è un difetto di coordinamento tra questi e gli ambulatori. Va rafforzata la rete tra medici di famiglia, che dovrebbero garantire orari più lunghi, e Asl. La Regione ha già finanziato la realizzazione di oltre 60 Ospedali di comunità, che alleggeriranno il lavoro degli ospedali.

Ci sono liste d’attesa lunghissime per molti esami specialistici. C’è un impoverimento della sanità pubblica e un ricorsa sempre maggiore a quella privata. Non ci sono altre strade?

Il sistema di prenotazione degli esami attraverso il Cup riguarda solo le strutture pubbliche. Sarebbe il caso di coinvolgere nel sistema anche il privato convenzionato, avviando un dialogo con le associazioni di categoria. E poi va promosso un uso più efficiente dei macchinari per questi esami, spesso fermi in modo del tutto arbitrario. E poi bisogna tornare ad assumere. La Regione lo sta facendo, dopo aver superato il commissariamento. oggi lavorano 7.000 infermieri in più. Ma il numero del personale sanitario complessivo è ancora sotto ai livelli del 2007.

I parchi regionali sono senza risorse né organici adeguati. Come valorizzare le risorse naturali?

Il Lazio vanta enormi aree protette. I Parchi regionali spesso non possono nemmeno elaborare programmi di educazione ambientale perché non hanno risorse certe. Basterebbe garantire finanziamenti certi nei tempi, senza toccare grandi cifre, per consentire agli amministratori dei parchi di pianificare gli interventi e le iniziative. E poi bisogna adeguare i compensi, anche dei manager, penalizzati rispetto ad altri enti locali.

I cambiamenti climatici mettono sempre più in crisi il mondo dello sci: va promossa una fruizione alternativa e più sostenibile delle montagne?

Direi che è una necessità. La maggior parte degli impianti sciistici del Lazio è intorno ai 1.500 metri di altitudine, quote dove vedere nevicate abbondanti e durature è sempre più raro. I Trentino o Valle D’Aosta le montagne vivono tutto l’anno. Non vedo perché non potrebbe essere così anche qui. Promuovere l’accessibilità e l’accoglienza significa soprattutto meno burocrazia per gli imprenditori che vogliono riconvertire le loro strutture ricettive. Puntando però a un turismo di qualità.

Il Governo ha in cantiere l’Autonomia rafforzata per le Regioni. È il modo giusto per riformare gli enti locali?

Per istinto diffido del mutamento repentino degli assetti istituzionali. L’abolizione delle province non ha accontentato nessuno, mi pare. L’attribuzione di poteri più ampli alle Regioni non è sbagliato in linea di principio, ma in questo caso mi sembra più un espediente della Lega per recuperare consenso in ambito locale.

Si parla di elezione diretta del Capo dello Stato e del premier. Ma l’esperienza del presidenzialismo regionale ha funzionato?

Nelle  Regioni ha garantito la stabilità dei governi locali,  e anche una maggiore continuità legislativa e amministrativa. Ma ha compresso molto gli organi di rappresentanza, l’azione del consiglio regionale. Il presidenzialismo come in Francia o negli Stati Uniti dovrebbe prevedere un’ampia riforma costituzionale. Dovrebbe prevedere un efficace sistema di pesi e contrappesi e un potere di controllo e rappresentanza molto forte di un Parlamento indipendente. Ma sappiamo bene che oggi deputati e senatori li scelgono le segreterie di partito.

 

 

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