Lunedì 18 Novembre 2019 13:11

Basilica di San Pietro: la storia, cose da vedere, biglietti e molto altro!

Eccoci a parlare in questo articolo di Piazza San Pietro, da secoli una tappa imperdibile per ogni visitatore che si rispetti. Come probabilmente saprete qui sorge l’omonima Basilica, la Basilica di San Pietro, con il suo enorme cupolone simbolo della città. All’interno della Basilica sono custodite innumerevoli opere d’arte di fama internazionale come la meravigliosa Pietà
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Vista panoramica dalla Basilica di San Pietro

Eccoci a parlare in questo articolo di Piazza San Pietro, da secoli una tappa imperdibile per ogni visitatore che si rispetti.

Come probabilmente saprete qui sorge l’omonima Basilica, la Basilica di San Pietro, con il suo enorme cupolone simbolo della città. All’interno della Basilica sono custodite innumerevoli opere d’arte di fama internazionale come la meravigliosa Pietà di Michelangelo.

Sono talmente tante le cose da vedere che non potevo non scrivere questa guida per aiutarvi a organizzare al meglio la vostra visita. Troverete un sacco d’informazioni utili tra cui gli orari di apertura della Basilica di San Pietro; le informazioni su come raggiungerla; il costo dei biglietti salta coda e moltissimo altro!  

1.
Breve storia della Basilica di San Pietro

2.
Dieci cose da non perdere

3.
Gli orari della Basilica di San Pietro

4.
Biglietti per visitare San Pietro

5.
Messe e Udienze Papali

6.
Dove mangiare in zona

7.
Come raggiungere San Pietro

8.
Cosa visitare nei dintorni

«Tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa»

È racchiusa in queste parole la storia architettonica del massimo tempio della cristianità: la Basilica di San Pietro che si trova nella Città del Vaticano. Ed è proprio nello Stato più piccolo del mondo che scoprirete tesori straordinari, opere immortali che renderanno questa una tappa imperdibile del vostro viaggio a Roma.

La storia della Basilica di San Pietro è difficilmente riassumibile in poche righe: per compiere questo “miracolo architettonico” ci sono voluti sedici secoli, vari pontefici e centinaia di artisti… non basterebbe nemmeno un’enciclopedia per dire tutto! Mi cimento comunque nell’impresa e spero davvero che queste informazioni vi aiutino a capire qualcosina in più su uno dei posti più belli del mondo. Cominciamo!

La Basilica di San Pietro, come la vediamo oggi, è il risultato finale di successive sovrapposizioni realizzate sempre sullo stesso luogo: la tomba di San Pietro, il primo apostolo. Forse non tutti sapevano che è proprio nelle Grotte Vaticane, in corrispondenza dell’altare maggiore della Basilica, che si trovano le spoglie di questo grande personaggio della cristianità. Capirete, quindi, l’importanza per la Chiesa di conservare in questo esatto punto il centro ideale e materiale della Basilica (i più esperti di religione ricorderanno le parole: “tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia Chiesa”).

Non c’è da stupirsi se oltre a San Pietro troviamo sepolti qui moltissimi altri papi che, a partire dall’Alto Medioevo, vollero garantirsi il riposo eterno accanto al grande predecessore. Non poteva mancare tra questi Papa Giovanni Paolo II: per visitare la sua tomba dirigetevi verso la cappella di San Sebastiano (entrando sulla destra), a pochi passi dalla Pietà del Michelangelo.

Torniamo a a noi: l’edificio originale fu creato, nel IV secolo, per volontà dall’imperatore Costantino sull’area dove sorgeva il Circo di Nerone, luogo dove secondo la tradizione fu martirizzato San Pietro. In origine la chiesa aveva la tipica forma basilicale a cinque navate separate da immense colonne, ampie finestre laterali, decorazioni a intarsio marmoreo e mosaici.

Alla secolare basilica costantiniana, trasformata già nel Medioevo e nel Quattrocento, si sostituisce nel 1506 un tempio a croce greca caratterizzato da una immensa cupola al centro. Fu papa Giulio II ad affidare il progetto della nuova Basilica al grande Bramante. Anche nel Cinquecento, però, i cambiamenti erano difficili da mandar giù e per questo al Bramante venne appioppato l’appellativo di “maestro ruinante” proprio perché “distrusse” parte dell’antica basilica costantiniana. Sia Papa Giulio II sia il Bramante morirono relativamente poco dopo e la direzione dei lavori passò a Raffaello che propose un ritorno a una pianta a croce latina, più adatta a contenere grandi numeri di fedeli. Anche Raffaello però morì nel giro di pochi anni e furono diversi gli architetti che si succedettero alla direzione dei lavori tra cui Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi. Si dice che troppi cuochi rovinano la cucina e fu così che una serie d’interminabili discussioni sul progetto e il sacco di Roma del 1528 rallentarono di molto la costruzione della Basilica. I lavori ripresero solo nel 1538 sotto impulso di Paolo III.

Fu Michelangelo Bonarroti la persona prescelta per essere il successore di Sangallo. L’artista ormai settantenne stravolse nuovamente il progetto e disegnò il famoso Cupolone. Morì prima di vedere la fine dei lavori ma operò in tal maniera che fu impossibile per i suoi successori discostarsi dal piano costruttivo da lui ideato.

La Basilica di San Pietro, come la conosciamo oggi, fu completata con l’apposizione delle grandi statue alla sommità della facciata e fu consacrata il 18 novembre 1626 da papa Urbano VIII.

1. Sapevate che San Pietro era circondata da uno dei più antichi quartieri di Roma? Si tratta del quartiere la Spina di Borgo, un luogo carico di storia e di arte. Il regime fascista, tra il 1936 e il 1950 decise però di sventrarlo per creare l’attuale Via della Conciliazione, il grosso viale che porta a Piazza San Pietro.

Questo stravolgimento cancella l’idea iniziale del Bernini che aveva progettato la Piazza San Pietro come “un colpo di scena da rimanere a bocca aperta”, un vero spettacolo per chi ci arrivava dalle strette vie del borgo medioevale. Possiamo rivivere la sensazione dell’epoca attraverso le parole di Alberto Sordi che ebbe la fortuna di vedere la piazza prima del 1936: “un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l’ultimo muro di una casa, si apriva come un sipario l’immensa piazza”.

2. I mosaici della Cupola e i dipinti presenti a San Pietro rappresentano un totale di ben diecimila metri quadrati di decorazione a mosaico! Avvicinatevi ai grandi dipinti della Basilica: solo dopo un’attenta osservazione potrete scoprire che quello che sembra un affresco è in realtà un’opera musiva.

Dal Settecento, infatti, tutte le pale d’altare a rischio di deterioramento per l’umidità della Basilica, vennero trasformate in mosaici trattati con smalto opaco al fine di ottenere delle tinte che riproducevano la tavolozza del pittore.

La Basilica di San Pietro è uno dei più grandi edifici del mondo: può contenere fino a 60 mila persone, ha una lunghezza massima esterna di 218 metri e una altezza di 133,30 metri. Quando entrerete nella basilica è normale sentirsi persi davanti a tanta meraviglia!

Proprio per questo ho preparato per voi un elenco delle dieci cose che non potete assolutamente perdere: inizieremo dall’esterno con la piazza e la facciata, poi continueremo nell’atrio della basilica che vi condurrà all’interno e finiremo con la visita della Cupola. Mi raccomando: calcolate bene i tempi per poter salire nel Cupolone e godere di una vista mozzafiato di Roma.

È stata definita come la più grande e bella piazza del mondo. Piazza San Pietro (1656-1667) è formata da un gigantesco colonnato ellittico, che riprende la forma curva della Cupola e che rappresenta l’abbraccio della Chiesa madre ai figli che giungono alla Basilica di San Pietro.

La straordinaria impresa d’integrare nella città la nuova Basilica era stata affidata a Gian Lorenzo Bernini da papa Alessandro VII Chigi. Bernini costruisce l’area antistante alla chiesa trasformandola in uno spazio scenografico tra i più suggestivi del Barocco romano. 

In pochi sanno, infatti, che Bernini oltre che scultore, architetto, pittore fu anche scenografo. In San Pietro crea una delle sue opere maestre, un maestoso colonnato composto da ben 284 gigantesche colonne in stile dorico alte tredici metri, 88 pilastri in travertino e 140 statue di santi ci accolgono per iniziare il nostro viaggio.

La progettazione del colonnato rivela, anche a chi di architettura ne sa poco, il grande genio del Bernini. Vi lascio una curiosità: tra l’obelisco e la Fontana del Bernini (quella a sinistra guardando la facciata), c’è una piastrella rotonda posta sul pavimento della piazza con su scritto: “Centro del Colonnato“. Se vi posizionate sopra questo punto potrete sperimentare l’illusione ottica dell’allineamento delle colonne: da quattro file le colonne sembreranno convergere in una sola.

L’obelisco che sorge al centro di Piazza San Pietro è alto ben 25,31 metri. Fu trasportato a Roma nel 40 d.C direttamente dalla città di Eliopoli in Egitto per volontà dell’imperatore Caligola che lo pose al centro del Circo di Nerone.

Nel 1586 Domenico Fontana lo eresse, per iniziativa di papa Sisto V, al centro della piazza San Pietro. Per sollevarlo ci vollero quatto mesi e centinaia di operai. Alla base dell’obelisco una iscrizione in latino: è l’unico obelisco a Roma ad averne una in questa lingua.

In terra intorno all’obelisco noterete delle iscrizioni in marmo disposte lungo una circonferenza, si tratta dei punti cardinali che compongono questa speciale rosa dei venti aggiunta nel 1852 da Pio IX.

Ai lati dell’obelisco, si dispongono simmetricamente due bellissime fontane: una ideata dal Maderno nel 1614 e una seconda realizzata in seguito sul modello della prima. Inaugurata nel 1677, la “gemella” in travertino sembra essere stata realizzata da Carlo Fontana anche se lui stesso ne attribuiscono la costruzione al Bernini.

Disegnata da Carlo Maderno (1607-1614) la facciata di San Pietro è larga 114,69 metri e alta 48 metri, statue escluse.

La facciata si divide in due ordini: nell’ordine inferiore si aprono cinque ingressi all’atrio sopra ai quali sono distribuite nove finestre, di cui tre con balcone. Dal balcone centrale, chiamato “Loggia delle Benedizioni”, si affaccia il Papa per le benedizioni Urbi et Orbi (rivolte alla città di Roma, Urbi, e a tutto il mondo cattolico, Orbi) e da qui viene, inoltre, annunziata ai fedeli l’elezione di un nuovo pontefice. 

Al di sotto del frontone centrale troviamo un’iscrizione che celebra il Papa committente: “In onore del principe degli apostoli; Paolo V Borghese Pontefice Massimo Romano anno 1612 settimo anno del pontificato”.

Sulla sommità troviamo tredici statue, alte sei metri, che rappresentano Gesù, al centro, San Giovanni Battista e undici apostoli.

Nell’atrio, l’ambiente che ci introduce alla Basilica di San Pietro, di fronte alla porta centrale, si trova il Mosaico della Navicella, opera realizzata da Giotto nel 1313.

È raffigurato qui l’episodio narrato nel Vangelo di Matteo in cui Pietro cammina sulle acque e, preso dal timore, viene sorretto da Gesù.

Vediamo un paesaggio marino con una grande barca a vela, simbolo della Chiesa, dentro la quale ci sono gli apostoli. A destra maestosa la figura di Cristo che sorregge San Pietro. Nella parte alta, troviamo i Venti e i quattro Evangelisti.

L’opera allude alla presenza continua di Cristo a sostegno della Chiesa e del Papa ed è stata posta in quel punto specifico per incoraggiare i pellegrini a non dubitare della propria fede.

Il mosaico è stato spostato nel 1610, rimaneggiato, fino a essere collocato, nella seconda metà del Seicento, dove lo potete tutt’oggi ammirare.

Sempre nell’atrio troviamo un altro contribuito del Bernini per San Pietro: tra il 1662 e il 1668 l’artista realizza la statua equestre di Costantino rappresentando il momento della sua conversione al cristianesimo. Dopo aver visto in cielo una croce di luce accompagnata dalla frase: sotto questo segno vincerai”; Costantino vinse la battaglia di Ponte Milvio e nel 313 d.c, con l’Editto di Milano, concesse la libertà di culto in tutto l’Impero romano mettendo fine alla persecuzione dei cristiani. 

La Scala Regia, alla cui base poggia proprio la statua di Costantino, collega la Basilica al Palazzo Apostolico. Grazie a uno scenografico gioco di proporzioni tra colonne e volta a botte unito a un graduale aumento della fonte luminosa, si ha l’impressione di una grande profondità prospettica. In realtà è solo un’impressione, poiché ci troviamo di fronte a uno spazio piccolo, magistralmente trasformato dal Bernini in una rappresentazione simbolica del cammino dell’uomo verso Dio.

Entrando sulla destra troverete questo capolavoro giovanile e unica opera firmata dall’artista (potete vedere la firma sulla fascia che attraversa il petto della Vergine). La Pietà esprime la genialità del Michelangelo capace di rendere un materiale come il marmo vivo, vibrante. 

Osservate la caduta delle pieghe, il corpo senza vita del Cristo adagiato dolcemente sul ventre materno, scoprite la precisione anatomica di un ragazzo che a soli ventitré anni riesce a creare quello che viene considerato un capolavoro assoluto e forse l’opera più bella di tutta San Pietro. 

La Madonna tiene in grembo il Cristo morto, come se fosse un bambino dormiente. La Vergine è giovane come quando Cristo era bambino. Forse l’opera vuole essere proprio questo: una visione che la Vergine ha della passione del Figlio. A questa visione si lega subito il rimpianto espresso da un semplice gesto della mano, con cui indica tristemente che la previsione si è avverata.

La composizione è chiusa in una piramide: il tutto rientra in un concetto divino che trascende il dolore e la pietà umana. Michelangelo, nel suo troppo-finito, vuole andare al di là del reale: c’è il dolore di una madre che perde il proprio figlio ma c’è anche la consapevolezza della Vergine che sa che questo sacrificio è necessario per salvare l’umanità ed è serena perché crede nel miracolo della resurrezione.

CURIOSITÀ: forse non tutti sanno che le Pietà di Michelangelo sono in realtà quattro. La prima è proprio quella di San Pietro che Michelangelo scolpisce quando ha appena 22 anni, la seconda è la Pietà di Palestrina anche se recentemente, sembrano essersi messi tutti d’accordo sul fatto che in realtà fu una creazione di un allievo del maestro. La terza è quella dell’Opera del Duomo di Firenze, che Michelangelo scolpì in tarda età per adornare la sua stessa tomba e che cercò di distruggere per via di alcune imperfezioni nel marmo. La quarta e ultima è la Pietà Rondanini custoditi nel Castello Sforzesco di Milano. Michelangelo scolpì quest’ultima Pietà solo pochi anni prima della sua morte (visse fino a 89 anni!) stravolgendo tutti gli schemi estetici che caratterizzano la Pietà di San Pietro. Con la Pietà Rondanini crea un’opera poco levigata che sembra non finita: alla fine della sua vita il grande Michelangelo capisce che la perfezione non esiste… o meglio, non può essere creata da mani umane ma solo divine!

Alla fine della navata centrale sulla destra, troviamo la statua in bronzo di San Pietro, seduto in trono, in atto di benedire. Da secoli i pellegrini baciano, in atto di devozione, il piede destro della statua, che si presenta ben più chiaro rispetto al resto dell’opera.

L’opera è stata recentemente attribuita ad Arnolfo di Cambio, grande scultore e architetto del XIII secolo. Arnolfo rappresenta il Santo con un’espressione severa (sembra un filosofo) mentre stringe con una mano le chiavi al petto, simbolo della sua potestà, e con l’altra benedice.

Una curiosità: per celebrare il giorno dei santi Pietro e Paolo, la statua viene vestita con abiti papali, per mettere in evidenza il legame diretto tra San Pietro e il Papa.

Il Baldacchino ha una dimensione volutamente colossale, un’altezza che raggiunge quasi i trenta metri, perché doveva essere visto fin dall’ingresso della Basilica. Nel 1623 papa Urbano VIII Barberini incaricò Bernini d’ideare un prestigioso ciborio sotto la Cupola del Michelangelo e sopra la tomba di San Pietro. 

Il baldacchino causò non pochi problemi tecnici al Bernini, soprattutto per la fusione delle colonne tortili per le quali utilizzò il bronzo asportato dal portico del Pantheon (da qui la celebre frase: “Quello che non avevano fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini”).

Il Bernini immaginò un apparato decorativo in bronzo dorato, come quelli che si disponevano sugli altari durante determinati periodi di festività religiose: la forma prende vita dalle quattro colonne tortili di bronzo dorato decorate, tra le varie cose, con api simbolo dei Barberini. Le colonne di bronzo, alte 11 metri, spingono l’occhio dello spettatore verso l’alto dove si distende, come una pesante stoffa trapuntata d’oro, il vero e proprio baldacchino sormontato da quattro angeli. In cima al baldacchino vediamo un globo con una croce: lo strumento del martirio di Cristo, la croce, con la quale ha salvato il mondo. 

Si venerava in Vaticano un’antichissima cattedra di legno, considerata la “sedia gestatoria” su cui sedeva il primo apostolo Pietro: un’originaria ossatura in legno di quercia rivestita di ornamenti che furono aggiunti nel periodo bizantino e nell’Alto Medioevo.

Alessandro VII volle che un monumento così antico e sacro fosse degnamente conservato e venisse posto nel coro di San Pietro, circondato da una fastosa gloria di angeli.

L’opera venne affidata anche questa volta al Bernini, che la realizza tra il 1657 e il 1666. L’immenso reliquiario della “cathedra Petri” paleocristiana è sostenuto e mostrato ai fedeli dalle statue dei quattro padri della Chiesa: Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, Sant’Attanasio e San Giovanni Crisostomo. Queste gigantesche figure sono sovrastate dalla sfolgorante “gloria”, rappresentata come un’immensa raggiera abbagliante, brulicante di angeli. Il venerato simulacro, la cathedra Petri, ci appare come un’apparizione mistica e tutta l’opera emana una forte tensione emotiva.

Il Bernini realizza a San Pietro due tombe, per Alessandro VII e Urbano VIII, molto diverse l’una dall’altra.

Per il monumento funebre di Urbano VIII (1642), Bernini apporta una grande innovazione nel concetto rinascimentale del sepolcro. Il Pontefice siede fiero e solenne come un imperatore: le sue vesti scintillano preziose alla luce mentre in basso le due figure allegoriche di marmo, la Carità e la Giustizia, hanno acquisito vita e movimento. Al centro delle due allegorie, uno scheletro impersona la Morte mentre scrive il nome del defunto Papa. La tomba si trova nella nicchia che si apre nella tribuna di San Pietro, a destra della cattedra del Santo.

Per il monumento funebre di Alessandro VII (1676-1678), invece, Bernini rappresenta il pontefice  non trionfante ma assorto in preghiera. Oltre la Carità e la Giustizia, si aggiungono qui le statue delle Virtù meditative: la Prudenza e la Verità. Dalla porta, simbolo dell’entrata all’eternità, si affaccia, mostrando la clessidra simbolo del tempo che passa, la Morte rappresentata come uno scheletro alato di bronzo.

Il grande scultore Canova realizzò, invece, il monumento a Clemente XIII, nella navata di destra verso l’abside, tra il 1784 e il 1792 con un classico schema a tre strati sovrapposti.

Il sepolcro fu concepito secondo le idee del Neoclassicismo: l’immagine del Papa in profonda preghiera e atteggiamento umile, viene affiancata da due figure, statuarie e immobili, rappresentanti la Religione e il Genio della morte. Troviamo anche due leoni, simbolo di forza, posti a guardia dell’entrata della tomba. 

Commissionata da Giulio II a Michelangelo, quando aveva 71 anni, la Cupola diviene presto il simbolo di San Pietro, della cristianità, di Roma. 

L’enorme cupola a costoloni di forma emisferica è alta 130 metri e ha un diametro di 42 metri: non ci stupiamo che sia una delle più vaste coperture in muratura mai costruite. All’interno della Basilica quattro enormi piloni, realizzati da Bramante, sostengono quattordici mila tonnellate: questo è il peso calcolato della Cupola! I piloni sono alti 45 metri e hanno un perimetro di 71 metri, in ognuno di essi è custodita una reliquia: la sacra lancia del centurione romano Longino; i frammenti della vera croce portata a Roma dall’imperatrice Elena, madre di Costantino; il sudario della Veronica e il capo di Sant’Andrea. Per questo nelle nicchie di ogni pilone sono collocate quattro statue in marmo di Carrara alte 5 metri circa e rappresentanti i quattro Santi a cui appartengono le reliquie contenute nei piloni. Sant’Andrea con lo strumento del suo martirio, la croce a X; San Longino, opera del Bernini, il centurione che trafisse il costato del Cristo in croce; Sant’Elena rappresentata con la croce in mano e, in ultimo, la Veronica, la donna che asciugò il volto di Gesù insanguinato.

Michelangelo si ispirò alla Cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze realizzando una struttura interna a doppia calotta. La struttura inferiore è quella portante e la parte esteriore è rivestita di piombo e funge da scudo, proteggendo la Cupola portante dai danni provocati dal variare delle temperature.

Questo capolavoro architettonico non fu terminato da Michelangelo, morto nel 1564, ma da Giacomo della Porta e da Domenico Fontana grazie a un modello in legno, alto 5 metri e largo 4 metri, lasciato da Michelangelo stesso. 

Giacomo della Porta terminò i lavori in soli due anni, apportando però importanti modifiche al progetto di Michelangelo: alzò l’altezza della Cupola, slanciandola per darle più leggerezza architettonica. Domenico Fontana, invece, terminò i lavori nel 1593 aggiungendo in cima alla Cupola una sfera di bronzo dorato con la croce.

Ricordatevi che si accede alla Cupola dall’esterno della Basilica, in un cortile a destra da dove è possibile salire fino in cima.

Nel biglietto da 10 € è compreso un primo tratto con l’ascensore, che vi porterà fino al livello del terrazzo e da qui potrete prosegue a piedi salendo gli ultimi 320 scalini (il biglietto da 8 €, invece, è quello senza ascensore per un totale di 551 scalini in salita). Nel paragrafo dedicato, trovate maggiori informazioni.

Vi assicuro che, una volta arrivati in cima, non penserete più alla fatica della salita: dal Cupolone potrete godere di un panorama a 360° tra i più mozzafiato della città!

Apertura  Chiusura  Dal 1º ottobre al 31 marzo  07.00 18.30 Dal 1º aprile al 30 settembre  07.00 19.00
/!\ Attenzione: il mercoledì, la domenica e nei giorni festivi la Basilica di San Pietro potrebbe essere chiusa al pubblico, fino alle ore 13.00, per l’udienza generale del Papa e per la messa del Papa.
Qui trovate il calendario delle messe e delle udienze papali.

Ricordatevi che l’accesso è consentito solo con un abbigliamento consono al luogo sacro: non vi faranno entrare in canottiera e pantaloncini! Coprite le spalle e le gambe almeno fino a sotto il ginocchio.

Anche se l’ingresso alla Basilica di San Pietro e la visita è totalmente GRATUITA è possibile acquistare online dei biglietti che hanno il vantaggio di farvi saltare la lunga coda e di permettervi di avere un’audio guida o una guida in carne e ossa. Questi biglietti sono fondamentali, specialmente in alta stagione se non volete aspettare ore e ore sotto il sole.

Ecco le opzioni e i costi dei biglietti:

TIPO DI BIGLIETTO Adulti    Ragazzi (7-17)    Bambini (0-6)   Biglietto salta-coda + audioguida  19,50€ 19,50€ Gratis Biglietto salta-coda e tour guidato  34,00€ 25.00€ Gratis
/!\ Attenzione il biglietto salta- fila con audio guida non include la visita né il biglietto per la Cupola. /!\

Sono biglietti che vanno acquistati anticipatamente ONLINE, non c’è opzione di comprarli sul posto, anche se qualche “bagarino” che  lo venderà in loco (a prezzo maggiorato!) si trova sempre.

Se vi interessa la visita con audio guida potete acquistarla da questo bottone blu, al miglior prezzo di mercato e senza costi di prenotazione. Il servizio, in questo caso, è offerto da TicketBar.

SALTA-CODA + AUDIOGUIDA
 

Trovate il link per acquistare il biglietto salta- fila con tour guidato, più sotto, dopo gli orari e le informazioni pratiche sul tour.

Anche in questo caso consigliamo di prenotare il tour guidato dal sito di TicketBar con cui collaboriamo da diversi anni e con cui ci siamo sempre trovati bene. TicketBar offre tour:
  • lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato alle 10.30, 13.30 e 15.30 (il tour delle 15.30 è attivo solo da 1º aprile al 30 settembre).
  • mercoledì: 13.30 e 15.30 (il tour delle 15.30 è attivo solo da 1º aprile al 30 settembre)
  • domenica: 13.30
/!\ Attenzione il tour guidato non include la visita né il biglietto per la Cupola. /!\

DURATA: La durata complessiva del tour è di 1h15 minuti. Alla fine della visita potete rimanere dentro la Basilica e scegliere se salire o meno sulla Cupola (acquistando il biglietto a parte di cui parliamo sotto).

PUNTO DI RITROVO: dovrete presentarvi al punto d’incontro con una quindicina di minuti d’anticipo, troverete tutte le info riguardo il tour e il punto di ritrovo nell’email. In ogni caso, questo è l’indirizzo:
PIAZZA SAN PIETRO, Piazza Pio XII, 9, ufficio ORP
.

ACQUISTA IL TOUR GUIDATO
 

Come già detto sopra, spalle e ginocchia devono essere coperte, canottiere e shorts non sono ammessi, né per gli uomini né per le donne. Attenzione perché se non rispettate il codice d’abbigliamento potrebbe esservi precluso l’accesso alla Basilica anche se avete già pagato l’ingresso! 

  • Se avete scelto i biglietti con audio guida, al momento dell’acquisto, vi verrà chiesto di selezionare la data e l’ora prescelta per la visita, sappiate che l’orario che avete indicato al momento dell’acquisto è solo indicativo e potrete in realtà entrare più o meno quando vorrete all’interno della data selezionata. Cercate comunque di essere il più puntuali possibile.
  • L’audio guida la dovrete scaricare sul vostro cellulare, all’ingresso vi verrà consegnato un codice da inserire all’interno di un’apposita APP dalla quale potrete fare il download dell’audio guida. Portate i vostri auricolari, in alternativa li potrete acquistare per 1 €.
  • I biglietti possono essere mostrati direttamente dal cellulare senza essere stampati.
  • Per le persone con disabilità il servizio di accesso preferenziale è gratuito.
Se scegliete di acquistare i biglietti salta-fila dovrete accedere alla Basilica da un’ingresso apposta situato
sotto il colonnato a destra dietro l’ufficio postale del Vaticano
. Da lì potrete passare in maniera preferenziale sotto i metal detector di sicurezza senza fare la coda. Basterà che mostriate il vostro biglietti agli addetti (li riconoscete per il gilet blu).

Le Grotte Vaticane, incluse nella visita della Basilica, chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura di San Pietro. Durante le funzioni nelle Grotte, non è consentito l’accesso.

Le Grotte Vaticane si trovano sotto la navata centrale della Basilica di San Pietro, tre metri sotto l’attuale pavimento. Occupano la parte corrispondente all’altare maggiore, fino a metà della navata. Una sorta di chiesa sotterranea nata tra l’attuale pavimento della basilica e quello dell’antica basilica costantiniana del IV secolo. Oltre a diverse cappelle sono conservate le tombe di 22 pontefici.

Potete accedere alle Grotte dalla Basilica di San Pietro nella zona del transetto. Scendendo le scale ci si trova davanti al sepolcro di San Pietro. Un itinerario, che passa per le tombe dei papi, vi porterà fino all’uscita. Per visitare le grotte vi basteranno 15 minuti, massimo mezz’ora.

PERIODO APERTURA  CHIUSURA  Dal 1º ottobre al 31 marzo  07.30 17.00 Dal 1º aprile al 30 settembre  07.30 18.00
BIGLIETTI: OPZIONI E COSTI

TIPO DI BIGLIETTO GENERALE  Biglietto con ascensore 10,00€ Biglietto senza ascensore   8,00€ Ridotto scuole 5,00€
DA SAPERE:

  • l’ascensore porta solo fino al livello del terrazzo, da lì bisogna comunque proseguire a piedi per 320 gradini.
  • Se fate il biglietto senza ascensore, il numero totale di gradini da salire è 551.
  • La riduzione sul prezzo del biglietto, si applica solo ed esclusivamente alle scolaresche e si ottiene presentando alla cassa un’attestazione dell’Istituto con l’elenco dei partecipanti.
  • Il pagamento si può effettuare esclusivamente in loco e in contanti, non si può acquistare il biglietto online.
  • È sconsigliata l’ascesa alla cupola alle persone con problemi cardiaci, motori, alle donne incinte e aggiungerei anche alle persone claustrofobiche.
Sappiamo che tra molti di voi c’è chi visita Roma anche per questioni religiose e non solo turistiche per cui vi daremo tutte le informazioni utili per partecipare alle Udienze e alle Messe Papali che si tengono a San Pietro.

Per cominciare dovete scoprire se durante il vostro soggiorno sia effettivamente prevista una messa o un’udienza papale,
potete farlo consultando il calendario.

Una volta verificata la data di vostro interesse dovrete fare richiesta dei biglietti per la partecipazione all’evento. I biglietti sono gratuiti, ma essendo lo spazio limitato occorre fare richiesta online e poi ritirarli in loco qualche giorno prima o il giorno stesso dell’Udienza/Messa.

Per ottenere i biglietti dovrete mandare un fax (+39 06 6988 5863) o una lettera con il modulo di richiesta accluso alla: Prefettura della Casa Pontificia 00120, Città del Vaticano.

Potete scaricare il modulo di richiesta
dalla pagina delle prefettura
dove trovate anche le indicazioni per il ritiro dei biglietti.

Per raggiungere la basilica di San Pietro, il mezzo più veloce e pratico è la metropolitana. Ci sono due fermate della Linea A (linea rossa) che si trovano entrambe a una decina di minuti a piedi dalla Basilica:

  • Metro Ottaviano: si trova a 1 km da San Pietro e a 550 metri dall’ingresso dei Musei Vaticani;
  • Metro Cipro:si trova a 600 metri dall’ingresso dei Musei Vaticani e sempre a una decina di minuti a piedi da San Pietro.
Altra opzione per raggiugnere San Pietro è il treno: esiste proprio una stazione ferroviaria “San Pietro” e da lì a Piazza San Pietro ci sono circa 10 minuti a piedi. 

Ci sono anche diverse linee di autobus che vi porteranno al Vaticano: la linea 40, 64 e 62. I bus 40 e 64 collegano la stazione Termini e il Vaticano attraverso il centro della città passando per Piazza Venezia, Foro romano e Colosseo.

Gli autobus 62 e 40 hanno entrambi fermate tra Castel Sant’Angelo e Piazza San Pietro, mentre l’autobus 64 si ferma a sud della piazza e della Basilica, sempre a pochi passi dalla Basilica e dai Musei Vaticani.

Ultima opzione che vi propongo è il tram numero 8. Solo per chi ama passeggiare: questo tram vi lascerà nel vicino quartiere di Trastevere e da lì potrete proseguire a piedi lungo il fiume Tevere fino al Vaticano… una passeggiata che vi rimarrà per sempre nel cuore!

Indirizzo:
Viale dei Bastioni di Michelangelo 3
| Metro: Ottaviano, linea A | Tipo: creperia | Prezzi medi: 10€ |

A 660 metri da San Pietro, si trova una piccola ma accogliente creperia: la Creperia Michelangelo. Ottima per fare una meritata pausa tra una visita e l’altra della città. Troverete delle ottime crêpes salate o dolci. Le porzioni sono abbondanti e buoni i prezzi. Sono aperti dalle 11.00 alle 2.00 di notte!

Indirizzo:
Via del Macherino, 74
| Metro: Ottaviano, linea A | Tipo: Panineria | Prezzo medio: 10€

Altro posto, a meno di 400 metri da San Pietro, dove poter mangiare qualcosa al volo è Pizza & Sandwich da Pasquale. Un ambiente allegro, semplice ma di qualità dove potrete provare anche un bel panino con la famosa porchetta romana.

Indirizzo:
Via Borgo Pio, 186
| Metro: Ottaviano linea A, o bus 62 | Tipo: pastificio artigianale | Prezzo medio: 1o – 15€

Se invece avete voglia di un bel piatto di pasta (magari una bella carbonara!) questo è il posto che fa per voi. Troverete paste fresche e artigianali in un ambiente accogliente e simpatico. Si tratta proprio di un pastificio artigianale che ha qualche tavolino per gli ospiti, il posto è molto piccolo e in alta stagione può esserci un po’ di coda: vi consiglio di andare sul presto ma, anche se c’è un po’ di fila ne vale davvero la pena!

A pochi passi dalla Basilica di San Pietro ci sono i
Musei Vaticani e la Cappella Sistina
, tappa imperdibile del vostro viaggio a Roma. Pensate che nei Musei Vaticani sono custodite migliaia di opere d’arte raccolte dalla Chiesa da più di cinque secoli!

Lasciandovi alle spalle la Basilica di San Pietro, camminando lungo Via della Conciliazione, arriverete a Ponte Sant’Angelo, il bellissimo ponte con le statue della teoria degli “Angeli con i simboli della Passione” realizzate dal grande Bernini.

Il Ponte Sant’Angelo vi porterà a un altro monumento simbolo della Roma papale: Castel Sant’Angelo. Costruito dall’imperatore Adriano come mausoleo funebre, dal 1365 secolo divenne di proprietà dei papi. Fu Niccolò II che costruì il celebre Passetto di Borgo, un corridoio fortificato sopraelevato lungo 800 metri che collega Castel Sant’Angelo alla Basilica di San Pietro. Oggi non è più un passaggio segreto del Papa, ma è possibile visitarlo con visita guidata.

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