Venerdì 28 Novembre 2025 09:11
Quarticciolo, dove la riqualificazione passa dalla “comunità”


Nella parrocchia dell'Ascensione l'incontro pubblico sul futuro della periferia, con istituzioni, cittadini e realtà locali. L'assessore alle Periferie Battaglia: «Valorizzare il capitale umano». Il sociologo Fiasco: «Correggere la mobilità in funzione della sicurezza»
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La riqualificazione del Quarticciolo passa dalla sinergia tra le istituzioni e dal confronto con i cittadini e le realtà locali. Ci vorrà tempo. Il decreto Caivano bis, con gli oltre 40 milioni di euro stanziati da governo e Campidoglio, darà un nuovo volto al quartiere. Ma non bisogna perdere di vista le zone limitrofe. Perché se «il Quarticciolo è il tumore, le metastasi si stanno espandendo a Centocelle e all’Alessandrino. È una situazione problematica che dilaga». A rendere inequivocabile la realtà di quella porzione della periferia est della Capitale è padre Daniele Canali, parroco della parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo che ieri, 27 novembre, ha ospitato l’incontro pubblico “Vivere Quarticciolo: un confronto aperto per vivere il futuro della periferia”, promosso da Visioneroma, con la partecipazione dell’assessore capitolino alle Periferie Pino Battaglia.


È cosa nota che i clan criminali hanno fatto del quartiere una importante base di spaccio. Quindi padre Daniele ha posto l’accento su un altro «problema enorme»: l’esodo degli abitanti. «Il quartiere va ripopolato in tutti i suoi spazi, sia abitativi sia commerciali – ha affermato -. Gli va ridata dignità. È un quartiere operaio dove le famiglie vivono del proprio lavoro». L’assessore Battaglia, nato e cresciuto al Quarticciolo, ha ricordato che i fondi stanziati con il decreto consentiranno di intervenire sulle scuole, sulle strade, sui capannoni del Teatro dell’Opera che porterà nel quartiere tutti i suoi laboratori. Ma al di là di tutto questo, per Battaglia, bisogna offrire «una prospettiva di vita diversa, ricostruire quel senso di comunità che negli anni si è smarrito, valorizzare il capitale umano». Ha poi posto l’accento sulla questione «annosa dell’Ater, che detiene il 90% del patrimonio immobiliare» che va ristrutturato, e sulle occupazioni abusive che vanno verificate caso per caso. Per l’assessore bisogna concentrarsi «sul recupero dei locali commerciali e tentare di rilanciare l’economia del territorio. Ciò significa togliere spazi alla criminalità. Non è un lavoro semplice, i risultati non si vedranno subito. È un impegno a lungo termine nel quale dobbiamo credere tutti».

Tra i suggerimenti del sociologo Maurizio Fiasco, quello di apportare «qualche correzione nell’assetto della mobilità in funzione della sicurezza». Per restituire «vitalità» al quartiere, ritiene utile fornire «opportunità perché si riformi una domanda interna di beni e di servizi». Infine il consiglio di «organizzare una vertenza sulla polizia e sulla sicurezza pubblica non come dispositivo, ma come servizio per la popolazione, se e in quanto ne soddisfa la domanda di un bene primario come quello della sicurezza». Una tranquillità auspicata anche dal presidente del V municipio Mauro Caliste. «Ogni cittadino deve sentirsi sicuro nell’uscire di casa – ha affermato -. Insieme, istituzioni e realtà locali, ce la possiamo fare, utilizziamo tutti gli strumenti che ci sono. Aiutiamo i ragazzi a crearsi un futuro. La società è cambiata, il mondo è cambiato, in peggio, ma unendo le forze, realtà laiche e mondo cattolico, possiamo farcela».
La parola è poi passata ai cittadini che «da troppo tempo aspettano risposte che non arrivano», ha detto Mario, annunciando che a giorni chiuderà anche l’unica edicola della zona, fornendo «altro spazio per il deserto». Alberto, della Comunità di Sant’Egidio, ha proposto di «implementare e sostenere i luoghi di pace istituiti da varie realtà». Per il presidente di Visioneroma Claudio Minelli, già assessore delle giunte Rutelli e Veltroni, «la sicurezza va affrontata anche in termini di presenza stabile delle forze dell’ordine. Non basta intervenire attraverso blitz. Devono diventare parte integrante del quartiere».
28 novembre 2025
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