Venerdì 28 Novembre 2025 11:11
Sant’Andrea tra fede e folklore: tre paesi della Tuscia e della Sabina uniti dalla tradizione
Con l’arrivo della fine di novembre, in diversi comuni del Lazio si rinnovano i festeggiamenti...
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Con l’arrivo della fine di novembre, in diversi comuni del Lazio si rinnovano i festeggiamenti in onore di Sant’Andrea Apostolo, una ricorrenza che, tra religione e tradizione popolare, continua a rappresentare un forte collante per le comunità locali. A Cottanello, Cellere e Canino la festa si declina in forme diverse, ma con un unico filo conduttore: il valore identitario di riti che parlano di storia, appartenenza e memoria collettiva.
Nel borgo di Cottanello, in Sabina, la celebrazione di Sant’Andrea coincide con una delle feste più sentite dell’anno. La giornata si apre con la messa solenne delle ore 11, alla presenza delle confraternite dei paesi vicini e accompagnata dalla banda musicale, seguita dalla processione per le vie del centro storico.
Accanto alla dimensione religiosa, la festa è anche un appuntamento gastronomico fortemente radicato: protagonista assoluto è il piatto tradizionale degli strozzapreti, distribuiti gratuitamente ai visitatori e conditi con sugo e peperoncino, secondo una ricetta popolare che si tramanda di generazione in generazione.
Atmosfera completamente diversa a Cellere, nella Tuscia, dove Sant’Andrea viene celebrato con una delle manifestazioni più particolari del territorio: il corteo delle “Santandrea”. Per le strade del paese sfilano lunghe file di barattoli legati tra loro, trascinati dai partecipanti fino alla piazza principale, producendo un rumore continuo e inconfondibile.
Non si tratta di una semplice festa, ma di un rito antico che affonda le sue radici nella cultura contadina. Il frastuono, secondo la tradizione, aveva una funzione simbolica: scacciare la malasorte e augurare abbondanza per i mesi invernali. Ancora oggi il paese partecipa compatto, trasformando il centro storico in un grande teatro spontaneo fatto di rumori, risate e memoria.
Anche a Canino la festa di Sant’Andrea conserva elementi antichi e fortemente simbolici. Le vie del paese vengono attraversate dalle tradizionali scampanate, con campanacci e strumenti artigianali portati in corteo da giovani e adulti. Una vera e propria competizione popolare, che culmina nella premiazione della scampanata più originale e più lunga.
Elemento immancabile della giornata è anche la distribuzione del pesce di cioccolata, chiaro riferimento alla figura dell’apostolo, pescatore prima di diventare discepolo di Cristo. Un gesto semplice che, anno dopo anno, rinnova il legame tra fede e tradizione.
Le celebrazioni di Sant’Andrea nei tre comuni non sono solo appuntamenti folkloristici, ma autentici momenti di identità territoriale. In un’epoca in cui molte tradizioni rischiano di essere dimenticate, questi paesi continuano a custodire e tramandare riti che parlano di comunità, di storia locale e di valori condivisi.
Sant’Andrea non è soltanto un santo celebrato sul calendario, ma un simbolo attorno a cui ruota una parte viva della memoria collettiva del territorio. E tra una processione, un piatto di pasta fumante, una sfilata sonora e una scampanata, il passato continua a farsi presente, ogni anno, nelle strade dei borghi del Lazio.
