Venerdì 28 Novembre 2025 11:11
Roma si blinda per il corteo pro Palestina: attese fino a 100mila persone, traffico in tilt e massima allerta
a Capitale si prepara a uno dei cortei più imponenti degli ultimi mesi. Sabato 29...
#cronaca #cronaca di roma #manifestazione pro pal #manifestazione roma #pro pal
leggi la notizia su RomaDailyNews
a Capitale si prepara a uno dei cortei più imponenti degli ultimi mesi. Sabato 29 novembre è in programma una manifestazione nazionale pro Palestina che vedrà confluire a Roma decine di migliaia di persone da tutta Italia. Secondo le stime degli organizzatori e delle autorità, potrebbero essere oltre 100mila i partecipanti attesi, con numerosi pullman in arrivo dalle principali città.
L’appuntamento è fissato per il primo pomeriggio in piazzale Ostiense, da dove il corteo partirà alle 14 per raggiungere piazza di Porta San Giovanni. Il percorso attraverserà alcune delle aree più sensibili della città: via della Piramide Cestia, viale Aventino, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana. Un itinerario che, per diverse ore, resterà completamente interdetto al traffico.
I primi provvedimenti scatteranno già all’alba. Dalle 7 di sabato mattina entreranno in vigore divieti di sosta e rimozioni forzate in ampie porzioni del quadrante sud e del centro storico: piazzale Ostiense, piazzale di Porta San Paolo, via della Piramide Cestia, via di Porta Ardeatina, via Emanuele Filiberto e via Carlo Felice saranno tra le strade maggiormente interessate.
Pesanti ripercussioni sono previste anche per il trasporto pubblico. Decine di linee bus verranno deviate o limitate, con inevitabili disagi per residenti e pendolari. Possibili rallentamenti sono attesi anche sulle linee metro in prossimità delle stazioni più vicine al percorso del corteo, in particolare tra le aree Ostiense, Colosseo e San Giovanni.
Il Comune ha predisposto piani di viabilità alternativi, ma l’invito ai cittadini è chiaro: evitare gli spostamenti in auto nelle zone interessate dalla manifestazione e preferire percorsi alternativi o orari diversi.
Sul fronte dell’ordine pubblico è stato predisposto un dispositivo di sicurezza imponente. Centinaia di agenti delle forze dell’ordine saranno impiegati lungo tutto il percorso e nei punti nevralgici della città. Il coordinamento sarà affidato alla Questura, con il coinvolgimento della polizia di Stato, dei carabinieri e della polizia locale.
Le operazioni di controllo scatteranno già dalla sera precedente con verifiche, sopralluoghi e bonifiche nelle aree interessate dal corteo. Il livello di attenzione è alto, in particolare per il timore di possibili infiltrazioni di gruppi estranei alla manifestazione pacifica, con il rischio di tensioni, danneggiamenti o scontri con le forze dell’ordine.
Le autorità confidano nella collaborazione degli organizzatori per garantire che il corteo si svolga regolarmente e senza incidenti, come accaduto in altre occasioni analoghe. Ma la vastità dell’evento e il contesto internazionale rendono la giornata classificata come “sensibile”.
La manifestazione non nasce solo come iniziativa di solidarietà verso la popolazione palestinese, ma si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge sindacati, associazioni studentesche e realtà sociali. Le parole d’ordine annunciate toccano anche temi nazionali: la richiesta di una politica estera diversa, le critiche alla manovra economica del governo, la difesa del lavoro, del welfare e dei diritti sociali.
Il corteo si presenta quindi come un evento politico trasversale, in cui la questione mediorientale diventa il simbolo di una protesta più estesa contro le scelte economiche e strategiche dell’esecutivo.
Roma si prepara a una lunga giornata complessa, tra mobilità ridotta, controlli serrati e una città divisa tra l’espressione del dissenso e le esigenze quotidiane di chi deve lavorare, spostarsi, vivere.
Sul campo, le prossime ore diranno se le previsioni di affluenza verranno rispettate e, soprattutto, se la manifestazione riuscirà a svolgersi senza incidenti. Per le autorità resta una priorità: garantire il diritto a manifestare e, allo stesso tempo, salvaguardare la sicurezza pubblica.
Un equilibrio delicato che, come spesso accade nella Capitale, verrà messo alla prova ancora una volta.
