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Venerdì 28 Novembre 2025 15:11

Come funziona il fondo unico per il trasporto rapido di massa e cosa rischia Roma

Il Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95, ha introdotto il “Fondo unico per il potenziamento delle reti metropolitane e del trasporto rapido di massa”, ovverosia un fondo dove far confluire le diverse linee di finanziamento concesse dallo Stato agli enti locali, per la realizzazione di metropolitane e tranvie. L’idea di creare un fondo unico nasce dall’esigenza, per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di svincolare i fondi non ancora impegnati, senza però compromettere l’appaltabilità delle opere. Non si tratta quindi di nuovi finanziamenti, ma di un tentativo di razionalizzare la spesa, secondo una prassi che si sta consolidando in maniera sempre più forte presso il MEF; anche la reiscrizione dei 50 milioni della Linea C ne è un esempio. Non si tratta neanche, però, di stralci effettivi, perché nei limiti del fondo le risorse rimangono completamente impegnabili. Tralaltro, il Fondo è ad oggi la mera sommatoria di tutti i finanziamenti precedenti, motivo per cui la dotazione del fondo copre comunque per intero, ancora, tutte le opere finanziate. Le opere interessate sono: TORINO | Il Prolungamento della tranvia 12 fino all’Allianz Stadium, con recupero della trincea ferroviaria della tratta Torino–Ceres; MILANO | L’ampliamento del deposito Gallaratese (linea M1); MILANO | Il prolungamento linea M1 al quartiere Baggi; BRESCIA | La realizzazione della nuova linea tranviaria “Pendolina – Fiera” (T2); GENOVA | Prolungamento della linea metropolitana fino a Rivarolo e completamento della stazione Martinez/Terralba; ROMA | Linea tranviaria Termini – Giardinetti – Tor Vergata (scartamento ordinario) e annesso deposito di Centocelle ovest; ROMA | Realizzazione del deposito di Centocelle est; ROMA | Rinnovo del materiale rotabile delle linee metropolitane A e B/B1; ROMA | Completamento della linea C della metropolitana, tratta T2 (lotto costruttivo); NAPOLI | Collegamento dedicato in sede propria tra la stazione AV di Afragola e la rete metropolitana di Napoli – Lotto 1 (linea 10), stralci I e II; PALERMO | Fase II del sistema tram, comprendente tratte D, E2, F, G, e realizzazione dei parcheggi di interscambio.   Se per queste opere non viene perfezionata l’obbligazione giuridicamente vincolante entro il 31 dicembre 2025, i fondi finiscono in una sezione speciale del fondo, che può essere amministrata dal MEF, dal 2027 anche tagliando le risorse a tutti gli effetti. MA QUINDI COSA RISCHIA ROMA? Guardando alle opere romane, per quanto riguarda rotabili e linea C, si tratta di opere che hanno già un’obbligazione giuridicamente vincolante e che quindi non avranno conseguenze. Viceversa, la Termini-Tor Vergata (con il relativo Deposito di Centocelle Est) oggi non dispone di un’obbligazione e deve ancora essere appaltata, con una previsione di affidamento al febbraio 2026. Si attiverà quindi il meccanismo del decreto: Ai sensi del comma 4, entro il 30 aprile 2025 il MIT verifica se effettivamente non vi sia l’obbligazione al 31 dicembre 2025. Se essa non c’è, le risorse confluiscono in una sezione speciale del fondo; Da questo momento, il MEF può effettuare le operazioni contabili volte a liberare quelle risorse, anche mettendole “in conto residui”. Questo significa che, ai sensi dell’art. 36 del regio decreto 2440/1923, dall’anno successivo allo stanziamento le risorse vengono tagliate, ovvero che dal 2027 potrebbe ridursi la dotazione del fondo; Nel frattempo però il MIT, ai sensi del comma 5 e di concerto con il MEF, può riassegnare da subito quelle stesse risorse, purché definisca “il soggetto attuatore, i codici unici di progetto, il cronoprogramma procedurale con obiettivi verificabili e tempistiche di effettiva realizzazione ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica nonché le modalità di integrazione continua con il sistema di monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229;” Dal 2027 il meccanismo si ripete ogni anno, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Si può quindi evitare che le risorse vengano tagliate in maniera piuttosto semplice: di concerto con il MEF, occorre un decreto ministeriale del MIT di riassegnazione delle risorse, che però abbia elementi certi ai fini contabili e di programmazione. La questione amministrativa e burocratica, insomma, è concettosa ma risolvibile. Ora però la Termini-Tor Vergata tocca farla davvero.

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Il Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95, ha introdotto il “Fondo unico per il potenziamento delle reti metropolitane e del trasporto rapido di massa”, ovverosia un fondo dove far confluire le diverse linee di finanziamento concesse dallo Stato agli enti locali, per la realizzazione di metropolitane e tranvie.

L’idea di creare un fondo unico nasce dall’esigenza, per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di svincolare i fondi non ancora impegnati, senza però compromettere l’appaltabilità delle opere.

Non si tratta quindi di nuovi finanziamenti, ma di un tentativo di razionalizzare la spesa, secondo una prassi che si sta consolidando in maniera sempre più forte presso il MEF;
anche la reiscrizione dei 50 milioni della Linea C ne è un esempio.

Non si tratta neanche, però, di stralci effettivi, perché nei limiti del fondo le risorse rimangono completamente impegnabili. Tralaltro, il Fondo è ad oggi la mera sommatoria di tutti i finanziamenti precedenti, motivo per cui la dotazione del fondo copre comunque per intero, ancora, tutte le opere finanziate.

Le opere interessate sono:

  • TORINO | Il Prolungamento della tranvia 12 fino all’Allianz Stadium, con recupero della trincea ferroviaria della tratta Torino–Ceres;
  • MILANO | L’ampliamento del deposito Gallaratese (linea M1);
  • MILANO | Il prolungamento linea M1 al quartiere Baggi;
  • BRESCIA | La realizzazione della nuova linea tranviaria “Pendolina – Fiera” (T2);
  • GENOVA | Prolungamento della linea metropolitana fino a Rivarolo e completamento della stazione Martinez/Terralba;
  • ROMA | Linea tranviaria Termini – Giardinetti – Tor Vergata (scartamento ordinario) e annesso deposito di Centocelle ovest;
  • ROMA | Realizzazione del deposito di Centocelle est;
  • ROMA | Rinnovo del materiale rotabile delle linee metropolitane A e B/B1;
  • ROMA | Completamento della linea C della metropolitana, tratta T2 (lotto costruttivo);
  • NAPOLI | Collegamento dedicato in sede propria tra la stazione AV di Afragola e la rete metropolitana di Napoli – Lotto 1 (linea 10), stralci I e II;
  • PALERMO | Fase II del sistema tram, comprendente tratte D, E2, F, G, e realizzazione dei parcheggi di interscambio.
 

Se per queste opere non viene perfezionata l’obbligazione giuridicamente vincolante entro il 31 dicembre 2025, i fondi finiscono in una sezione speciale del fondo, che può essere amministrata dal MEF, dal 2027 anche tagliando le risorse a tutti gli effetti.

MA QUINDI COSA RISCHIA ROMA?

Guardando alle opere romane, per quanto riguarda rotabili e linea C, si tratta di opere che hanno già un’obbligazione giuridicamente vincolante e che quindi non avranno conseguenze.

Viceversa, la Termini-Tor Vergata (con il relativo Deposito di Centocelle Est) oggi non dispone di un’obbligazione e deve ancora essere appaltata,
con una previsione di affidamento al febbraio 2026
. Si attiverà quindi il meccanismo del decreto:

  1. Ai sensi del comma 4, entro il 30 aprile 2025 il MIT verifica se effettivamente non vi sia l’obbligazione al 31 dicembre 2025. Se essa non c’è, le risorse confluiscono in una sezione speciale del fondo;
  2. Da questo momento, il MEF può effettuare le operazioni contabili volte a liberare quelle risorse, anche mettendole “in conto residui”. Questo significa che, ai sensi dell’art. 36 del regio decreto 2440/1923, dall’anno successivo allo stanziamento le risorse vengono tagliate, ovvero che dal 2027 potrebbe ridursi la dotazione del fondo;
  3. Nel frattempo però il MIT, ai sensi del comma 5 e di concerto con il MEF, può riassegnare da subito quelle stesse risorse, purché definisca “il soggetto attuatore, i codici unici di progetto, il cronoprogramma procedurale con obiettivi verificabili e tempistiche di effettiva realizzazione ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica nonché le modalità di integrazione continua con il sistema di monitoraggio di cui al 
    decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229
    ;”
  4. Dal 2027 il meccanismo si ripete ogni anno, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Si può quindi evitare che le risorse vengano tagliate in maniera piuttosto semplice: di concerto con il MEF, occorre un decreto ministeriale del MIT di riassegnazione delle risorse, che però abbia elementi certi ai fini contabili e di programmazione.

La questione amministrativa e burocratica, insomma, è concettosa ma risolvibile. Ora però la Termini-Tor Vergata tocca farla davvero.

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