Domenica 24 Maggio 2026 13:05
Piazza Fermi: il mercato autorizzato nel degrado. Strisce pedonali occupate e passaggi impossibili per i disabili
La delocalizzazione verso via Macaluso potrebbe ridare decoro alla zona e certezze a commercianti e operatori. I tentativi del Municipio naufragati da anni
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C’era una volta una bancarella che poi divennero due e infine tre, poi quattro, cinque sei e sono sette…Sembra una filastrocca che ricorda il Branduardi della Fiera dell’Est. E’ la storia del mercato di Piazza Enrico Fermi in “sede impropria”, cioè svolto su strade ordinarie o aree pubbliche non nate specificamente per ospitare funzioni mercatali con banchi fissi ai quali si affiancano “posteggi isolati fuori mercato” e “postazioni a rotazione” (sarebbe troppo lungo da spiegare…andate a cercarvi le definizioni sul
regolamento comunale in materia
).


Il proliferare delle bancarelle e l’occupazione del suolo pubblico sono problemi complessi spesso alimentati da decenni di proroghe normative e da una gestione clientelare delle licenze. Emblematico il caso di Porta Portese, il più grande mercatino delle pulci all’aperto di Roma gestito per decenni (dal 1945 a oggi) da un racket mafioso. La trasformazione dell’ambulantato in un’invasione incontrollata di strade e piazze con banchi fuori misura e strutture fatiscenti, rappresenta per residenti e commercianti in sede fissa un innegabile peggioramento del decoro urbano, della viabilità e della sicurezza.
Di contro, per gli ambulanti (i capi) e i loro (ciechi) sostenitori, costituisce una risorsa economica e una tradizione storica da difendere.
A differenza di altre realtà europee e mondiali, dove l’ambulantato è un’attività decorosa che abbellisce la città, la situazione romana è degenerata in un sistema di potere e rendita di posizione. La lobby dei detentori di licenze (da non confondere con gli ambulanti reali, i cosiddetti padri di famiglia italiani e stranieri per i quali nutriamo il massimo rispetto), dicevamo la lobby degli accumulatori seriali di licenze, ha impedito l’applicazione delle regole europee sulla concorrenza (la Direttiva Bolkestein) e di mettere a bando le licenze con resistenze estreme, blocchi stradali, manifestazioni violente e pressioni politiche. Note anche le intimidazioni e i metodi illeciti contro agenti della Polizia Locale, amministratori e gente comune.
Sapete qual’è la cosa più triste di tutta questa faccenda? Che il commercio ambulante nel rispetto di regole, suolo (no sconfinamenti) e concorrenza, rappresenta un indubbio valore aggiunto per il tessuto urbano e sociale. Ma così com’è lede il decoro urbano e la qualità dei servizi.
E torniamo al mercato di Piazza Fermi.
Qualcuno lo ha definito “suq mediorientale”
. L’espressione viene utilizzata nel linguaggio colloquiale con accezione dispregiativa per indicare un luogo o una situazione caratterizzata da caos, disordine, confusione e totale assenza di regole. Strade gremite, sovraffollate e rumorose, lo sporco a fine mercato causato dal mancato rispetto delle regole di smaltimento da parte di alcuni ambulanti e dai ritardi degli interventi spazzamento da parte dell’AMA.Ebbene i suq mediorientali (e i bazar) sono rinomati per la rigidità delle loro corporazioni e, leggiamo su internet, “la gestione centralizzata che impone standard igienici severi e una suddivisione delle merci per aree (spezie, tessuti, oro) che ne esalta l’ordine visivo e la pulizia.” Un amico marocchino, storia vera, ci ha mostrato le foto del suq di Marrakesh, pulito, ordinato, affascinante. D’altra parte, i mercati romani hanno una tradizione più caotica e spontanea: IL TERZO MONDO SIAMO NOI!
Piccolo passo indietro:
“Anche a piazza Fermi è bancarella selvaggia. Il municipio XI: “Spostiamole a piazzale della Radio”
titolava così DIECI ANNI FA (10.2.2016) Roma Today.

“Da anni Piazza Fermi, via Fermi e via Cardano sono oggetto di un mercato a cielo aperto che riesce a contenere al suo interno una serie di negatività – spiegava Marco Palma, allora esponente di Forza Italia oggi vicepresidente del Consiglio del Municipio XI di Roma con Fratelli d’Italia – si va dalla sporcizia, allo smog che provocano i motori a due tempi che vengono utilizzati per l’illuminazione dei punti vendita. Hanno addirittura dovuto spostare la centralina Acea, che serve a misurare il PM10 presente nell’aria, sull’altro lato della strada. Basterebbe questo a far capire quanto inquinano“.
L’allora Minisindaco Maurizio Veloccia (oggi Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale) affermò di “lavorare per l’eliminazione del mercato di Piazza Fermi e per restituire vivibilità e decoro a quel luogo. Per questo come municipio abbiamo approvato un atto di Giunta ed presentato un progetto al Dipartimento Mobilità di Roma Capitale in cui proponiamo alcune soluzioni alternative, ad esempio Piazzale Della Radio”, (oggi interessata da un progetto di pedonalizzazione con parcheggio interrato). L’ipotesi del Mercato Macaluso di via Cardano (sempre secondo Veloccia) non era “tecnicamente percorribile poiché lo spazio destinato al mercato ed ai relativi parcheggi non permettono l’inserimento di tali attività senza contare, inoltre, l’eccessiva vicinanza dell’Asilo Nido L’Aquilone Blu“. Personalmente non siamo d’accordo che il mercato Macaluso non possa ospitare una quota parte di bancarelle oggi insistenti su Piazza Fermi e lo dimostreremo. Ma sono dichiarazioni di DIECI ANNI FA.
Un anno dopo, nel 2017, “il Parlamentino di Corviale chiede uno studio di fattibilità per sistemare il mercato ambulante di Piazza Fermi. Soddisfatto anche il consorzio di commercianti di Marconi” questo il
sommario dell’articolo apparso su RomaToday
in cui si rendeva conto di una proposta dei consiglieri pentastellati Maria Cristina Restivo e Gianluca Martone – allora al governo del municipio XI Arvalia Portuense – con banchi sistemati in maniera ordinata. Allacci elettrici a colonna per ridurre le emissioni inquinanti.”
Era il 20 GIUGNO 2017. Ne avete saputo qualcosa?
Ecco come si presenta oggi la zona di Piazza Fermi in concomitanza del mercato: bancarelle che oscurano le vetrine dei negozi che dovrebbero mostrare le eccellenze del made in Italy, scatoloni sistemati sul marciapiede – accanto a fioriere senza fiori usate come cestini! – e appendiabiti sulle strisce pedonali (sbiadite).








A via Cardano la bancarella rende strettissimo il marciapiede. Piazza Fermi è il biglietto da visita per i turisti di passaggio a Marconi


..e ancora macchine parcheggiate ovunque, zero rispetto dei passaggi per disabili, furgoni-magazzino che occupano il parcheggio per i residenti.
E’ bene ricordare, sgombrando il campo da un equivoco, che il mercatino (su sede impropria) è apparso per la prima volta sul finire degli anni 90 primi 2000, non è affatto “storico” e si è esteso ben oltre i limiti di spazio consentiti con furgoni in divieto di sosta, scatole sparse sui marciapiedi e stendini sulle strisce pedonali.
Perché non approfittare dell’occasione data dal futuro bando con il quale si riassegneranno le 18 mila concessioni e del Piano del Commercio su area pubblica che i municipi dovevano consegnare entro il 31/12/25 per verificare con ‘elementi oggettivi’ le postazioni (‘fuori mercato’ e ‘rotazioni’) compatibili e quelle incompatibili con le varie normative, da delocalizzare (all’interno del mercato Macaluso)?
A che punto siamo con la mappatura del commercio su strada?
Il municipio XI si è mosso o si sta muovendo per porre fine al caos che regna sovrano a piazza Fermi?
Qui non si sta chiedendo l’eliminazione delle bancarelle (ci mancherebbe). Ma di delocalizzare le postazioni nella zona di via Macaluso, almeno in parte, quello sì. La domanda sorge spontanea: perché non trasformiamo il “suq” di Piazza Fermi con l ‘introduzione di banchi-tipo tutti uguali per dare omogeneità visiva, sicurezza e ordine, come avverrà per il restyling di Porta Portese?

Trasformare un posto inguardabile in un luogo instagrammabile con l’aiuto degli operatori? Pensateci amministratori, pensateci!
Piazza Fermi è sì un caotico crocevia ma anche simbolo e cuore pulsante del quartiere Marconi. E merita di essere riqualificato e trasformato in uno spazio pubblico decente.
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