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Martedì 9 Giugno 2026 11:06

L’estate “fragile” degli adolescenti e il decalogo del Bambino Gesù

giovane adolescente al computer di notte, smartphone, disagio, solitudine
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Menghini (Psicologia): «Con la fine della scuola si interrompono abitudini e relazioni e cresce il rischio di disagio emotivo». I consigli degli esperti, a cominciare dalla regolarità negli orari di sonno

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Meno abitudini di routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online e, di contro, meno contatti sociali e diretti, maggiore esposizione ai contenuti social legati all’immagine corporea. Sono alcuni degli elementi dell’estate “fragile” degli adolescenti, all’indomani della fine della scuola. Un insieme di fattori che, secondo gli specialisti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, può favorire l’emergere o l’aggravarsi di comportamenti associati al disagio emotivo. L’isolamento sociale, anzitutto, ma anche diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso e all’aspetto fisico, anche in vista della “prova costume”.

Lo spiega Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù. «L’estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato – afferma -. La chiusura delle scuole interrompe abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi svolgono una funzione protettiva. Allo stesso tempo aumenta l’esposizione ai social network, utilizzati spesso per riempire il tempo e contrastare la “noia” di giornate meno scandite da impegni, così come ai modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull’autostima e sul rapporto con il proprio corpo».

L’evidenza arriva anche da studi internazionali secondo cui nei mesi estivi gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. In Italia, in particolare, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le 4 ore di connessione quotidiana. Insieme all’iperconnessione, si registra una significativa alterazione del sonno: fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto “social jetlag”, con addormentamento e risveglio spostati in avanti di ore.

Non solo, Con l’estate aumenta anche la pressione sull’immagine corporea: l’insoddisfazione per il proprio aspetto riguarda circa 3 adolescenti su 10 in Italia e l’esposizione ai social media amplifica il confronto con standard estetici poco realistici. Secondo la Mental Health Foundation britannica, infatti, le immagini viste online inciderebbero negativamente sulla percezione di sé per ben il 40% dei giovani. Tutto questo si traduce in un incremento generalizzato, indipendentemente dalla stagione, dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna): al Bambino Gesù nell’arco di 5 anni le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%, in particolare tra i più giovani (+50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni).

Gli esperti dell’Ospedale pediatrico ricordano a genitori e caregiver i segnali a cui prestare attenzione per riconoscere precocemente eventuali situazioni di disagio, a cominciare dai cambiamenti  improvvisi nelle abitudini alimentari. Da monitorare anche isolamento, irritabilità, alterazioni del sonno, ritiro sociale, attività fisica eccessiva, utilizzo prolungato dei dispositivi digitali soprattutto nelle ore notturne e ossessione per il peso corporeo o per il calcolo delle calorie. Per affrontare tutto questo, suggeriscono anche una sorta di “decalogo” per il periodo estivo. La prima regola proposta è «mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze», quindi si suggerisce di «limitare l’uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali» e di «evitare dispositivi digitali durante i pasti». Di contro, l’indicazione è quella di «favorire attività sportive e tempo all’aperto»

Ancora, genitori e quanti si prendono cura di bambini e ragazzi sono invitati a «prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell’alimentazione» e a «non banalizzare o sottovalutare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo». Parallelamente, si suggerisce di «osservare eventuali segnali di isolamento sociale», di «incentivare relazioni e attività condivise offline» e di «parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi». Quindi la regola numero 10: «Chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio»

Menghini non ha dubbi: «Intervenire tempestivamente è fondamentale. Molti disturbi della sfera emotiva, che si riflettono anche sul rapporto con l’alimentazione, esordiscono proprio durante l’adolescenza e oggi in età sempre più precoce, come dimostrano i nostri dati. Possono manifestarsi inizialmente con segnali sfumati, che tuttavia è importante intercettare, soprattutto nei mesi in cui i ritmi quotidiani cambiano profondamente», ricorda.

9 giugno 2026

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