Sabato 17 Ottobre 2020 13:10

“7 romani su 10 dovranno lavorare da casa”. L’annuncio di Speranza

“Roma città deserta”. È il titolo del film horror che  il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta sceneggiando in queste ore. L’esponente di Leu, ha infatti anticipato che ci sarà una “mossa netta sullo smart working”, arrivando “anche al 70-75%”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, nel corso del vertice di oggi con le Regioni […]

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“Roma città deserta”. È il titolo del film horror che  il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta sceneggiando in queste ore. L’esponente di Leu, ha infatti anticipato che ci sarà una “mossa netta sullo smart working”, arrivando “anche al 70-75%”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, nel corso del vertice di oggi con le Regioni alla Protezione civile.

«Ci sono ancora luoghi in cui la mascherina non è utilizzata: sport di contatto – ad eccezione dei professionisti che seguono i protocolli», avrebbe sottolineato il ministro, dicendo poi alle Regioni che “sugli eventi capiamo insieme dove fissare l’asticella”. «Sulla movida potremmo fare uno sforzo in più,
capiamo se serve una stretta sugli orari serali
per evitare assembramenti», avrebbe aggiunto Speranza, invitando le Regioni a lavorare “insieme” al governo “sui trasporti”.

Le conseguenze per la Capitale sono evidenti. Roma, città di ministeri e di uffici pubblici, diventerà praticamente deserta. Una condizione che andrà a pesare drammaticamente sulle attività commerciali. In particolare, su bar e ristoranti. Se a questo si aggiunge il combinato disposto del coprifuoco dopo le 22 e il lockout nei week end, la chiusura per molti esercizi sarà inevitabile.

È di queste ore il drammatico appello di uno dei ristoratori romani più noti e apprrezzati. Claudio Gargioli, proprietario e chef di Armando al Pantheon, citato anche nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Scrive Gargioli sulla sua pagina Facebook:
«Insomma io non ho capito. Ma dalle 22,00 tutti chiusi? E se sì, che vuol dire, che noi chiudiamo i battenti, finiamo il servizio e poi andiamo via? Oppure che alle 22,00 tutti devono stare fuori? E così chiudiamo definitivamente i ristoranti e similari perché, quel poco di sopravvivenza che abbiamo, con le unghie e con i denti, difeso fino ad adesso, ci verrà definitivamente a mancare e arrivederci e grazie! Ragazzi – conclude il ristoratore romano – io capisco il momento, ma farci chiudere un’ora prima, condannandoci ad una onerosa chiusura definitiva, non credo che sia la soluzione a tutto questo orrore!».

 

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