Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
  OK  
roma-O-matic HOME
www.ROMA-O-MATIC.com - 7 Dicembre 2019 Sabato
italiano | english
 
  Spettacoli | Cultura | A tavola | Locali | Alloggi | Sanità | Sport | Servizi | Trasporti | Varie | Area utenti
   Cinema | Cinema Estate | Prevendite
   Biblioteche | Librerie | Monumenti | Musei | Poesie | Teatri
   Fastfood | Mercati | Ricette | Ristoranti
   Discoteche | Internet Cafe' | Music Club | Pub
   Agriturismo | Bed & Breakfast | Hotel | Residence
   ASL | Farmacie | Ospedali
   Palestre
   Documenti | Meteo | Municipi | Numeri utili | Uffici Postali
   Autonoleggi | Ferrovie | GRA | Metro | Parcheggi | Stradario | Taxi
   Feed-O-Matic | Help ricerche | Statistiche | Pubblicità | Copyright | Contattaci
   Registrazione
 
Monumenti
  monumenti | itinerari
Via Appia Antica
(Vie e Piazze)
mappe
 
Via Appia Antica - 00179 Roma Appio Latino (Area 6)

Appia Antica al tramonto
Appia Antica al tramonto

E' la "regina delle vie" dell'antica Roma, una delle strade più vecchie e famose del mondo; sicuramente la più bella per chi vuol cogliere, tra la natura, il sapore del tempo antico. Qui correvano le bighe e marciavano i soldati romani alla conquista dell'impero, la storia c'è passata a grandi passi, a piccoli passi ci passeggiano gli ultimi romantici.

Aperta nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, utilizzando un antico tracciato verso i Colli Albani, e prolungata in vari momenti verso Brindisi, diventò il principale asse di collegamento di Roma con Napoli, Brindisi e l'Oriente. Nel '500 con l'apertura della Via Appia Nuova, venne abbandonata, fino al XVII secolo quando venne riscoperta. Nel 1988 viene istituito il Parco Archeologico di Via Appia Antica.

Per lunghi tratti il selciato è rimasto quello romano, con pietre scure larghe e disuguali. Tra alti cipressi e pini secolari, vi sono i ruderi delle tombe che vi sorgevano quando l'Appia era il luogo preferito dai patrizi romani per erigervi i loro mausolei.

Tomba di Cecilia Metella
Tomba di Cecilia Metella

C'è ancora imponente quello di Cecilia Metella, del 50 a.C., di cui si sa soltanto che è la figlia di Metello Cretico e nuora di Marco Licinio Crasso, il quale, all'epoca di Cesare, è considerato il più ricco banchiere di Roma. In una società profondamente maschilista come quella romana, resta un segreto di cronaca rosa il motivo per cui le viene innalzato un mausoleo grande e sontuoso come quello di un imperatore. Costruito negli ultimi anni del I secolo a.C. ha un diametro di 20 metri. Nel 1300 Papa Bonifacio VIII lo donò ai suoi parenti, i Caetani, che lo trasformano in una roccaforte per controllare la zona, tutta di loro proprietà.

Ma accanto ai monumenti di superficie si sviluppano chilometri di Catacombe sotterranee. Sembrerebbe un'ipotesi priva di fondamento che fossero rifugio per i cristiani perseguitati o luoghi clandestini di culto, ma sarebbero servite invece come cimiteri fino al VI secolo quando si trasformarono in luoghi di devozione.

La tradizione, invece, vuole chi i primi cristiani, perseguitati e braccati, non trovassero altro rifugio per celebrare i loro riti e seppellire i loro morti che fuori le mura, negli oscuri cunicoli scavati nei terreni che alcuni patrizi romani regalavano loro. Il Cristianesimo, per quanto fuori legge, è la nuova religione emergente e i ricchi acquistano benemerenze a poco prezzo. A partire dal I secolo d.C., le catacombe diventano sempre più numerose, la rete delle gallerie si amplia, loculi e cunicoli scendono a vari livelli; piccole città rovesciate. Poiché la nuova fede promette ai defunti che risorgeranno con il loro corpo, la sepoltura a la conservazione dei morti diviene più che una necessità un obbligo morale. "Hic dormit", "qui dorme" dice il graffito ritrovato inciso su un loculo, vale a dire che il defunto si è solo assopito in attesa del giorno della Resurrezione.

Il 10 dicembre 1593, Antonio Bosio, detto il Colombo della Roma sotterranea, le visita una ad una, recupera le ossa e gli abiti dei martiri e inizia un fortunato commercio di reliquie. Nascono i "camposantari", gruppi di ricercatori clandestini, che riempiono i pellegrini di "patacche".

Le Catacombe sparse nel sottosuolo di Roma sono 56. L'ultimo sepolto nelle catacombe è un "fossor", un becchino nel 583. Sulla Via Appia Antica si incontrano due Catacombe:

- le Catacombe di San Callisto si sviluppano su 4 piani, in un'area di 120.000 metri quadrati. La parte sino ad oggi esplorata si estende per 20 Km di cunicoli. Risalgono al 100 d.C. Sulle pareti degli ipogei scavate nelle rocce ci sono ancora ben conservati gli affreschi dell'epoca. Da vedere la Cripta dei Papi, nella quale ci sono le tombe dei 5 pontefici che regnarono dal 230 al 283. Nella cripta vicina c'è quella di Santa Cecilia, il cui corpo, sepolto nel 303, vi è stato trovato intatto dopo 5 secoli.

- le Catacombe di San Sebastiano si trovano sotto la Chiesa di San Sebastiano costruita nel 300 vicino al cimitero dove ebbero momentanea sepoltura gli apostoli Pietro e Paolo e dove furono sistemate le spoglie del martire Sebastiano che l'imperatore Diocleziano fece uccidere a colpi di frecce. Alcune frecce sono conservate nella cappella delle reliquie con le impronte dei piedi di Gesù, trasportate dalla chiesa di Domine Quo Vadis. Le Catacombe hanno 4 piani di gallerie, che accolgono: la Cripta di San Sebastiano con un busto del '600 che si dice opera del Bernini. La Piazzola, sotto la quale si apre la cavità da cui derivi il nome catacomba, katà, presso e kymbas, cavità . La Triclia, dove si tenevano i banchetti funebri. La Platonia, interpretata un tempo come luogo della sepoltura degli apostoli e oggi come mausoleo di Quirino. La Cappella di Onorio III, con affreschi del XIII secolo.

Quasi all'inizio della via la piccola chiesa del Domine quo vadis? (Signore, dove vai?), propriamente di Santa Maria in Palmis, già esistente nel IX secolo e rifatta ai primi del XVII secolo, da Flaminio Ponzio e Giovanni Venanzio che realizzarono la facciata e sistemarono l'interno.

Secondo la tradizione, resa popolare dal romanzo di Sienkiewicz "Quo Vadis", in questo punto Gesù sarebbe apparso a San Pietro fuggente da Roma per evitare il martirio e, all'apostolo che gli chiedeva: "Domine quo vadis?" avrebbe risposto: "Venio iterum crucifigi" (vengo a farmi crocifiggere per la seconda volta). San Pietro capì e tornò ad affrontare la morte.

Voto: in attesa di 2 voti | Vota: 1  2  3  4  5  
Preferiti: aggiungi | rimuovi  
Commenti: nessun commento | commenta
permalink
PREFERITI
per utilizzare la lista preferiti effettuare il login


Altre sezioni per - Chiese - Colli - Fotografie - Itinerari - Luoghi storici - Monumenti - Palazzi - Parchi - Ville



 
© Fabio Fontanella | note legali | pubblicità su questo sito