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Domenica 7 Marzo 2021 16:03

Minori, ora c’è anche un “affido culturale”

Arriva a Roma il progetto di costruire una rete di "famiglie affidatarie" per aiutare bambini e ragazzi a combattere la "povertà educativa" con una serie di visite in città

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“Roma è una città più solidale di quanto si possa credere”. Nonostante le apparenze, nonostante le cattiverie che ogni giorno leggiamo ed ascoltiamo e vediamo con i nostri occhi, nonostante la maleduzazione e il menefreghismo. Roma, al fondo, è la città “invisibile” che disegna Italo Calvino quando scrive che “d’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.
Ora questo progetto dell’Affido culturale è una risposta, anche se forse non vi siete fatti la domanda. Ma pensateci bene: non è quello di cui spesso ci si trova a discutere, la possibilità per ragazze e ragazzi di essere dentro un mondo culturale ricco ed intenso come quello di Roma, ma non “utilizzarlo”? Ci sono gli indifferenti, certo, ma per tante altre persone ci sono anche difficoltà economiche nel poter permettersi il “lusso” della cultura.
È questo il riassunto della chiaccherata con Giuseppe Antelmo, uno dei responsabili della Casa dello Spettatore, associazione formata da mediatori teatrali (educazione alla visione, all’ascolto, al teatro appunto).
La Casa dello Spettatore a Roma è il referente per il progetto “Affido Culturale”. Quindi, quando alla fine di questo pezzo direte: lo voglio fare! rivolgetevi a loro.
L’ obiettivo è quello di creare una rete di famiglie affidatarie sul modello di  affido familiare, ma dedicato alla fruizione di prodotti e servizi culturali.
“L’idea di fondo è molto semplice. Un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino – eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo – che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause”.



Che tipo di famiglie sono quelle affidatarie e quelle affidate?
Di tutti tipi, veramente. La povertà educativa è cresciuta molto in tutte le fasce sociali negli ultimi anni, accentuata ovviamente dalla pandemia. Nelle famiglie ci sono meno soldi da spendere in servizi culturali. Ora è tutto chiuso, certo, ma lavoriamo per un futuro vicino, spero!

Lavorate con le istituzioni, con i privati? Insomma chi sostiene questo progetto?
Non è un progetto romano, ma nazionale. È vincitore del bando Un passo avanti ed è stato selezionato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Per ora sono 4 le città in cui è stato avviato: Napoli, Bari, Modena e Roma. A Roma il nostro partner è il Centro nascita Montessori. Insieme stiamo costruendo la rete cittadina di famiglie-risorsa e famiglie destinatarie. Fino ad oggi i municipi non hanno aderito ufficialmente, ma ci sono singoli assessori che ci stanno aiutando, come ad esempio il sostegno dell’assessora alle politiche educative del municipio 3, Claudia Pratelli. Anche l’interesse delle famiglie è straordinario. Roma è una città più solidale di quanto si possa credere.

Come funziona? Che cosa si deve fare per partecipare?
Interesse e adesione al progetto, chiediamo questo e la costanza di portarlo avanti per 14 mesi e 29 uscite con i bambini. Un patto educativo, persorsi di conoscenza traformati in un grande gioco Le famiglie saranno abbinate all’interno di un percorso di formazione e tutoraggio a cura del
Centro Nascita Montessori
e assistite per lo svolgimento delle attività e delle fruizioni culturali da Casa dello Spettatore.
Ci sarà una applicazione dedicata attraverso cui sarà possibile consultare dove andare e scegliere le destinazioni. In più abbiamo creato una moneta virtuale, l’e-ducato che servirà a pagare gli ingressi, il trasporto e le merende.



Quante famiglie saranno coinvolte? Devono essere famiglie con figli o anche adulti senza figli?
Saranno 50 “squadre” da due famiglie, non importa se la “famiglia risorsa” ha bambine o bambini. L’importante è la disponibilità del tempo e delle uscite. L’importante, direi, è la costanza.

Su 14 mesi, 29 uscite sono circa un paio di uscite al mese.
Sì, è un impegno più che sostenibile se si crede che la povertà educativa sia una emergenza. C’è un’intera a città a disposizione, con mostre, musei, teatri, parchi, laboratori, cinema, musica…

Quali convenzioni avete già in mano? ma soprattutto quando partirete?
Partiamo ad aprile, incrociando le dita sul “colore” che avremo per l’epoca! Abbiamo già molte convenzioni, come
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Teatro Tor Bella Monaca
, , 
Centrale Preneste
,
Teatro Studio Uno
,
Spazio Rossellini,
 Cinema dei Piccoli, Scuola Popolare di Musica di Villa Gordiani, Ruota Libera, Ecomuseo Casilino, Explora, Hortus Urbis, Il giardino incantato… L’elenco lo trovate sul sito, ma si aggiorna regolarmente con altre adesioni.

Per tutte le informazioni potete scrivere a: 
affidoculturale.roma@gmail.com
o telefonare al numero 351 988 2078

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