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Sabato 22 Maggio 2021 08:05

Maneskin: da Roma all’Europa

Da Monteverde al più importante riconoscimento della musica europea. I Maneskin, dopo aver vinto Sanremo, raggiungono il successo internazionale, sbancando Rotterdam. Ripercorriamo, con loro, la storia delle partecipazioni italiane all'Eurovision Song Contest

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Per la terza volta nella storia, l’Italia si aggiudica la vittoria nell’Eurovision Song Contest, la gara musicale europea che si svolge ininterrottamente dal 1956, richiamando l’attenzione di un pubblico televisivo che è riuscito a superare anche i 600 milioni di telespettatori in tutto il mondo. Ad aggiudicarsi il titolo 2021, è stato il gruppo romano dei Maneskin. Per la prima volta, dunque, dei musicisti capitolini si aggiudicano questo premio musicale tanto ambito.

Forse pochi lo sanno, ma l’Italia e la sua Capitale –  esattamente come accaduto per l’Unione Europea, il cui ideale atto di fondazione viene considerato il “Trattato di Roma” – sono anche, storicamente, la culla dell’Eurovision Song Contest. Fu infatti un dirigente della Rai, Sergio Pugliese, a suggerire all’Unione Europea di Radiodiffusione (la cosiddetta “Eurovisione”) l’istituzione di una gara canora continentale, sul modello del Festival di Sanremo.

Nel 1955, a Roma, fu sancita la nascita dell’evento, che iniziò ad essere trasmesso l’anno dopo sulle varie emittenti europee. L’Italia però, dopo averne vinte due edizioni, per circa quindici anni interruppe la propria partecipazione – dal 1997 al 2010 – riprendendola solo nel 2011, data dalla quale è poi finita per ben tre volte sul podio (2011, 2015 e 2019) prima della vittoria nell’edizione 2021.

Ripercorriamo insieme le più significative partecipazioni italiane all’European Song Contest.

 

È in assoluto il primo podio italiano alla competizione canora, con un brano destinato ad avere un enorme successo internazionale, che andrà ben al di là del suo terzo posto finale.


 

Canzone in parte dimenticata, ma che raggiunse il terzo posto all’European Song Contest del 1963 e un discreto successo commerciale nell’Italia del boom.


 

Una ragazzina minorenne, carina, timida, romantica, dalla bella voce e dalla morale integerrima, porterà l’Italia al suo primo trionfo nel concorso canoro europeo.


 

Quella stessa ragazza, non più minorenne, tornerà al Festival, dopo un decennio di mediocri risultati italiani. Sfiorerà la vittoria, arrivando seconda e inchinandosi solo all’astro nascente di un gruppo svedese, trionfatore in quell’edizione: gli Abba.


 

Ancora sul podio a un anno di distanza, con la rivoluzionaria – per l’epoca – coppia multietnica e dalle sonorità disco, costituita da Wess e Dori Ghezzi, che si classificano terzi.


 

È un quinto posto quello che arride al cantautore siciliano, recentemente scomparso, molto riluttante a partecipare al Festival, ritenendo il suo pezzo poco adatto e poco commerciale, ma poi ben felice di piazzarsi nella top ten.


 

L’Italia è di nuovo sul podio con una coppia di cantanti in gara. Tozzi e Raf arrivano terzi nel 1987 con il loro “Gente di Mare”.


 

È questa la seconda vittoria italiana all’Eurovision Song Contest, grazie a Toto Cutugno e al suo brano “Insieme”, in un’edizione disputatasi a Zagabria.


 

Favoriti della vigilia, i Jalisse arriveranno quarti, non senza polemiche e sospetti. Numerose voci su combine – con la Rai che, a detta di molti,  puntò a perdere per non dovere organizzare il festival dell’anno dopo (cosa ritenuta economicamente svantaggiosa) – si sono rincorse negli anni. Fatto sta, che dopo questa edizione e fino al 2010, l’Italia si ritirerà a lungo dall’Eurofestival.


 

L’Italia tornerà all’Eurpean Song Contest nel 2011, ottenendo subito un significativo secondo posto con Raphael Gualazzi, scelto per partecipare a quell’edizione, in quanto vincitore della sezione Giovani del Festival di Sanremo.


 

È dal 2015 che la partecipazione italiana all’Eurovision Song Contest, viene riservata, per regolamento, ai vicnitori del Festival di Sanremo. Sarà così per Il Volo, il gruppo che si classificherà terzo nel festival europeo di quell’anno.


 

Nell’ultimo festival realizzato prima della pandemia, il cantante italiano Mahmood sfiora per un soffio la vittoria, con un secondo posto ottenuto alle spalle del vincitore olandese, Duncan Luarence.


 

E veniamo all’edizione di quest’anno, con il gruppo romano-danese dei Maneskin, che sale sul palco, ottenendo un provvisorio quarto posto dopo il voto della giuria, ma poi surclassa tutti e stravince, grazie al voto dei telespettatori europei.


 

E alla fine, eccoli i Maneskin, sfatti e soddisfatti, a rispondere – in inglese – da vincitori, alle domande della stampa internazionale.


 

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