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Giovedì 27 Maggio 2021 06:05

La Regione Lazio ferma, per ora, la cancellazione del cinema Metropolitan

L'accordo di programma sul Metropolitan approvato dall'amm.ne Raggi non piace alla Regione: manca l'interesse pubblico e quindi si chiede una revisione del progetto

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La notizia l’ha data solo
La Repubblica
, ma appare inequivocabile: la Regione Lazio, in particolare l’assessorato all’Urbanistica, non è disponibile ad approvare l’accordo di programma sull’ex-cinema Metropolitan approvato dal Campidoglio e chiede una revisione del progetto.

 

Si tratta, come molti sapranno, del progetto di riconversione dell’ex-cinema Metropolitan di via del Corso in un grande spazio commerciale, lasciando solo una minuscola saletta cinematografica. Dopo un lungo periodo di decantazione, tale progetto era stato infine approvato dalla giunta Raggi e dall’Assemblea Capitolina nel luglio del 2019, quando noi parlammo di
vera e propria “porcata”
.

Invitiamo caldamente a rileggere quel post per rendersi conto di quanto il termine fosse appropriato. Non solo infatti il M5S ha fatto su quel progetto una conversione a 180°, avendolo avversato fermamente quando era all’opposizione ed ora approvandolo con entusiasmo, non solo i vari protagonisti si sono espressi con dichiarazioni risibili e contraddittorie, ma soprattutto perché non si è voluto tener conto di un gravissimo sospetto sull’operazione avanzato dalla consigliera del M5S Monica Montella:

“Chiedo ai consiglieri competenti per materia di commissione che la delibera venga ritirata per opportunità politica visto la poca trasparenza sulle società indirette proprietarie e il probabile (da verificare) aggancio indiretto a Parnasi.”

 

Su una vicenda del genere i grillini della prima ora ed i Marco Travaglio di turno avrebbero costruito un caso nazionale, paventando manette e arance a destra e a manca. L’attuale M5S romano e Virginia Raggi non hanno invece fatto una piega e si sono acconciati ad assecondare gli interessi del privato di turno provando, maldestramente, ad infiocchettare con un presunto interesse pubblico un’operazione che ha solo un enorme interesse privato.

 

Per una cronistoria della vicenda del Metropolitan rimandiamo all’
ultimo articolo
che abbiamo scritto sul tema a metà marzo scorso, in occasione del sollecito che il Comune di Roma ha mandato alla Regione Lazio perché portasse avanti la pratica.

Dopo l’approvazione in Assemblea Capitolina infatti, l’accordo di programma deve essere perfezionato anche in Regione in quanto va in deroga al piano regolatore.

 

Stando a quanto ha scritto qualche giorno fa la Repubblica, la Regione Lazio non avrebbe intenzione di dare il definitivo via libera all’accordo di programma per due motivi: perché la creazione di uno spazio commerciale non può essere l’unica motivazione per l’interesse pubblico e perché gli oneri che il privato deve pagare per la conversione non verranno spesi in zona, bensì utilizzati per ristrutturare due vecchi cinema abbandonati.

 

La prima motivazione appare quella più ragionevole: come può essere fatto passare per interesse pubblico la sparizione dell’ultimo grande cinema di via del Corso per farne l’ennesimo locale commerciale su una strada che ha già una concentrazione record di negozi di tutte le dimensioni?

Preveniamo qui per l’ennesima volta l’obiezione che il cinema era ormai morto perché non andava più. Nulla di più falso!

Quando infatti nel 2010 la società proprietaria dello stabile decise di chiudere il contratto con l’allora gestore della sala, il cinema funzionava bene, essendosi anche specializzato nella riproduzione di film in lingua originale. Chiuso il cinema, si aspettò qualche anno di abbandono, creando degrado, e quindi si pose il degrado dello stabile come motivazione per cambiarne la destinazione d’uso.

Nulla quaestio sulla possibilità di procedere con tale cambio, essendo previsto dalla normativa, ma è la stessa normativa a prevedere di lasciare un 50% di superficie a destinazione culturale, mentre il progetto della proprietà contempla solo uno striminzito 14%, ossia una saletta da 99 posti che fungerebbe solo da foglia di fico per un’operazione speculativa in cui l’interesse pubblico è del tutto assente.

 

Praticamente l’amministrazione Raggi ha dato il via libera ad un’operazione identica a quella che nel 2011 portò alla cancellazione del cinema Etoile di piazza in Lucina. Così il solitamente ben informato Dagospia
descrisse al tempo
l’operazione Etoile (grassetti nostri):

1- LA CONQUISTA DEL CINEMA ETOILE, IN UNA CENTRALISSIMA PIAZZA ROMANA, DA PARTE DEL COLOSSO DELLA MODA FRANCESE LVMH DI BERNARD ARNAULT PER TRASFORMARLO IN UN GRANDE MAGAZZINO DIMOSTRA ANCOR UNA VOLTA CHE ROMA E’ UNA CITTÀ PORTATA ALLA PENETRAZIONE ANALE DA PARTE DI CHIUNQUE ATTERRI A FIUMICINO –

2- PERCHÉ L’OSTACOLO MAGGIORE ALL’OPERAZIONE ETOILE PORTA IL NOME DI “CAMBIO DI DESTINAZIONE”: COME HA FATTO ARNAULT A CONVINCERE IL CAMPIDOGLIO A CAMBIARE LA LICENZA DA CINEMA A GRANDE MAGAZZINO? CON I SOLITI “INGHIPPI” DE’ NOANTRI: DALLA RIPAVIMENTAZIONE DEL TRIDENTE A BORSE DI STUDIO PER CINECITTA’, PIU’ UNA SERIE DI “TROVATE”, MOLTO PROSSIME ALLE STRONZATE: ECCO UNA SALETTA CINEMATOGRAFICA (CON POLTRONE D’ORO!) PER CHISSÀ QUALI DOCUMENTARI IN GLORIA DELLA GRIFFE, PIÙ VARI IPOTETICI E ANCHE RIDICOLI RIFERIMENTI AL CINEMA A COLPI DI BAULI –

3- AMORALE: ARNAULT HA ‘INCASSATO’ UN GRANDE VALORE IMMOBILIARE ALLA FACCIA DI ROMA

 

Ebbene una tale colorita descrizione si può adattare benissimo all’operazione Metropolitan orchestrata da Virginia Raggi, con gli “inghippi de’ noantri” che questa volto sono le ristrutturazioni di due cinema abbandonati, ossia si cancella un cinema che funzionava per rimetterne a posto due che non si sa chi poi dovrebbe far funzionare. Inoltre o i cinema non vanno, e allora perché buttare milioni di euro per riaprirne due che poi richiuderanno, oppure c’è modo di farli funzionare e allora perché cancellare l’ultima storica sala di via del Corso?

 

Un’ultima ennesima contraddizione la sindaca Raggi la dimostra andando a visitare il cantiere del cinema Troisi, quello che i ragazzi del Cinema America hanno ottenuto in concessione dal Comune, tramite bando, e, avendolo trovato fuori norma sotto ogni punto di vista, l’hanno rifatto da cima a fondo.

 

\

 

Perché per Virginia Raggi il Troisi è un “gioiello abbandonato” che sta per essere restituito alla città, mentre la stessa Raggi & Co. stanno facendo carte false per cancellare definitivamente il cinema Metropolitan?

 

A metà marzo scrivemmo:

“La nostra speranza è che la Regione Lazio di Nicola Zingaretti riconosca l’inopportunità di cancellare l’ultimo grande cinema di via del Corso e restituisca al mittente, ossia il Comune di Roma, il progetto della proprietà chiedendo che esso venga ricondotto entro le normali regole che prevedono una riconversione massima del 50%.

Anche in questo modo una fetta consistente dell’offerta culturale della zona sarà probabilmente persa per sempre, ma almeno si potrà dire di aver mantenuto un compromesso onorevole tra l’interesse pubblico e le legittime aspirazioni dell’imprenditore privato.”

 

Apparentemente sembra che qualcuno in Regione Lazio si sia reso conto del grave errore fatto con l’accordo di programma approvato dall’amministrazione Raggi e voglia ridiscuterlo.

Speriamo davvero che le cose stiano così e che l’iniziativa della Regione convinca la proprietà a rivedere il progetto mantenendo un decente presidio culturale nello stabile a suo tempo acquistato.

 

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