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Mercoledì 2 Giugno 2021 06:06

Rifiuti: la politica ha paura della discarica. Nessuno ne parla

Dal 1 luglio molte regioni non accetteranno più l'immondizia romana. Destra e sinistra volano alto ma non spiegano dove scaricheremo questa estate

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C’è un tema che le opposizioni dovrebbero cavalcare a tre mesi dalle elezioni comunali: quello dei rifiuti. Sul totale disastro della gestione Raggi in tema di smaltimento e raccolta, il Pd, il centro-destra e gli altri partiti dovrebbero alzare la voce per sottolineare l’immobilismo e la paura della giunta.

Ma il Pd non fa vera opposizione perché ha già stretto un’alleanza pseudo-segreta con i 5Stelle mentre il centro-destra è troppo affaccendato a cercare un candidato. Resta solo Calenda che sui rifiuti ha in effetti previsto una lista delle cose da fare ma, nel panorama romano, è troppo poco.

Troppo poco di fronte a un fallimento completo della Sindaca. Dopo aver cambiato tre assessori (Muraro, Montanari e Ziantoni), aver rivoluzionato infinite volte il vertice Ama, essere riusciti ad approvare il bilancio dell’Azienda solo dopo quattro anni, sembrava che la Raggi avesse fatto il peggio che chiunque poteva fare. E invece, a giugno 2021 – dopo cinque anni di governo del Campidoglio – ci troviamo ancora con le strade piene di immondizia e le altre regioni che non vogliono ricevere i nostri camion carichi di sacchi neri maleodoranti.

Roma Capitale e Regione Lazio litigano e si tirano per la giacca sulla questione discarica e trasporto verso altre regioni. “Dal 30 giugno sarà impossibile trovare qualcuno che prenda i rifiuti di Roma”, mette in guardia l’assessore della Pisana, Massimiliano Valeriani. Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Sardegna hanno già fatto sapere che le loro porte sono chiuse.

E’ come se questi territori avessero raggiunto la saturazione: non siamo la discarica di Roma!

La Regione aveva chiesto il commissariamento del Campidoglio, ritenuto inerte e paralizzato sui rifiuti. Ma la Raggi ha fatto ricorso al Tar e ha vinto, impedendo l’arrivo del Commissario. A quel punto la Pisana ha dato 60 giorni al Comune per trovare un luogo dove creare un impianto. Altrimenti scatteranno i poteri sostitutivi.

Una specie di scaricabarile tra le due istituzioni anche se le maggiori responsabilità sono in capo al Campidoglio. La discarica non la vuole nessuno ma è sempre più necessaria tanto che l’entourage della Sindaca parla di Magliano Romano. Mentre altri tornano a valutare Falcognana.

Tra i due litiganti si inseriscono i sindaci dell’hinterland che non vogliono neanche sentire parlare di impianti sul loro territorio. I comuni che gravitano intorno a Colleferro hanno scritto un comunicato con parole dure: “Abbiamo capito bene che la soluzione è non fare nulla e poi scaricare sugli altri all’ultimo momento”.



 

Intanto in città i cassonetti sono sempre più carichi di rifiuti. La raccolta della carta va a rilento ed è difficile trovare spazio per gettare cartone e imballaggi mentre l’indifferenziata trabocca praticamente ovunque.

I candidati alle primarie del centro-sinistra preferiscono glissare. Giovanni Caudo, a nostro avviso il più serio e preparato, non si esprime sulla discarica ma parla di una connessione tra le aziende pubbliche del territorio (Ama, Eni, Acea, Eni) per trasformare i rifiuti in risorsa. Insomma per il professore e presidente del III Municipio, meglio pensare al riciclo.

Anche Roberto Gualtieri torna sull’economia verde e sulla produzione di energia con l’organico.

Per Tobia Zevi, Acea deve inglobare Ama e con le nuove tecnologie “ampliare e integrare il parco degli impianti di smaltimento esistenti”.

Sugli eventuali impianti da realizzare non pervenuti  Fassina, Imma Battaglia, Cristina Grancio e Paolo Ciani.

Insomma su una delle maggiori criticità per Roma molti preferiscono restare su un piano di ambiguità. Difficile, infatti, ammettere che almeno per i prossimi cinque anni una discarica è necessaria e poi potrà essere eliminata se nel frattempo si costruiranno soluzioni alternative. Per ora tutti parlano di rifiuti-zero, di riciclo, di energia prodotta dall’organico ma nessuno spiega dove portare l’immondizia la settimana prossima.

 

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