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Mercoledì 8 Settembre 2021 11:09

Le erbacce di Roma potrebbero essere una risorsa economico-alimentare

Al Comune di Roma  hanno pensato in passato di usare le  pecore per radere l’erba nei parchi ma non  hanno mai pensato alle erbacce che crescono indisturbate sui marciapiedi, a bordo strada, nelle piazze e parcheggi  e che potrebbero essere invece una grande risorsa alimentare.  Magari non in grado di risolvere la fame nel mondo […]

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Al Comune di Roma  hanno pensato in passato di usare le  pecore per radere l’erba nei parchi ma non  hanno mai pensato alle erbacce che crescono indisturbate sui marciapiedi, a bordo strada, nelle piazze e parcheggi  e che potrebbero essere invece una grande risorsa alimentare.  Magari non in grado di risolvere la fame nel mondo ma vista la portata del fenomeno, sicuramente in grado di fornire un elevato contributo.

Al  Comune di Roma sanno che le pecore sono delle ottime “tosatrici” ma evidentemente non sanno che la maggior parte delle erbacce romane sono commestibili e una volta raccolte potrebbero essere usate per farne insalate, olii, liquori, sottoaceti o addirittura  farina.

Prendiamo l’Amaranto, la “pianta del futuro”. E’ di questa pianta spontanea che vogliamo parlare in particolare.

L’Amaranthus Retroflexus è una delle tante erbacce che troviamo in ogni dove, soprattutto negli strade e lungo i marciapiedi; alta fino a 1,20 cm è una pianta robustissima e tenace che cresce bene anche con pochissima acqua e si adatta perfettamente ad ogni terreno.

A Roma sembra aver trovato il suo ambiente ideale anche perché nessuno la disturba ed è libera di crescere e di diffondersi formando alti e giganteschi cespugli; a volte è sufficiente una piccola fessura nell’asfalto o nel travertino per far germogliare una pianta che in breve raggiungere il metro di altezza.

L’Amaranto giovane è tutto commestibile, crudo o lessato; le foglie possono essere usate come insalata e hanno un gusto che ricorda gli spinaci, ma il punto forte dell’Amaranto sono i semi dal momento che una singola pianta è capace di produrne anche un milione.

I semi hanno un valore nutrizionale eccezionale in quanto ricchi di proteine ad alta digeribilità e privi di glutine; la scienza ha confermato l’elevato potere  di questa pianta che  grazie alla sua adattabilità e alle scarse esigenze idriche potrebbe rappresentare  una delle risorse alimentari del futuro.

Insomma il Comune di Roma  non sa di avere nelle sue trascuratissime strade una enorme risorsa alimentare che con un poco di buona volontà e organizzazione potrebbe mettere a profitto.

Le centinaia di migliaia di piante che crescono indisturbate nel tessuto urbano e che producono ciascuna da 200.000 a 1.000.000 di semi da trasformare in farina, potrebbero essere un ottimo affare per le casse del Comune. O nella peggiore delle ipotesi pane e focacce per i più poveri.

Resta inteso che l’Amaranto, per quanto pianta straordinaria, non è l’unica a crescere nelle strade di Roma; l’elenco è piuttosto lungo: capperi, acetosella, miglio, tarassaco, finocchio, falsa rucola, gramigna, ortica, orzo selvatico, assenzio, borsa del pastore, pimpinella, ruchetta selvatica…una varietà di prodotti quanti non se ne trovano neppure nelle più grandi aziende agricole.

Dal momento che le strade di Roma sono ricoperte dalle erbacce allora tanto varrebbe mettere a profitto questo patrimonio e questa straordinaria risorsa naturale: così avremmo strade pulite (dalle erbacce) e “tesoretti” da destinare ad altri interventi.

Francesco Gargaglia

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