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Lunedì 11 Ottobre 2021 09:10

L’Associazione “La scuola che verrà” alle Fosse Ardeatine

Alle ore 12.00 di domenica 10 ottobre 2021 “l’Associazione la scuola che verrà” ha dato appuntamento ai soci presso il 
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Alle ore 12.00 di domenica 10 ottobre 2021 “l’Associazione la scuola che verrà” ha dato appuntamento ai soci presso il Mausoleo delle Fosse Ardeatina. Presenti Davide Conti Storico della Resistenza, Marta Bonafoni Consigliere Regionale Lazio V, Renato Cirodano Ass .La Scuola che verrà, lo storico Davide Conti.



Renato Cirodano ha introdotto l’evento senza dimenticarsi di fare il punto su ciò che è successo nel pomeriggio di sabato 9 ottobre sulle strade di Roma e l’assalto nella sede nazionale della CGL. Il Presidente dell’Ass.  La scuola che verrà, a tale riguardo ha precisato: ci troviamo in questo luogo sacro  dove sono morti e sepolte tante persone che hanno lottato per la libertà. Nulla a che fare con i dimostranti di ieri che hanno assediato le forze dell’ordine in nome della libertà, una libertà, ha aggiunto l’oratore, che già ci è stata offerta dalla scienza con il vaccino contro il covid 19. “Rispetto le idee di tutti – ha concluso – ma a mio parere la richiesta dei dimostranti è solo una falsa libertà, perché l’unico rimedio è la vaccinazione altrimenti non ci si sente liberi, con il rischio di essere contagiato.


L’Onorevole Marta Bonafoni si è soffermata sul fatto che il fascismo è dietro l’angolo i fatti di eri ci hanno dimostrano che dobbiamo essere sempre vigili.

Lo storico Davide Conti ha intrattenuto i presenti con il suo timbro di voce piacevole d’ascoltare, ma anche per la sua perfetta conoscenza del luogo e dei fatti dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, in questo luogo – ha proseguito lo storico – furono  uccisi 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento “Bozen” appartenente alla  polizia tedesca. L’eccidio non fu preceduto da nessun preavviso da parte tedesca.


Dopo aver accompagnato il gruppo di persone nella grotta dove sono avvenute le fucilazioni e nel sacro luogo dove sono sepolte le 335 martiri, lo storico ha spiegato ai presenti che gli Americani, che hanno sostenute le spese del luogo, hanno concordato con le autorità Italiane di creare il luogo di sepoltura con la copertura fatta di una lastra di cemento armato e con pochissime finestre per creare un’immagine di oppressione.

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