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Giovedì 14 Ottobre 2021 05:10

Roma, Michetti: “Avrò una squadra all’altezza della sfida”

Enrico Michetti, candidato sindaco a Roma per il Centrodestra, fa il punto in vista del ballottaggio. Michetti, l’ultimo treno per Roma: sarà lei a guidarlo e perché? “Trovo azzeccata l’immagine che lei ha usato, forse per Roma queste elezioni amministrative rappresentano davvero l’ultimo treno per agganciare quello sviluppo indispensabile per trasformarsi in una capitale moderna,…
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Enrico Michetti, candidato sindaco a Roma per il Centrodestra, fa il punto in vista del ballottaggio.
Michetti, l’ultimo treno per Roma: sarà lei a guidarlo e perché?
“Trovo azzeccata l’immagine che lei ha usato, forse per Roma queste elezioni amministrative rappresentano davvero l’ultimo treno per agganciare quello sviluppo indispensabile per trasformarsi in una capitale moderna, che sappia declinare insieme sviluppo e sostenibilità. E man mano che si avvicina il giorno del voto di ballottaggio, sono sempre più convinto che spetterà a me mettermi ai comandi di questo convoglio. Sarò io a guidarlo perché i Romani hanno voglia, anzi hanno necessità di un cambiamento dopo la a dir poco fallimentare esperienza dell’amministrazione di centrosinistra di Ignazio Marino e la gestione travagliata della giunta M5s. Inoltre, i cittadini sapranno distinguere tra chi ha messo al centro programmi e progetti da quanti invece hanno provato a spostare l’attenzione su temi che con l’amministrazione della città non hanno nulla a che fare”.
La fase di ascolto dell’elettorato dopo il primo turno ha portato limature sul suo programma?
“Questo è inevitabile, ogni programma, anche il migliore, va poi calato nella realtà. Ma non sono stati i risultati del primo turno a suggerire limature nel programma, bensì il contatto e l’ascolto dei cittadini, del mondo dell’associazionismo, delle parti sociali. E ulteriori limature, con ogni probabilità, arriveranno sicuramente quando entreremo nella cosiddetta ‘stanza dei bottoni’ e ci confronteremo con la macchina amministrativa capitolina, una macchina che grazie alla mia esperienza di avvocato amministrativista conosco molto bene”.
I primi cento giorni della sua amministrazione saranno fondamentali: come pensa di lasciare il segno?
“Come anticipato, sono tre gli obiettivi a breve termine: pulizia; sicurezza e periferie, dove porteremo ‘fisicamente’ uno specifico assessorato. Le prime cose da fare riguardano, innanzitutto, l’igiene urbana, i rifiuti e il decoro urbano. Per la sicurezza, istituiremo un tavolo permanente con il Viminale, con la prefettura, con le forze dell’ordine per avere un monitoraggio costante della città. Riguardo alle periferie, la prima cosa che farò è nominare un assessore alle Periferie e alla Rigenerazione urbana, mettendo la sede nel quartiere di Tor Bella Monaca”.
Trasporti pubblici: ha pensato a una grande opera pubblica legata alla mobilità che porti il suo nome?
“Qui ci inoltriamo in un territorio vasto, un settore dove è necessaria una vera e propria rivoluzione. Ma se dovessi proprio scegliere un’opera da lasciare in ‘eredità’ scelgo la metropolitana, anzi le metropolitane. Abbiamo la priorità di portare le linee A e B oltre il Grande raccordo anulare, così come sono urgenti il completamento della linea C e la cantierizzazione della Linea D, a oggi solo sulla carta. Poi c’è la questione Roma-Lido: la trasformeremo in una metropolitana di superficie, moderna e in grado di risolvere i problemi dei pendolari. Ma la ‘rivoluzione’ della mobilità non può certo fermarsi qui. Ci sono le tranvie del Giubileo, che rappresentano una sfida da portare in porto nei tempi previsti. Sono 5 linee (Togliatti, Tiburtina, Termini-Tor Vergata, Termini-Anagnina, dei Fori), alle quali vanno aggiunti 50 nuovi tram, insieme alla chiusura dell’anello ferroviario che aspetta da troppo tempo. Infine non posso non parlare di Atac, che come Ama è una società strumentale del Comune. Per me entrambe devono restare pubbliche al 100%”.
Dal 15 Alitalia cesserà di esistere. Migliaia di dipendenti che vivono a Roma si troveranno senza lavoro. Come pensa di rilanciare l’economia locale e quindi l’occupazione?
“La vicenda Alitalia ha dell’incredibile sotto tutti i punti di vista: industriale, occupazionale, politico. Sono stati sperperati 20 miliardi e oggi ci ritroviamo con Ita, praticamente  una low coast con una flotta dimezzata di 52 aerei e con soli 2.800 dipendenti rispetto agli 11mila di Alitalia. Lavoratori che ora non vanno abbandonati ma accompagnati, dove necessario, in un processo di riconversione occupazionale. Quello che possiamo fare, come amministrazione, è costruire le condizioni per un rilancio dell’occupazione, principalmente in settori dall’alto valore aggiunto. Penso quindi alla digitalizzazione della città, per renderla attrattiva per le imprese e creare nuovi posti di lavoro. Poi, il completamento delle grandi infrastrutture, delle metropolitane e dell’anello ferroviario. E gli investimenti sulla rigenerazione urbana, per riqualificare le periferie. Rilanceremo inoltre il sistema fieristico e il waterfront di Ostia. Roma ha tutte le carte in regola per un futuro di sviluppo nel segno del lavoro e della sostenibilità”.
Si è parlato tanto di periferie, non crede che anche il Centro abbia bisogno di rinascere?
“Certamente sì, il Centro rappresenta il biglietto da visita della Capitale nel mondo e abbiamo il dovere di fermare un processo di degrado che va avanti da troppo tempo. I problemi sono tanti: movida selvaggia, turismo mordi e fuggi che porta pochi soldi e molti problemi, traffico. Senza contare quella che in questa fase è una vera e propria emergenza, ossia la drammatica crisi che vive il commercio a causa della pandemia. Per quanto riguarda la movida, ritengo rappresenti un elemento di ricchezza e di vitalità per la città, ma non a dispetto delle regole. In coordinamento con il I Municipio, istituiremo delle task-force della Polizia locale, anche e soprattutto per il decoro, a partire dalla regolamentazione dell’uso dei monopattini ora abbandonati in ogni angolo. Per il commercio, innanzitutto confermeremo a costo zero l’estensione di tavolini e dehors davanti a ristoranti e locali. Ma è mia intenzione soprattutto, compatibilmente con il bilancio capitolino e i risultati della due diligence sul bilancio della struttura commissariale del debito, fare di tutto per abbassare la tasse sul commercio, a partire dalla Tari. Infine è indispensabile una semplificazione delle procedure burocratiche”.
Un errore che non ripeterà rispetto ai sindaci del passato?
“Non mi piace dare pagelle a quelli che, spero, potrò chiamare i miei predecessori. Fare il sindaco di Roma è un impegno complesso, enorme, per il quale va costruita una squadra di prim’ordine. Ecco, se proprio devo fare un appunto all’operato della sindaca Raggi credo che questo sia stato il principale dei problemi. Ossia non essere riuscita, forse per insicurezza, a trovare donne e uomini all’altezza di una sfida così grande, come dimostrano le gestioni travagliate della giunta e delle aziende partecipate. Questa è una cosa che ho ben presente in testa, ed è per questo che ho già annunciato che della mia squadra farà parte Guido Bertolaso, una garanzia non solo per i Romani ma per tutti gli italiani”.
SERENA BOURNENS
L’altro candidato
Roberto Gualtieri
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