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Lunedì 8 Novembre 2021 07:11

Mai più a distanza di Lilia Bellucci

“Roma, 17 marzo 2020. Da oggi prende avvio ‘Lettere agli studenti’, rubrica a cura della professoressa Lilia Bellucci, con lettere 
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“Roma, 17 marzo 2020. Da oggi prende avvio ‘Lettere agli studenti’, rubrica a cura della professoressa Lilia Bellucci, con lettere pensate e scritte come attività di laboratorio per proseguire la didattica della letteratura a distanza e, nello stesso tempo, invitare gli studenti (nel nostro caso di scuola superiore) a raccontare e rielaborare quanto stanno vivendo in tempi di Coronavirus”.

Questo l’annuncio della rubrica “Lettere agli studenti” a sua cura, ospitata da Abitare a Roma, allo scopo di “proseguire la didattica della letteratura a distanza e invitare gli studenti a raccontare e rielaborare quanto stanno vivendo in tempi di Coronavirus”.

“Insegnare e vivere  – proseguiva nella sua presentazione della rubrica – hanno un aspetto in comune: la sfida della conoscenza e dell’apprendimento. Docenti e alunni condividono incessantemente l’impegno alla completezza della propria dimensione umana. Si studia e si vive per essere migliori e per contribuire al bene della comunità. Ai tempi del Coronavirus, nessuno di loro può retrocedere da questa sfida. La didattica non può essere distante. Da qui le “Lettere agli studenti”: i miei e tutti. Se il dialogo non può più svolgersi nelle aule, una lettera diventa provocazione al ritrovarsi: è individuale e nello stesso tempo collettiva, riflessiva e nello stesso tempo informativa, intima e nello stesso tempo pubblica, e chiede risposte”.


Da allora si sono susseguite altre 14 lettere-lezioni che ora ritroviamo rielaborate e pubblicate nell’agile volumetto “Mai più a distanza. Lettere agli studenti. Percorsi di vicinanza” (Youcanprint, 2021), un prezioso documento di un periodo che ci ha messo tutti a dura prova, ma in modo particolare gli insegnanti e ancor più gli studenti.

Avendo letto e apprezzato a suo tempo le lettere-lezioni di Lilia Bellucci, mi ha colpito molto il capitolo “Ore notturne” in cui l’autrice si mette a nudo, confessando le sue difficoltà e le sue paure nel territorio incognito della pandemia.

“Il giorno è colmo – confessa Bellucci – di interminabili connessioni di lavoro, a distanza. Non esiste più limite. I messaggi e le circolari arrivano fino a sera tardi e di domenica. Io vorrei studiare. Vorrei domani avere il cuore per fare innamorare gli alunni di questa letteratura. Eppure devo occuparmi di altro, di quelle formalità burocratiche, diventate essenziali, reti vischiose in cui il mio tempo è risucchiato e inasprito. La didattica sembra diventare ogni giorno più distante. Le piattaforme vacillano. Le telecamere invadono le nostre sensibilità. Sono queste le ‘ore notturne’ di cui ho paura. Non mi terrorizza la morte: fa parte della vita. È questa ora notturna che viviamo la mia paura più grande. È la cecità che ci allontana dall’amore per gli altri, per la vita, per la ricerca del senso. Si sopravvive e basta. È questa l’ora che ci trasforma in uomini cavi. Anche voi, ditemi, avete paura?”

Questi gli interessanti capitoli delle lezioni, del libro: La zona di confine; Chiusi in una stanza; Il controcampo; Elogio dell’errore in una testa ben fatta; Il miracolo economico; Iperconnessi ma a distanza; La scuola in trincea; Il nostro pane quotidiano; La città invisibile; La parola e il silenzio; La purificazione; L’arte del tradurre; Ore notturne; Quella gran voglia di una passeggiata; Un vaccino per l’iperconnessione; Usa il tuo talento.

Il libro è animato da grande passione, e conoscenza della letteratura ed è da leggere attentamente capitolo per capitolo.

Confesso che mi ha interessato particolarmente per la sua originalità quello de “Il nostro pane quotidiano”. Esordisce con l’invito agli studenti a svolgere un compito inusuale e molto formativo: confezionare con le proprie mani il pane e poi cuocerlo. Poi parte da questo atto per far scoprire agli studenti quanta vita, filosofia e letteratura è connessa con questo essenziale e vitale alimento.

Lilia Bellucci insegna nei licei. Ha collaborato all’ideazione di un sistema di guida museale, vincitore del premio “Imprenditori per il Giubileo del Duemila”. Ha pubblicato poesie in antologie di autori contemporanei. È autrice del romanzo Sulle rive del cuore (Aletti, 2019), dell’opera interartistica Voci dell’anima, del percorso lirico e fotografico Il senso delle cose, della video inchiesta Granelli di sabbia, del prosimetro Fiori di primavera. Tra Oriente e Occidente(Aracne 2020), del testo teatrale La provocazione di Medea. Abitare il sogno (Aracne 2020), dell’antologia Ero(t)ico portamento di gazza ladra (Kubera edizioni 2020). Ha esposto quadri materici e testi nel progetto Percorsi e linguaggi dell’immaginario. È stata finalista e vincitrice in concorsi nazionali e internazionali. Sperimenta in un antico borgo in Abruzzo Poesia sulla via.
Lilia Bellucci già in passato, mentre insegnava al Francesco d’Assisi di Centocelle, ha collaborato con la redazione di Abitare a Roma.

“Lettere agli studenti”, rubrica a cura della professoressa Lilia Bellucci


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