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Giovedì 11 Novembre 2021 15:11

Il mercatino dei valori ritrovati

Alla "Cittadella" Caritas di via Casilina Vecchia sabato prossimo si replica l'iniziativa di vendita di oggetti nuovi che provengono dai pacchi postali dimenticati. I proventi servono a finanziare l'Emporio e gli aiuti per le persone in difficoltà.

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Il mercatino dei valori ritrovati riapre i battenti sabato 13 novembre dalle 10 alle 13 alla Cittadella della Carità della Caritas, a Ponte Casilino.

Questa Cittadella è un luogo visibilissimo e nascosto, al contempo: quasi al centro della città, ma in una strada laterale, larga ma quasi invisibile, dove via del Mandrione diventa via Casilina Vecchia. Per i più adulti aggiungiamo che è vicinissima all’ormai chiuso Circolo degli Artisti (l’ultima sede, non quella storica della ex Centrale del Latte). Al numero 19 c’è la Cittadella.

“Casa Santa Giacinta” è scritto sui muri gialli di questo edificio lungo e largo, a due piani e con un ampio cortile interno, dove è presente anche una chiesetta, dedicata appunto alla santa in questione.
Ex deposito AMA, gli spazi all’interno del complesso comprendono edifici che dati in comodato d’uso nel 1989 dal Comune alla Caritas, che ne ha fatto asilo e dormitorio per uomini e donne (una ottantina in tutto, in linea di massima in proporzione 60/20), prevalentemente anziani e senza dimora.
La presenza dei senzatetto che orbitano intorno alla Caritas è già visibile nei bar di via Casilina, o sulle panchine del fazzoletto di verde che si trova a piazza Camerino.



Da dieci anni la Cittadella gestisce anche l’Emporio della carità: una sorta di supermercato destinato a famiglie in difficoltà, con tanto di casse automatizzate e carrelli, dove le famiglie possono prendere gratuitamente beni di prima necessità grazie a una sorta di carta di credito mensile, rilasciata da un centro di ascolto parrocchiale o diocesano. In un decennio di attività (il centro è nato con la crisi finanziaria globale), quasi 10mila famiglie hanno potuto usufruire dell’emporio, che si approvvigiona grazie a finanziamenti pubblici e donors privati, derrate alimentari Ue, raccolte dei volontari, e parte delle monetine di Fontana di Trevi.

Da circa tre anni l’Emporio ha aggiunto poi alle vendite solidali – quelle in cui vengono venduti oggetti donati da privati o istituzioni, e i ricavati vengono destinati al finanziamento del centro – il progetto Valori Ritrovati, realizzato con Poste Italiane: al Mercatino dei valori ritrovati vengono infatti destinati i pacchi postali anonimi o mai reclamati né dal mittente né dal destinatario. Pacchi originariamente destinati al macero, e per il cui smaltimento Poste Italiane si trovava a spendere ogni anno cifre significative.

Grazie all’intelligente intuizione di alcuni dipendenti delle Poste, ora questi pacchi dalla Campania, deposito di Nola, arrivano direttamente alla Cittadella e vengono messi in vendita. Il capannone interno ne è pieno: pallet e bancali pieni di prodotti di ogni genere e natura, alcuni ancora in attesa di essere disimballati, una sorta di maxi unboxing che riserva sorprese di ogni genere. Con queste vendite è stato possibile assumere tre ospiti del centro, che ora lavorano proprio al progetto.



“Il problema principale sono gli spazi: abbiamo talmente tante merci da vendere ma non sufficiente spazio per distribuirle efficacemente, pure se il capannone è molto grande”, racconta Francesco, un volontario, girando tra gli scaffali e le tante cose che si trovano sparse un po’ ovunque.
Francesco si occupa dello stoccaggio delle merci, e della loro organizzazione funzionale, assieme alla moglie Maria, che invece fa da venditrice i giorni dell’apertura. “Purtroppo il Covid ha complicato tutto, anche qui: prima potevamo aprire più spesso, e far entrare le persone nel capannone a scegliere altri oggetti rispetto a quelli che riuscivamo a mettere sulle bancarelle; ora dovremmo far entrare una persona per volta, impossibile”, spiega mentre si dedica alla sistemazione delle merci e alla preparazione dei cartelli sul banco.

Questa volta Maria si occupa di articoli per la casa, la prossima vota chissà. In effetti il capannone è un vero e proprio hub di oggetti abbandonati, tutti nuovi e in perfetto stato: cyclette, biciclette di ogni tipo, chiavette USB da 1 tera, trucchi, unghie finte, oggettistica per la cucina degna della rubrica “Mai più senza” di Cuore (sempre per i più adulti), cancelleria, bigiotteria, … insomma, difficile fare un elenco esaustivo persino solo per categoria, ma tutto quello che può venire in mente c’è, o quasi. E fa proprio l’effetto “busta sorpresa” aprire questi pacchi e scoprire articoli destinati a usi misteriosi, che in alcuni casi necessitano attività di studio supplementare prima di poter essere messi in vendita (anche perché spesso le istruzioni/indicazioni sono solo in cinese…). Ogni articolo viene poi cercato sul web (fonte principale: Amazon) e rivenduto a un terzo circa del prezzo online.

E – diciamocelo – sarà pure solidarietà pelosa, ma chi esce di lì con la bustina bianca di carta che ti viene data all’ingresso piena di cose, se ne va con la coscienza in pace di chi ha fatto non dico una buona azione, ma almeno un’azione doppiamente buona, perché ha comprato oggetti destinati al macero e sa anche che il ricavato verrà destinato al centro e ai suoi abitanti e frequentatori.

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