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Mercoledì 22 Dicembre 2021 18:12

Francesco Lo Voi alla guida della procura di Roma

Fumata bianca per Francesco Lo Voi, da oggi alla guida della Procura di Roma. Il plenum del Csm lo ha eletto con 19 voti favorevoli su 24. Francesco Lo Voi alla guida della Procura di Roma Lo Voi, 64 anni, succede a Michele Prestipino, che ha guidato gli uffici di piazzale Clodio in qualità di…
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Fumata bianca per Francesco Lo Voi, da oggi alla guida della Procura di Roma. Il plenum del Csm lo ha eletto con 19 voti favorevoli su 24.

Lo Voi, 64 anni, succede a Michele Prestipino, che ha guidato gli uffici di piazzale Clodio in qualità di reggente per due anni e mezzo. Il precedente procuratore capo Giuseppe Pignatone aveva infatti lasciato l’incarico nel maggio 2019. Nel marzo del 2020 il Csm aveva nominato Prestipino procuratore capo, ma sia Francesco Lo voi sia il procuratore capo di Firenze Marcello Viola avevano presentato ricorso al Tar, che riconobbe le loro istanze.

Viola era tra i candidati per la guida della procura di Roma, ma le manovre di altri magistrati, primo tra tutti Luca Palamara, ed esponenti politici per nominarlo a sua insaputa procuratore capo di Roma a sua insaputa ne hanno danneggiato l’immagine. Oggi nel corso delle votazioni Viola ha ricevuto solo due voti. Altri tre componenti del Csm chiamati a votare si sono astenuti.

In magistratura dal 1981, Lo Voi ha iniziato la sua carriera in magistratura come pretore a Sanluri: poi è stato giudice a Caltanissetta, pretore a Palermo e, dal 1990, pm nel capoluogo siciliano, dove ha anche svolto funzioni di sostituto procuratore generale.

Tra il 2002 e il 2006 Lo Voi è stato consigliere al Csm, per poi rientrare in ruolo come sostituto procuratore generale in Cassazione. Un’altra lunga esperienza fuori ruolo, dal 2010 al 2014, lo ha visto impegnato a L’Aja come membro nazionale di Eurojust. Il 30 dicembre 2014 è diventato procuratore della Repubblica a Palermo.

Incaricato di indagare sulla mafia corleonese, fu tra coloro che coordinavano la caccia a Giovanni Brusca. E per lui (e per Pignatone) a febbraio 1996 l’attuale pentito, oggi libero, aveva riservato un missile per fare saltare l’aula bunker di Bologna in cui doveva deporre Di Maggio.

L’attentato non ci fu, Brusca venne catturato di lì a poco e Lo Voi ha proseguito la sua carriera, dopo avere fatto parte del pool di Gian Carlo Caselli, prima alla Procura generale della Corte d’appello di Palermo e poi nello stesso ufficio in Cassazione.

A Palermo Lo Voi ha collezionato una serie di indagini che hanno enormemente ridimensionato il braccio militare della mafia, trasformandola in una serie di bande di delinquenti comuni che si sparano fra di loro per un incidente stradale.

Mafia non sconfitta, ha però tenuto a sottolineare più volte, perché ancora attivissima sul fronte del pizzo e capace di intercettare le risorse e i fondi che arrivano dall’Europa e che arriveranno col Pnrr.

Pragmatico e poco portato a ipotizzare scenari troppo ampi e difficilmente dimostrabili, ha sempre preferito colpire con estrema durezza dove ha ritenuto di poter ottenere condanne.

Così è stato nell’inchiesta sulla corruzione nella sanità siciliana, in cui tutti i protagonisti sono stati ritenuti colpevoli. Lascia Palermo con un’altra indagine che ha dell’incredibile: i tre fermi eseguiti ieri per le false vaccinazioni. E a Roma sa che pure per un duro come lui non sarà facile.

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