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Martedì 4 Gennaio 2022 06:01

L’assessore Lucarelli sui tavoli all’aperto: proroga subito, controlli con calma

In un'intervista a Il Tempo, la responsabile del commercio annuncia la proroga della normativa emergenziale mentre per la lotta agli abusi si è ancora a carissimo amico

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In un’intervista a
Il Tempo
l’assessore al commercio del Comune di Roma, Monica Lucarelli, delinea un possibile percorso per le cosdiddette “OSP emergenziali“, ossia le nuove pedane e i tavolini spuntati un po’ ovunque a Roma per compensare i locali della perdita di spazio all’interno, causa COVID-19.

 

I punti salienti forniti dall’assessore sono:

  • il fatto che il Comune abbia recepito la proroga dello stato emergenziale decretata dal governo ed abbia quindi esteso il regime OSP emergenziale fino a fine marzo 2022,
  • finita l’emergenza i locali ricominceranno a pagare le concessioni senza subire aumenti,
  • una volta finita l’emergenza non si tornerà ad una situazione pre-COVID-19 riguardo le OSP, ma andranno trovate “regole-ponte” in attesa del nuovo regolamento che verrà predisposto,
  • gli abusi e i semi-abusi (?!?), tollerati finora per via del COVID-19, ricominceranno ad essere perseguiti e per farlo sono state richieste risorse aggiuntive.
 

Nella sostanza le parole dell’assessore significano che la situazione rimarrà quella che vediamo sulle strade, senza che praticamente si potrà fare alcun controllo. Le migliaia di pratiche di nuove OSP presentate in base alla normativa emergenziale non sono state infatti lavorate dall’ufficio commercio del Municipio I, quello più impattato, per cui i vigili continueranno a non poter fare alcun controllo. E dire che di casi da sanzionare, anzi da rimuovere immediatamente, ce ne sono in abbondanza, come da noi documentato
qualche giorno fa
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In mancanza di un’azione decisa per riprendere pian piano il controllo di una situazione che è esplosa senza regole, le dichiarazioni dell’assessore servono solo a mostrare delle buone intenzioni che però non sono accompagnate da fatti concreti.

Un fatto concreto sarebbe, ad esempio, l’istituzione immediata di una task force che lavorasse in tempo brevissimi tutte le pratiche OSP, cominciando a mettere ordine nella materia.

 

Un ulteriore segnale a dimostrazione che l’attuale amministrazione non vuole affrontare il problema OSP, preferendo lasciarlo decantare, è il fatto che l’assessore non si è neanche degnata di rispondere alla lettera che un cospicuo numero di associazioni di cittadini le hanno inviato sul tema. In perfetta continuità col suo predecessore, l’assessore Lucarelli interloquisce con le sole associazioni di categoria, ignorando quelle dei cittadini che in definitiva promuovono l’interesse pubblico, troppo spesso dimenticato dall’amministrazione capitolina.

 

Un paio di passaggi dell’intervista preoccupano anche. Anzitutto la sottovalutazione, da parte dell’assessore, del problema delle centinaia di posti auto regolari spariti per far posto alle nuove OSP; togliere dalla sera alla mattina un gran numero di posti regolari, significa costringere i cittadini a trovare posti “alternativi” dove lasciare la propria automobile, un incentivo implicito alla sosta selvaggia. Nel momento in cui si è deciso che le nuove OSP dovessero avere la priorità, andava pensata una soluzione per la drastica riduzione della sosta regolare, ad esempio aumentando le tariffe della sosta, privilegiando quindi i residenti, oppure stabilendo delle priorità per questi ultimi.

L’altro passaggio riguarda i Piani di Massima Occupabilità (PMO), laddove l’assessore dichiara che interverranno sui PMO di loro competenza, ignorando forse che grazie al genio di Andrea Coia la gestione dei PMO è ora tutta comunale. E visto che è stata lo stesso assessore a citare piazza Navona, le segnaliamo che il PMO di quella piazza, redatto a suo tempo dall’Ufficio Città Storica, sarebbe in gran parte da rivedere, non prevedendo, ad esempio, il distacco degli arredi dagli edifici vincolati (che sono la gran parte in piazza Navona).

 

Non una buona partenza per l’assessore Lucarelli: pochi fatti, qualche buon proposito, chiusura totale nei confronti dei cittadini e idee molto poco chiare.

 

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