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Giovedì 5 Maggio 2022 16:05

L’ascolto e la visione

da 03/05/22 a 31/08/22

ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

La mostra fotografica e multimediale a cura di Gianfranco Spitilli, è dedicata all’archivio e alle attività del parroco Don Nicola Jobbi nella montagna teramana a partire dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento.
A partire dagli anni Settanta l’ICCD ha rivestito un ruolo di centrale importanza nelle attività di documentazione e catalogazione del patrimonio etnoantropologico sul territorio nazionale, promuovendo, supportando e coordinando l'elaborazione di metodologie per il rilevamento e la descrizione di questa tipologia di beni culturali. Esperienze come l’importante lavoro di ricerca e documentazione portato avanti da Don Nicola Jobbi costituiscono dunque fonti preziose per la conoscenza del patrimonio, offrendo sollecitazioni che possono ispirare e alimentare le progettualità degli attori istituzionali deputati alla sua tutela e valorizzazione.

A due anni dall’ordinazione sacerdotale Jobbi scopre la sua vocazione etnografica nel contatto con la comunità di Cerqueto di Fano Adriano, piccolo paese di pastori adagiato sopra un declivio roccioso nel fianco meridionale dell’Alta Valle del Vomano, dove si trasferisce con gli anziani genitori dalla fine del 1963 in seguito all’incarico pastorale ricevuto. Fondatore del primo museo etnografico abruzzese proprio a Cerqueto, nel 1964, Don Nicola Jobbi è stato anche un pioniere nel campo della ricerca etnomusicologica e antropologica, documentando, fra i primi e con un approccio intensivo favorito dalla sua permanenza stabile in montagna, la cultura orale di numerose comunità dell’area del Gran Sasso e dei Monti della Laga, in particolare quelle dove risiedeva o che frequentava assiduamente.

La mostra, articolata in quattro sezioni (Una formazione multipla, La scoperta della montagna, Don Nicola in azione, Ascolti e visioni), propone in successione narrativa fotografie, documenti sonori, video, installazioni sonore (accessibili tramite QRcode) che raccontano le origini di Don Nicola Jobbi, la sua formazione, il suo avvicinamento alla montagna, la sua passione etnografica, indissociabile dalla vocazione pastorale, dall’impegno religioso e sociale di parroco, e i tanti incontri che ne hanno nutrito e orientato nei decenni l’azione istintiva.

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