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Giovedì 23 Giugno 2022 13:06

Terremoto in Afghanistan: si aggrava il bilancio delle vittime



Sale a mille il numero dei morti: 1.500 i feriti. Filippo Grandi (Unhcr): «Tragedia che si aggiunge alla crisi umanitaria». L'impegno di Emergency e Unicef

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Si aggrava il bilancio – ancora provvisorio – delle vittime del sisma che la sera del 21 giugno, alle 22.54, ha colpito il sud est dell’Afghanistan: circa mille i morti e 1.500 i feriti, solo nella provincia di Paktika. Centinaia le case distrutte, riferiscono fonti locali. L’epicentro del terremoto, di magnitudo 5,9, a circa 150 chilometri dalla Capitale Kabul. Le scosse sono state avvertiti fino a un raggio di 500 chilometri, soprattutto in Pakistan – dove però sembra che non abbiano provocato danni -, ma anche in Iran e India.

Immediato l’intervento dell’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha dispiegato il proprio personale nelle aree più colpite delle province di Pakitika e Khost dal proprio ufficio sul campo di Gardez. Attualmente l’attenzione si concentra sulle operazioni di ricerca e salvataggio per trovare i sopravvissuti. «Le autorità provvisorie hanno lanciato un appello per un’assistenza umanitaria immediata – riferiscono – e l’Unhcr sta accorrendo con forniture e personale per assistere la popolazione colpita, in collaborazione con altri partner umanitari». Nelle parole dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi, «è straziante vedere questa tragedia in Afghanistan, che si aggiunge alla crisi umanitaria che gli afghani stanno affrontando ogni giorno. Esprimo le mie più sentite condoglianze al popolo afghano – aggiunge – e in particolare a coloro che hanno perso amici e familiari in questo orribile disastro naturale. L’Unhcr è al fianco degli afghani in questo momento difficile e farà tutto il possibile per fornire assistenza alle persone colpite», assicura l’Alto Commissario. L’Afghanistan, da quasi un anno di nuovo in mano ai talebani, vede oggi circa 3,5 milioni di persone sfollate all’interno del Paese. E crescono sempre più i livelli di povertà e fame, con i servizi sociali sottoposti a un’immensa pressione. «Questa tragedia evidenzia ancora una volta che gli afghani hanno bisogno della solidarietà e del sostegno del mondo», aggiunge ancora Grandi.

Mobilitata in Afghanistan anche Emergency. «Abbiamo inviato sette ambulanze e staff nelle zone più vicine al terremoto per supportare i soccorsi in loco e trasportare i feriti nei nostri centri di primo soccorso adiacenti alla zona colpita, in particolare nei distretti di Ghazni e Andar nella provincia di Paktika dove il terremoto ha provocato il maggior numero di vittime», spiega in una nota Stefano Sozza, responsabile dell’organizzazione nel Paese. Si teme però che il bilancio delle vittime sia destinato a crescere, «perché molte persone potrebbero essere rimaste bloccate sotto gli edifici crollati», informa. Per Sozza, «questa ennesima tragedia non fa che peggiorare ancora una volta la condizione di fragilità e difficoltà economica e sociale in cui da mesi versa l’Afghanistan. Ora si renderà ancor più necessario sbloccare e aumentare tutti gli aiuti umanitari necessari al Paese».

Intanto le autorità locali «di fatto hanno richiesto il supporto di team dell’Unicef e di altre agenzie delle Nazioni Unite che stanno unendo gli sforzi per valutare la situazione e rispondere ai bisogni delle comunità colpite», afferma Mohamed Ayoya, rappresentante Unicef in Afghanistan. Il Fondo Onu per l’infanzia, rende noto il referente, «ha impiegato diversi team mobili per la salute e la nutrizione per fornire primo soccorso a coloro che sono rimasti feriti. L’Unicef sta anche distribuendo aiuti di base comprese attrezzature per cucinare, aiuti per l’igiene come sapone, detergente, asciugamani, assorbenti e secchi per l’acqua, vestiti caldi, coperte, tende e teloni. Siamo solidali con i bambini e le famiglie colpite in questo momento difficile», aggiunge.

Già prima del terremoto erano 22,8 milioni gli afghani che soffrono la fame, secondo i dati del Programma alimentare mondiale. Il Paese si trova sull’orlo di un collasso economico, con la moneta locale ai minimi storici e i prezzi del cibo in aumento. Secondo i dati dell’organizzazione delle Nazioni Unite, la malnutrizione acuta è sopra la soglia di emergenza in 27 delle 34 province, e si prevede che peggiorerà, con quasi la metà dei bambini al di sotto dei cinque anni e il 25 per cento delle donne incinte e che allattano che hanno urgente bisogno di sostegno nutrizionale salvavita.

23 giugno 2022

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