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Lunedì 11 Luglio 2022 16:07

“La Raggi massacrata e finita sotto scorta, a Gualtieri invece perdonano tutto”. Parla il consigliere capitolino Ferrara: dai media due pesi e due misure

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La Raggi massacrata e finita sotto scorta. “Quando Gualtieri sbaglia cercano di giustificarlo. Quando incolpa qualcun altro di quello che succede in città, pendono dalle sue labbra. Fa specie però che quando si parla di incendi criminali si dia subito retta a lui, mentre per anni si è derisa una donna finita sotto scorta per aver lottato contro i Casamonica”. Sono le parole di Paolo Ferrara consigliere capitolino del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’Assemblea capitolina. Lo abbiamo raggiunto per ragionare su come sia cambiata la narrazione sulle colpe e sulle cause di quello che succede nella Capitale, partendo dagli ultimi incendi che hanno colpito Roma.

A Roma è emergenza incendi. Sono quattro quelli che hanno devastato, in meno di un mese, la Capitale. Quando Virginia Raggi denunciava la possibile mano criminale dietro eventi del genere si urlava subito al complotto, adesso questa opzione non sembra più così remota. Lei, che è stato consigliere anche durante l’amministrazione Raggi, nota un cambio di atteggiamento? Non solo narrativa, ma anche da parte della Procura, che ora ha aperto un’indagine a riguardo.
“Sicuramente la maggior parte dei media ha avuto un cambio di registro: con Gualtieri mostrano una clemenza che mai e poi mai avrebbero concesso a Virginia. Quando lui sbaglia cercano di giustificarlo. Quando incolpa qualcun altro di quello che succede in città, pendono dalle sue labbra. E questa è una cosa che hanno notato tutti, persino i suoi sostenitori, e crea molto imbarazzo. Fa specie però che quando si parla di incendi criminali si dia subito retta a lui, mentre per anni si è derisa una donna finita sotto scorta per aver lottato contro i Casamonica”.

Il sindaco Roberto Gualtieri è convinto che dietro questi eventi ci sia la mano dell’uomo. I magistrati al momento non escludono alcuna pista, ma, secondo lei, l’origine dei roghi dovrebbe essere ricercata anche nella situazione di degrado in cui versa la Capitale?
“Ovviamente è qualcosa che sta alla magistratura stabilire. In base alla mia esperienza però posso dire che alla criminalità il degrado conviene, ci lucra, e ha tutto l’interesse a mandare Roma nello sfacelo. Pensi a un parco pubblico: se i cittadini lo frequentano e lo curano, è un presidio di benessere e legalità. Se resta sporco e abbandonato, la criminalità può trasformarlo in una discarica abusiva o in una piazza di spaccio. Dove le istituzioni falliscono, prosperano i clan”.

L’Arpa Lazio ha comunicato che i valori delle diossine nell’aria sono superiori ai limiti. Come dovrebbe agire adesso il Campidoglio. Quali dovrebbero essere i passi da compiere e quali le misure da mettere in campo per prevenire altri eventi del genere?
“Con Virginia Raggi abbiamo affrontato il momento più duro del Covid e abbiamo capito una cosa: quando si tratta della salute dei cittadini, la politica deve mettere da parte i protagonismi. Se la diossina ha superato i limiti, il Campidoglio deve ascoltare gli esperti e fare di tutto per togliere dall’aria questa sostanza cancerogena. Poi la prevenzione: controllare un territorio grande come Roma sembra impossibile, ma la tecnologia ci può aiutare. Nella nostra Amministrazione abbiamo installato tantissime fototrappole contro lo sversamento di rifiuti illeciti. Applichiamo questa soluzione anche agli incendi e controlliamo le zone più vulnerabili del nostro territorio; oppure studiamo altri metodi, come l’uso dei droni”.

Dopo l’incendio divampato sabato scorso in zona Centocelle, l’ex sindaca Virginia Raggi con un post su Facebook è ritornata sulla necessità, già espressa più volte durante il suo mandato, di delocalizzare gli autodemolitori. Proprio a ottobre scorso la Corte Costituzionale aveva emesso una sentenza con cui evidenziava le colpe della Regione Lazio per aver scaricato sul Comune la gestione degli autodemolitori…
“Ma questa è la coerenza Zingarettiana: ci ha chiuso le porte in faccia per cinque anni, su qualsiasi tema, tanto sapeva che la colpa sarebbe ricaduta su “Virginia”! Quello degli autodemolitori è un tema, ma vogliamo parlare dei cinghiali? La gestione della fauna selvatica è competenza regionale. Vogliamo parlare dei rifiuti, o della Roma-Lido? La lista è lunga. Su quasi ogni problema che Roma sta vivendo adesso, Zingaretti ha una parte di colpa, semplicemente perché non ha mai fatto nulla per collaborare. Ma ora che al Campidoglio c’è “l’amico suo”, dovrà iniziare a muoversi. A meno che non decida di fare melina finché non arrivano le elezioni regionali: sarebbe proprio da lui!”.

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