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Venerdì 15 Luglio 2022 04:07

Che caciara!

CHE VOR DÌ? CHE CACIARA! / Storie e leggende dei motti romaneschi

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“Ao e mo basta! State a fa ‘na caciara!” La confusione, a Roma, ha da tempo immemorabile uno strano e apparentemente incomprensibile legame col formaggio, il cacio. Una confusione a volte simpaticamente chiassosa, altre volte infida, come quando qualcuno “la butta in caciara” per confondere le acque.

Ma perché si dice “caciara”? L’etimologia è incerta e discussa. Non serve però un occhio particolarmente esperto per leggerci dentro il cacio, il formaggio. Infatti, anche se la ricostruzione più accreditata vuole che il termine sia un’alterazione di ‘gazzarra’, è probabilmente uno di cui casi in cui un’assonanza con un termine simile, cioè la “caciara” intesa come il luogo dove si fa il cacio, abbia agevolato il successo di questa espressione dialettale.

Le “caciare” o “caciaie” erano delle particolari costruzioni diffuse soprattutto nell’Italia centrale, Si trattava di strutture semplicissime, molto simili per tipologia costruttiva ai trulli o ai nuraghi sardi. Venivano utilizzate dai pastori come un luogo, condiviso con altri colleghi, dove poter riporre gli attrezzi, rifugiarsi in caso di mal tempo e, soprattutto, far stagionare i formaggi ricavati dal latte delle pecore.

Non tutto andava sempre per il meglio, però: a volte scoppiavano furibonde liti fra i pastori. Poteva capitare, infatti, che i coabitanti delle costruzioni litigassero e ricorressero alle mani per risolvere piccoli furti di attrezzi o di formaggi. Da qui l’associazione mentale fra la caciara e la confusione.

C’è però anche una diversa teoria, associata a un ruolo significativo che il caciaro spesso svolgeva. Questi provvedeva ogni mattina alla sveglia della comunità, uscendo dalla capanna e battendo ritmicamente con un bastone sul fondo di un secchio. Da qui l’identificazione del caciaro e della “caciara” con una fastidiosa confusione.

Una terza ipotesi, invece, lega il termine “caciara” al fatto che nella caciara, prima di essere lasciati a stagionare, i formaggi venissero spesso sbattuti e rivoltati sulle assi di stagionatura. Ciò produceva molto rumore. Da qui la definizione di “caciara” come sinonimo di luogo chiassoso.

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