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Giovedì 4 Agosto 2022 08:08

De Donatis ai sacerdoti: l’invito a «riflettere insieme sul nostro ministero»

De Donatis Grazie per la preghiera
De Donatis Grazie per la preghiera
Nella memoria di san Giovanni Maria Vianney, la lettera ai presbiteri della diocesi e l'invito a «riscoprire insieme il dono della verginità, come chiamata all’amore fecondo e come dono da ricevere da Dio e da accogliere con l’apertura totale del cuore»

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De Donatis Grazie per la preghiera
De Donatis Grazie per la preghiera
Nel cuore dell’estate, il cardinale vicario Angelo De Donatis rivolge il suo messaggio ai sacerdoti delle diocesi di Roma. L’occasione è la memoria liturgica di san Giovanni Maria Vianney, il 4 agosto. L’obiettivo: «Rendere grazie a Dio con te del dono del sacerdozio». Nel tempo «dei campi-scuola, delle vacanze comunitarie, dei ritiri e dei pellegrinaggi» – forse « il tempo in cui sperimentiamo anche un po’ di solitudine e di desiderio di fraternità, di rapporti autentici, di amicizie vere» e per alcuni «anche un tempo di difficoltà e di prova» – il vicario del Papa rivolge a tutti il suo affetto e la sua preghiera. «Con alcuni di voi – ricorda – ho condiviso dei bei giorni a Soraga, in Val di Fassa e, negli incontri pomeridiani che abbiamo avuto, è emerso che, con i vari “cantieri” che siamo chiamati ad aprire nel secondo anno di cammino Sinodale, ci sia la proposta di un “cantiere” dei sacerdoti, un invito cioè a riflettere insieme sul nostro ministero in questo tempo, sulle gioie e le sofferenze, sulle speranze che ci muovono e le difficoltà che incontriamo».

In particolare, il porporato evidenzia l’importanza di «riscoprire insieme il dono della verginità, come chiamata all’amore fecondo e come dono da ricevere da Dio e da accogliere con l’apertura totale del cuore». Nel tempo del cammino sinodale, rileva, «l’invito per noi sacerdoti a diventare vergini è una chiamata affinché la Chiesa di Roma sia rigenerata nell’Amore e nei tempi difficili che stiamo vivendo risplenda un rinnovato segno di Bellezza, nella consapevolezza che non sono più io che vivo ma Cristo vive in me e ha dato la vita per me. E, attraverso di me, sacerdote, continua a dare la vita a tutti».

In questo senso, De Donatis cita «un bel testo in cui mi sono imbattuto qualche tempo fa: “Il fine fondamentale del celibato sacerdotale è diventare persone vergini. Virgo è termine imparentato con virgulto. Verginale è ciò che sta per fiorire, l’alba della vita. Si racconta che le donne di Assisi, appena nasceva loro un figlio, lo portassero da Santa Chiara perché lo tenesse in braccio e lo benedicesse. In lei vedevano quasi il modello della maternità spirituale! Non si tratta solo di rimanere casti, ma di diventare vergini donando la vita agli altri; e, dopo averla passata, lasciare serenamente che le persone si allontanino da noi. Verginità è anche sganciare, è vivere contenti del fatto che qualcuno possa essere felice grazie a me, e senza di me! Si può essere celibi senza diventare mai casti, si può essere casti senza mai diventare vergini».

4 agosto 2022

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