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Giovedì 15 Settembre 2022 05:09

Luciano Ciocchetti: «Ridare fiato alle imprese e meno burocrazia»

Classe 1958, Luciano Ciocchetti è uno di quelli che la politica l’ha scelta per vocazione, fin da quando poco più che ventenne fu eletto consigliere nella XII Circoscrizione (oggi IX Municipio). Luciano Ciocchetti: «Ridare fiato alle imprese e meno burocrazia» Il radicamento sul territorio è un’altra delle sue caratteristiche. In corsa alla Camera con FdI…
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Classe 1958, Luciano Ciocchetti è uno di quelli che la politica l’ha scelta per vocazione, fin da quando poco più che ventenne fu eletto consigliere nella XII Circoscrizione (oggi IX Municipio).



Il radicamento sul territorio è un’altra delle sue caratteristiche. In corsa alla Camera con FdI nel collegio uninominale Roma 6, che comprende i Municipi XI, XII e il Comune di Fiumicino, spiega quelli che secondo lui sono i temi locali da portare nell’agenda politica nazionale.

Iniziamo dalla Capitale, schiacciata come tutte le città d’Italia dal caro energia, ma che soffre più di altre per la sua vocazione turistica e ricettiva.
Roma rappresenta l’Italia nel mondo, anche se il problema è generale. Ma tra le strade della Capitale il problema è più visibile. Penso non solo ai commercianti, ma alle attività artigianali e ricettive. In una città che vive soprattutto di turismo le saracinesche di pizzerie e ristoranti che non riaprono salta agli occhi. Alla politica nazionale spetta il ruolo di alleggerire questo peso, innanzitutto separando il costo dell’energia dal costo del metano. Se è vero che il gas oggi ha raggiunto costi altissimi è altrettanto vero che incide per il 40% sulla produzione di energia elettrica in Italia.

Un altro problema che riguarda tutto il Paese ma che a Roma assume dimensioni titaniche è la burocrazia. Come intervenire?
Per quanto riguarda Roma la prima cosa che mi viene in mente è la sovrapposizione di competenze delle varie Soprintendenze. L’esigenza è quella di tutelare il territorio, ma il risultato è quello di paralizzare investimenti e infrastrutture. In Parlamento occorre fare una battaglia per riformare il Codice dei Beni Culturali. Oggi questi enti hanno un potere discrezionale eccessivo e si rifanno a centinaia di norme spesso in contraddizione tra loro. Di conseguenza un’opera semplice come un tram che colleghi centro e periferie resta sulla carta.

Campi rom. Recentemente ha dichiarato che l’insediamento di via Candoni va chiuso immediatamente. Un tema decisamente locale che però sembra starle a cuore.
Il tema sta a cuore a molti romani, non solo a chi abita alla Magliana. C’è un campo rom accanto a un importante deposito Atac, dove gli autisti temono di uscire sugli autobus che vengono presi a sassate. Dove i furti delle scorte di carburante sono all’ordine del giorno. Dove gli utenti del trasporto pubblico hanno paura a prendere i mezzi. Se ci spostiamo in via di Salone, fuori dal mio collegio elettorale, c’è una stazione ferroviaria dove i viaggiatori preferiscono non andare. La politica nazionale ha il dovere di governare questi fenomeni, contrastando l’immigrazione clandestina.

Lei è candidato anche nel collegio che comprende il comune di Fiumicino. Quali e quante sono le istanze di questo territorio?
Non saprei nemmeno da dove iniziare. Intanto c’è da affrontare il futuro di ITA. L’aeroporto di Fiumicino è il più importante d’Italia, e sono centinaia le richieste di dotare l’Italia di una compagnia di bandiera forte e in grado di generare lavoro. Poi c’è la questione del porto commerciale. Civitavecchia non regge più il traffico di grandi navi da crociera che approdano nel Lazio. C’è da lavorare per favorire un’infrastruttura importante. Se parliamo di Fiumicino dobbiamo pensare a un comune marittimo che in pochi decenni è arrivato a 85 mila abitanti e che nelle previsioni arriverà a 110mila residenti. Un territorio ricco di potenzialità che la politica nazionale deve promuovere.

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