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Giovedì 22 Settembre 2022 08:09

Influenza “australiana”: identificati al Bambino Gesù i primi casi



Sono 16 bambini, arrivati al Pronto soccorso per problemi all'apparato respiratorio. Villani (Dea): «Vaccinare tutti i piccoli, soprattutto se fragili, contro virus influenzale e Covid»

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Identificati all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma i primi casi di contagio da virus influenzale “australiano”. Si tratta di 16 bambini, arrivati al Pronto soccorso dell’ospedale da fine giugno a ieri, 21 settembre, per problemi all’apparato respiratorio. La conferma arriva dai ricercatori dell’Area di microbiologa e diagnostica di immunologia dell’ospedale che hanno analizzato il profilo molecolare dei patogeni contratti dai piccoli pazienti. In tutti i casi è stato rintracciato il virus H3N2, uno dei principali responsabili della cosiddetta influenza “australiana”. Dal 1° ottobre, informano, in Italia partirà la somministrazione del vaccino aggiornato che prevede la copertura anche per il ceppo H3N2.

Nelle parole di Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologa e diagnostica di immunologia del Bambino Gesù, «la caratterizzazione di un virus è un’indagine di laboratorio che ci consente di scoprirne le caratteristiche e di capire se si tratti di un patogeno sconosciuto o già noto. Nei nostri pazienti è stato individuato l’H3N2, una tipologia relativamente comune che circola negli anni. L’ondata di contagi, partita con circa 6 mesi di anticipo dall’emisfero meridionale, inclusa l’Australia, si preannuncia intensa anche in Italia, già raggiunta dal virus fin dall’inizio dell’estate». I sintomi sono quelli “classici”: stanchezza, dolore a ossa e muscoli, febbre e problemi all’apparato respiratorio e gastro-intestinale, «ma nei soggetti a rischio e in caso di comorbilità la malattia può avere effetti più gravi», sottolinea Alberto Villani, direttore del Dipartimento di emergenza, accettazione e pediatria generale. La raccomandazione quindi è di «vaccinare contro l’influenza tutti i bambini, soprattutto se fragili, a partire dai 6 mesi di età. Il vaccino – prosegue Villani – è uno strumento sicuro per proteggere sia loro che i soggetti più a rischio del nucleo familiare».

La stagione influenzale, iniziata con anticipo anche in Italia – dato che il primo caso è stato individuato al Bambino Gesù già a fine giugno -, potrebbe infatti sovrapporsi a una nuova ondata di contagi Covid per i quali, a livello internazionale, si stanno predisponendo vaccini aggiornati. «La doppia vaccinazione, antinfluenzale e anti-Covid, è particolarmente importante e indicata per tutte le fasce di popolazione più fragili – ancora le parole di Villani -. I vaccini ci proteggono non solo dalle forme gravi della malattia ma anche e soprattutto dal rischio di esito mortale che purtroppo non si può escludere».

22 settembr 2022

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