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Martedì 3 Gennaio 2023 14:01

I Papi e il Monte Soratte

di Oreste Malatesta   Paolo VI, quando, 50 anni fa, venne a celebrare la messa di Natale tra i minatori del Soratte, ricordò l’interesse dei Papi per la Montagna Sacra che, fin dai primi secoli del cristianesimo, fu un possedimento (commenda) del vescovo di Roma; il quale l’affidò all’Abate delle Tre Fontane, come Commendatario pontificio. […]

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di Oreste Malatesta

 

Paolo VI, quando, 50 anni fa, venne a celebrare la messa di Natale tra i minatori del Soratte, ricordò l’interesse dei Papi per la Montagna Sacra che, fin dai primi secoli del cristianesimo, fu un possedimento (commenda) del vescovo di Roma; il quale l’affidò all’Abate delle Tre Fontane, come Commendatario pontificio. Il passaggio formale del monte Soratte alla Diocesi di Civita Castellana è avvenuto alla fine degli anni ‘70.

Francesco Saverio Rinaldi nel suo poema IL SORATTE ILLUSTRATO, ci indica alcuni dei grandi pontefici romani che provarono maggiore attenzione verso la Montagna Sacra.



Papa Silvestro, ebbe una cura particolare del Soratte perché vi dimorò durante le persecuzioni di Diocleziano. Con l’Editto di Costantino del 313, il riconoscimento del cristianesimo come religione ammessa in tutto l’impero, fece tornare Silvestro a Roma, ove divenne papa nel 314. Come segno della pace religiosa realizzata, Costantino fece costruire sul Soratte una chiesa dedicata ai SS Pietro e Paolo. Nel 362 questa chiesa fu distrutta per disposizione dell’imperatore Giuliano l’Apostata, che tentò di reintrodurre i riti pagani. Tanta era l’importanza del Soratte nella comunità cattolica, che papa Damaso fece ricostruire la chiesa e il cenobio distrutti pochi anni prima dai rigurgiti neopagani.



Gregorio (magno) si rifugiò sul monte Soratte quando fu eletto papa nel 588. Non voleva fare il papa perché preferiva vivere da monaco: per questo si nascose in una grotta del Soratte, scappando dall’Urbe, senza dire a nessuno dove sarebbe andato. Ma non riuscì a sfuggire alla divina chiamata. Infatti, sopra quella grotta, tutte le notti, compariva una colonna di fuoco, che attirò l’attenzione delle popolazioni circostanti e di chi l’aveva eletto. San Gregorio conosceva bene la geografia del Soratte, anche perché, da monaco benedettino, raccontò, nei DIALOGHI, anche la vita di San Nonnoso.

Dopo che i Longobardi ariani di Liutprando distrussero nuovamente, nel 740, i luoghi sacri del Soratte, papa Zaccaria affidò la loro ricostruzione ad un principe dei Franchi, Carlomanno, il quale rinuncio al trono di Re per farsi monaco benedettino sul Soratte.

Tanti altri papi dall’antichità arricchirono la Commenda pontificia del Soratte. Tra questi il Rinaldi ricorda, oltre ai sopra citati, anche i seguenti papi:

San Gregorio II, nel 727, affidò al monastero di S. Silvestro sul monte Soratte il podere Canciano dell’Ente Massa Castellana, Patrimonio della Tuscia.

Gregorio IV, nell’827, arricchì il monastero di doni e di più solide strutture architettoniche.

Leone IV, nell’851, ampliò la basilica su nuove fondamenta.

Stefano VI, nell’896, fece dono di preziosi strumenti liturgici.

Onorio IV, nel 1286, affidò la difesa dell’Abazia di S. Silvestro e S Andrea in Flumine a Pietro Capoccia, vescovo di Ancona.

Pasquale II, nel 1107, ritiratosi con il collegio dei cardinali sul Soratte, vi incontrò l’imperatore Enrico V, dopo che, con le sue truppe, aveva messo a ferro e a fuoco quanto era tra Roma e il Tevere.

Adriano IV, nel 1155, sul Soratte, ricevette l’imperatore Federico Barbarossa; il quale, dopo aver saccheggiato Roma, proseguì verso la Montagna Sacra, per celebrare la festa dell’apostolo Pietro. In quell’occasione papa Adriano diede l’assoluzione all’imperatore, pentito dei propri peccati.

Eugenio IV, con la Bolla Romanus Pontifex Dei … del 15 maggio 1438 affidò il monastero del Soratte ad alcuni sacerdoti Romitiani: Giovanni e Biagio di Sant’Oreste ed Antonio di Viterbo.

Clemente VII, nel 1528, affidò il monastero del Soratte a Paolo Giustiniani, fondatore degli eremiti Camaldolesi.

Paolo III, nel 1548, confermò la commenda affinché non mancassero i religiosi nel monastero. Così, il 26 maggio 1571, l’Abate delle Tre Fontane, il Card. Alessandro Farnese, Commendatario pontificio, ne consegnò il possesso ai Padri di Sant’Onofrio.



La lettura del SORATTE ILLUSTRATO di Francesco Saverio Rinaldi ci permette di sintonizzarci con la storia che è transitata tra gli alberoni e tra i sentieri del Soratte, quella scritta con il sangue e la testimonianza di Santi, Papi, Imperatori, Principi, Re, e personaggi che abbiamo conosciuto attraverso i libri scolastici …!

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