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Giovedì 5 Gennaio 2023 09:01

C’è vita su Venere + Unknown woman & Trust

da 20/01/23 a 22/01/23

Teatro Biblioteca Quarticciolo

C’è vita su Venere di Compagnia Abbondanza Bertoni
+
Unknown Woman & Trust di Spellbound Contemporary Ballet

nell’ambito di Orbita la Stagione Danza
promossa da ORBITA - Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza

C’è vita su Venere
Compagnia Abbondanza/Bertoni

C’è vita su Venere è un solo che mette in evidenza la differenza e le diversità del corpo, tra anatomia e un senso più soggettivo del fisico femminile, nell’evolversi dell’età e del tempo. Un viaggio su Venere, dove la gravità è densa, dove nel suo lento andare il corpo si svelerà in una ultima metamorfosi. “In prossimità della propria morte la Fenice costruisce il nido: lì essa brucia completamente e dalle sue ceneri genera l’uovo nuovo. “Il cigno” di Saint-Saëns (anche Zeus dovette trasformarsi in cigno per arrivare a fecondare l’uovo di Leda) genera qui un amato uovo di gallina. Il conseguente festoso entusiasmo si declina in una consumistica esplosione rosa, che confluisce in un esaurimento e svuotamento del personaggio, esausto e circondato dai resti del suo agire. Rimane solamente l’interprete abbandonata sotto il costume: è il tempo dello svelamento, di rivelare la possibile fragilità di chi si nasconde dietro a una maschera, dietro a un velo ed anche dietro al suo stesso viso. Per vedere chi la sta guardando e giudicare chi la sta giudicando.
Si innesta così l’ultima metamorfosi in creatura con stampelle, quadrupede espiatorio (capro?) o meraviglioso ed enigmatico ippogrifo, che lentamente si allontana, solitario passeggiatore tra passate rovine.”

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Antonella Bertoni
disegno luci Andrea Gentili
elaborazioni sonore Orlando Cainelli
tecnico di tournée Claudio Modugno
maschera e oggetti di scena Nadezhda Simenova
abito Chiara Defant
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e coordinamento Francesca Leonelli
ufficio stampa Susanna Caldonazzi
comunicazione Francesca Venezia.

Unknown woman
Spellbound Contemporary Ballet

Unknown Woman è un racconto serio e immaginario allo stesso tempo, è un raccoglitore di memorie e di pensieri di quello che è accaduto con un’artista importante  in 20 anni di collaborazione e di condivisione. Io e lei abituati in questi 20 anni a raccontarci alcune cose segrete attraverso dei movimenti, dei portatori sani di verità, una rubrica disordinata dove ho dovuto leggere e rileggere appunti per capire la donna e l’artista. Forse ci siamo capiti solo in una sala prove e sul palcoscenico di un teatro, ma come si fa a capire un’artista? inseguirla è stato possibile solo con gli occhi e con il cuore, ogni altro modo ti confonde ancora di più e ogni volta devi quasi ricominciare dall’inizio, come ci ripresentassimo e ci chiedessimo per la prima volta il nome. Non so dove finisce l’immaginazione e quanto invece ho imparato da lei in questi 20 anni. Da sconosciuti siamo ancora in sala, ci osserviamo, ci regaliamo e ci rubiamo cose, ma ci conosciamo bene e per questo camminiamo ancora insieme. (Mauro Astolfi).

Coreografia Mauro Astolfi
Con Maria Cossu
Assistente alla coreografia Alessandra Chirulli
Disegno Luci Marco Policastro
Costume Anna Coluccia
Musiche AAVV

Unknown Woman è una produzione parte del più ampio progetto Spellbound 25 realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e Regione Lazio – Dipartimento Cultura, Politiche Giovanili e Lazio creativo in collaborazione con  Ambasciata di Spagna a Roma e  in  coproduzione con MilanoOltre e Cult!ur Partner

Trust

Trust è un breve racconto di due donne che non sanno come comportarsi l’una nei confronti  dell’altra. Un tentativo di accordo momentaneo, che si basa sull’idea della reciproca fiducia come strumento per conoscersi un po’piu rapidamente. Un gioco intrecciato da caratteri diversi, ma con una sottile necessità di capire cosa pensa l’altro, come potrebbe stare vicino a te, come tu potresti vivere vicino a lei. Trust è un duetto infantile, maturo, adolescenziale ma consapevole, un racconto ( breve),  una suggestione su alcune decisioni che a volte vanno prese in fretta e che possono cambiare il corso della vita. Si vibra insieme, all’unisono ci si nasconde nell’altro, ci si protegge  e andando avanti si diventa amici, alla fine si scopre che ci si può fidare.

Coreografia e regia Mauro Astolfi
Assistente alla coreografia Alessandra Chirulli
Con Maria Cossu, Giuliana Mele
Light Design Marco Policastro
Musiche AAVV
Costumi Anna Coluccia
Una produzione Spellbound con il contributo di MIC.

 

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