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Venerdì 20 Gennaio 2023 10:01

Intervista a Elisa Fantinel

È una dolcissima ragazza di origini venete, che porta ancora con sé quella particolare e armoniosa cadenza del dialetto, nonostante si esprima in un italiano impeccabile Persona deliziosa, disponibile ed ovviamente amante del teatro. Il suo lavoro è quello di gestire l’Ufficio stampa presso il teatro Marconi, ma anche presso altri teatri. Lo spettatore che [...]

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Persona deliziosa, disponibile ed ovviamente amante del teatro. Il suo lavoro è quello di gestire l’Ufficio stampa presso il teatro Marconi, ma anche presso altri teatri.

Lo spettatore che va a vedere uno spettacolo non sa, non immagina, o magari semplicemente non si sofferma a riflettere su tutto il lavoro organizzativo che c’è dietro una serata a cui sta partecipando: la pubblicità, l’organizzazione, la scelta delle date o dell’evento; senza considerare il lavoro dei tecnici delle luci, del suono gli scenografi…

La conobbi in occasione di “Dive”, emozionante spettacolo proposto proprio al Teatro Marconi, che vedeva sul palco illustri artisti del calibro di Tiziana Sensi, Caterina Gramaglia, Marit Nissen e Mariano “Priscilla” Gallo.

Proprio mentre avvicinavo quest’ultimo quasi con timore reverenziale, vista la sua scioccante duplice natura maschile e femminile (è una nota drag queen, un tipo di artista a cui non ero ancora abituato), fu proprio Elisa a presentarmi questo eclettico personaggio, togliendomi dall’imbarazzo.

Voglio fare due chiacchiere con lei per darle la possibilità di spiegare in cosa consiste il suo lavoro e per far capire a chi segue lo spettacolo quanto la riuscita di un evento dipenda da questa “ombra” che lavora dietro le quinte…

elisa fantinel
In cosa consiste il tuo lavoro?

Intanto grazie per questa splendida presentazione con annesse doverose scuse per un ritardo a dir poco imbarazzante! Cari lettori, sappiate che Riccardo mi ha mandato questa intervista circa a settembre 2022 e mi ritrovo a fine gennaio 2023 a rispondere alle sue domande! È che per indole metto davanti gli altri a me: di solito io le organizzo le interviste, non ne sono protagonista… Il mio lavoro è fatto di diversi aspetti: il più meccanico e quotidiano è quello di scrivere comunicati stampa, inviarli ai giornalisti, organizzare interviste, invitare i giornalisti agli eventi. Il più interessante è sicuramente quello di entrare nei progetti, capirne i contenuti, i messaggi, gli obiettivi e cercare di veicolarli al meglio. Per non parlare dell’aspetto relazionale: tutti gli uffici stampa tessono relazioni e creano contatti. È la parte sicuramente più divertente e dinamica e nello stesso tempo imprescindibile. Senza agendo l’ufficio stampa fa poco!

Come e quando hai cominciato a farlo?

Ho cominciato circa 10 anni fa. Ero una giovane laureata in comunicazione e dopo una breve digressione per studiare sceneggiatura per il cinema (affascinante, ma mondo totalmente chiuso e difficilissimo da varcare), sono tornata su ciò che avevo studiato. O meglio, ciò che mi aveva appassionato tempo prima. Nessuno all’università mi ha mai detto che l’ufficio stampa era un possibile lavoro nell’ambito della comunicazione. Io ero una giovanissima ragazza di montagna che non sapeva nulla del mondo … è diverso nascere in una grande città. L’università mi ha totalmente deluso dal punto di vista didattico. Tutto ciò che ho imparato è stato solamente guardando ciò che gli altri facevano, osservando, utilizzando buon senso e intuizione, ma soprattutto tanta tenacia, forza di volontà e un passo dopo l’altro sono arrivata qui. Non ho lavorato al fianco di nessun grande ufficio stampa ma ho guardato ciò che i miei colleghi facevano e ho imparato da loro.

Quali sono le difficoltà di questo mestiere?

Molte. Bisogna avere pazienza: si lavora con una marea di persone diverse di settimana in settimana. Tutti con un progetto importante da comunicare e da divulgare. Tutti con il loro carattere e il loro modo di fare. Capire come interagire con ognuno di loro è sicuramente un aspetto da non sottovalutare. Spesso poi si entra in confidenza e il confine tra ufficio stampa e psicologa spesso labile (!) Un altro aspetto sicuramente difficile è il calendario: avere una buona memoria, ricordarsi tutto, scadenze in primis senza lasciare indietro nulla. Bisogna essere organizzati insomma…E io ho dovuto combattere molto con me stessa perché io non ero per niente una persona organizzata!

elisa fantinel
È più facile per un uomo o per una donna portare avanti questo lavoro?

Non ne ho idea! Ma mi sento di dire che se sei una bella ragazza, gentile e pure brava secondo me hai una marcia in più! Ma l’importante in questo lavoro è essere bravi! Poco importa l’età, il genere e l’aspetto fisico.

Com’è il rapporto con gli artisti, con i responsabili dei teatri e le altre figure che operano dietro lo spettacolo, e con lo stesso pubblico?

Come dicevo non semplice. Tutti hanno le loro esigenze e il loro carattere. Ci saranno sempre persone con cui ti troverai meglio ed altre meno. Io mi posso ritenere molto fortunata: la maggior parte delle volte mi sono sempre trovata bene con tutti. Con alcuni si stringono dei rapporti d’amicizia, altri durano il tempo della promozione di uno spettacolo, o di un libro. Perché io lavoro anche nel campo dell’editoria, per diversi autori e per la casa Editrice Spazio Interiore. Con il pubblico di affezionati è bello ritrovarsi sempre in luoghi artistici dove ci si scambia un sorriso e un commento su ciò che si è visto nel panorama romano.

Ti riconosci nella mia descrizione di “ombra” che opera dietro le quinte? Non ti senti una “dimenticata”?

Dimenticata assolutamente no. So che il mio ruolo è importante e sono gratificata se il lavoro va bene e il cliente è contento. Non ho velleità di apparire come si può evincere dal ritardo con cui ti mando queste risposte! Sono sicuramente tra le persone che operano dietro le quinte ma questo mi piace molto.

Quanto sei gratificata dal tuo lavoro e dalle persone che, grazie a te possono portare avanti i loro spettacoli?

Quando un lavoro ha una bella energia, va bene, si fanno tante interviste, c’è molto pubblico, vengono molti giornalisti che fanno commenti positivi e il cliente è soddisfatto, questa è la mia più grande gratificazione.

Quanto e perché ti piace il tuo lavoro?

Mi piace molto. È tutta la mia vita. A volte sogno di non fare nulla su un isolotto caraibico, ma in realtà l’adrenalina delle scadenze e soprattutto del buio in sala mi emoziona. Gli applausi quando si accendono le luci mi commuovono.

elisa fantinel
Mi racconti una tua esperienza che ti ha dato particolare soddisfazione?

Qui si tocca un tasto dolente e si rischia di far scontento qualcuno. Sono tantissime le esperienze che mi hanno dato una soddisfazione grande. Credo, però, che l’esperienza più bella in assoluto sia stata un vero mix di tutto quello che è il mio lavoro. L’evento si intitolava “La Chiave Armonica dell’Universo” organizzato dalla casa editrice Spazio Interiore e In&Out. L’evento si è svolto al Cine Teatro Odeon in pieno centro a Firenze, un teatro bellissimo. L’evento consisteva in una giornata di convegno in cui due autori della casa editrice, Corrado Malanga e Rupert Sheldrake, esponevano il loro pensiero sul tema della Spiritualità legata alla Scienza. Il moderatore dell’evento era niente meno che il maestro Stefano Bollani che ha accompagnato l’evento al pianoforte. È stato tutto magico: l’intesa tra noi dell’organizzazione, le cene tutti insieme, poter lavorare con un mostro sacro della musica e sentirlo suonare. Vedere la fila davanti al teatro a 2 ore dall’inizio dell’evento, il teatro completamente pieno. Giorni di magia pura dove tutto è andato secondo i piani e anche di più.

E una brutta esperienza?

Questa te la racconto davanti ad uno spritz!

Che consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere la tua professione?

Tenacia, determinazione e pazienza! Queste sono le tre armi per la vittoria. E poi guardare, osservare tanto, rubare con gli occhi da chiunque. Non ultimo è il sostegno: avere vicino persone che fanno il tifo per te è fondamentale. Io ho al mio fianco una persona che lavora in ambito artistico e che comprende ogni dinamica al 100%, senza il mio compagno che mi ha sempre incoraggiata forse avrei mollato più volte.

Fai un invito ad un tuo potenziale pubblico.

Faccio un invito al pubblico che ci legge: sostenete la cultura. La cultura allarga gli orizzonti, i pensieri, invita alla riflessione. Ammirate, leggete, emozionatevi! Questo ci rende più veri e più autentici! Soprattutto se questo fosse dentro di noi come qualcosa di estremamente necessario non ci sarebbe nemmeno il bisogno di dire che la cultura va sostenuta perché semplicemente fa parte della nostra vita. Se solo ci rendessimo conto in che meraviglia di Paese viviamo. Beh, ora sapete che dietro uno spettacolo, un qualsiasi spettacolo, c’è e ci deve essere una persona in gamba per la riuscita di ogni singolo evento …

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