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Venerdì 20 Gennaio 2023 16:01

Gli appuntamenti di gennaio 2023 alla Biblioteca Vaccheria Nardi a Colli Aniene

Ecco i prossimi appuntamenti alla Biblioteca Vaccheria Nardi a Colli Aniene. Giovedì 26 gennaio 2023 h 16.30 verrà presentato La sparizione 
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Ecco i prossimi appuntamenti alla Biblioteca Vaccheria Nardi a Colli Aniene.

Giovedì 26 gennaio 2023 h 16.30
verrà presentato La sparizione di Valentina Chiarini, Dialoghi, 2022. Interverranno a parlare del libro con l’autrice Marisa Giampietro, Paola Piras, Anna Violati.
Andrea, moglie del chimico Giovanni Lombardi, durante una gita nella campagna del Centro Italia scompare senza lasciare tracce. L’uomo, distrutto, ripercorrendo gli ultimi giorni trascorsi insieme torna in un elegante negozio di abbigliamento in cui si erano recati. Il commesso che li aveva serviti, Claudio Santangelo, lo indirizzerà dalla cartomante Ester. Una breve quanto inaspettata e bizzarra vacanza con questi due personaggi, condurrà Giovanni a sovvertire il suo modo di costruire la realtà.
Valentina Chiarini è nata a Roma, dove per diversi anni ha lavorato come traduttrice. Dal 2003 vive in campagna e conduce, insieme a suo marito, un’azienda agricola biologica. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo I Capaci. Storia di una famiglia, Pendragon, 2017. Da qualche anno cura un blog di taglio letterario sul sito www.infodem.it

Il 27 gennaio 2023 ore 11:00
in occasione del Giorno della Memoria, verrà presentato alla Biblioteca Vaccheria Nardi Le ceneri di Sobibor di  Thomas “Toivi” Blatt, Fuorilinea, 2022. Sarà presente il curatore del libro prof. Ruggero Tarandel, che dialogherà con Franco Esposito-Soekardi (casa editrice Fuorilinea).
Thomas “Toivi” Blatt aveva solo dodici anni quando la Polonia nel 1939 venne invasa dalla Germania nazista. La sua famiglia viveva a Izbica, una piccola cittadina del distretto di Lublino, destinato a diventare il territorio di tre dei più importanti campi di sterminio nazisti: Belzec, Majdanek e Sobibor. In quest’ultimo lager, concepito e costruito al solo ed esclusivo scopo di sterminare ebrei, Blatt venne deportato agli inizi del 1943. Dopo esservi sopravvissuto miracolosamente per alcuni mesi, e anche se aveva solo quattordici anni, prese parte alla più grande rivolta e fuga da un campo di sterminio nazista della storia dell’Olocausto. Blatt dovette poi sopravvivere, tra mille pericoli e quasi insormontabili difficoltà, per altri due anni nella Polonia occupata dal III Reich, fino all’arrivo dell’Armata Rossa nel 1945. Le ceneri di Sobibor include anche la trascrizione dello sbalorditivo colloquio avvenuto tra Blatt ed uno degli ufficiali SS del Lager, avvenuto nel 1982. Dei 250.000 ebrei deportati a Sobibor, sopravvissero solo coloro che erano riusciti a fuggire nel corso della rivolta e a sopravvivere alla caccia all’uomo scatenata dai nazisti: solo cinquantotto persone, tra uomini e donne.
“Vede, io sono ancora lì, e ho ancora sogni. I sogni sono così reali, così complicati. Non pensavo che i sogni potessero essere così. In molti sogni ho una possibilità di fuggire ma non la sfrutto, e poi è troppo tardi. In uno di questi sogni i nazisti mi dicono: «Va’ fuori, a comprare carta per stampe fotografiche, e poi torna qui». Mi lasciano uscire ed io penso: «C’è un modo per scappare?» In due ore c’è l’appello e mi dico: «Vediamo se riesco a raggiungere la stazione, ci vogliono venti minuti». Poi per prendere il treno ci vuole un’ora e un quarto, scoprono che non sono tornato, fermano il treno, e io ritorno a Sobibor, ritorno sempre a Sobibor, non c’è modo di andarsene. I sei mesi che ho passato a Sobibor possono essere moltiplicati per molte, molte volte. Io sono ancora lì. Alcuni sopravvissuti non vogliono parlare di tutto ciò. Siamo sopravvissuti, abbiamo avuto figli, e nipoti, e questo va bene, ma io non posso allontanarmi, non riesco ad andare via da lì”.
Thomas “Toivi” Blatt (Izbica 1927 – Santa Barbara 2015), deportato assieme alla sua famiglia, appena adolescente, nel campo di sterminio di Sobibor, partecipa alla rivolta dei prigionieri del 1943 e sopravvive, fortunosamente, nascosto nella Polonia occupata dai nazisti, fino all’arrivo dell’Armata Rossa. Nel secondo dopoguerra emigra negli Stati Uniti. È diventato lo storico del campo a cui ha dedicato due libri, Sobibor. La rivolta dimenticata e Le ceneri di Sobibor.

Ruggero Taradel è docente presso la Division of French and Italian Studies e il Dipartimento di Comparative History of Ideas della University of Washington. I suoi campi di studio e di ricerca sono i rapporti ebraico-cristiani, la storia dell’antisemitismo e il razzismo e la xenofobia moderni e contemporanei. Tra i suoi libri e saggi più importanti: L’accusa del sangue. Storia politica di un mito antisemita (2002);Antisemitismo, islamofobia e razzismo di guerra (2004); Jacques Maritain e il mistero d’Israele (2006); Il Vaticano e le leggi razziali in Italia e in Europa (2013). Con Barbara Raggi è autore del libro: La segregazione amichevole. La questione ebraica e la Civiltà Cattolica 1850-1945 (2000).

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