Servizi > Feed-O-Matic > 339391 🔗

Martedì 24 Gennaio 2023 17:01

La “movida” a Caracalla nella Roma medievale

Caracalla nella tarda antichità e fino all’epoca medievale era il centro della “movida” di Roma. È quanto hanno scoperto gli archeologi impegnati nello scavo “Appia Regina Viarum”. È un progetto di archeologia pubblica della Soprintendenza Speciale di Roma che, di fronte alle Terme di Caracalla ha portato alla luce edifici, strutture e reperti, con importanti…
Continue reading La “movida” a Caracalla nella Roma medievale

L'articolo
La “movida” a Caracalla nella Roma medievale
proviene da
MetroNews
.

#edizioni locali #misteri #roma
leggi la notizia su Cronaca di Roma oggi: ultime notizie e news in tempo reale



Caracalla nella tarda antichità e fino all’epoca medievale era il centro della “movida” di Roma. È quanto hanno scoperto gli archeologi impegnati nello scavo “Appia Regina Viarum”. È un progetto di archeologia pubblica della Soprintendenza Speciale di Roma che, di fronte alle Terme di Caracalla ha portato alla luce edifici, strutture e reperti, con importanti scoperte a partire dal II secolo fino all’età moderna.

L’area di Caracalla era viva e vissuta anche in età medioevale. Molto prima di essere attraversata dalle auto, e molto dopo aver ospitato le terme imperiali dell’antica Roma, questa zona ha vissuto da protagonista diverse fasi storiche.

«Quello che vediamo oggi è il risultato di uno scavo avviato a luglio, con l’obiettivo centrale di ritrovare indizi sulla localizzazione del primo tratto della via Appia. È quello su cui ci sono più problemi in merito alla precisa ed esatta localizzazione e anche al rapporto che la “Regina viarum” ha con la via Nova Severiana. Quest’ultima è la strada che i Severi rifecero all’inizio del terzo secolo, che dovrebbe ripercorrere lo stesso tratto della via Appia oppure affiancarlo». Questo il commento di Riccardo Santangeli Valenzani docente di Archeologia Medievale di Roma 3.

«Naturalmente, come sempre succede negli scavi, il lavoro ha dato indizi per rispondere a questa domanda ma ha anche fornito tantissime altre informazioni, molte particolarmente interessanti e relative alla continuità di vita e di frequentazione di questa zona in epoca tardo antica e alto medievale. Sottolineo quindi l’eccezionale interesse dell’individuazione, in quest’area, di tracce di trasformazioni continue che, in qualche modo, confermano la presenza di vita in età medioevale e fino all’inizio del nono secolo».

«Le strutture più antiche risalgono all’età adrianea, arrivano a quella severiana. Distano dalle tabernae davanti alle Terme circa 30 metri che corrisponderebbero a 100 piedi romani, ovvero la larghezza della via Nova severiana come riportata dalla Forma Urbis», spiega Mirella Serlorenzi, direttrice scientifica dell’indagine.

«La stratigrafia ha soprattutto restituito le continue trasformazioni di strutture di età imperiale, con la sovrapposizione nel tempo di attività produttive o abitative. La quantità di informazioni e di materiali rinvenuti, come la moneta quadrata papale, l’anello con monogramma, un’incisione benaugurante trovata sotto a una colonna, fornisce un quadro di un’area viva e frequentata fino all’alto medioevo, periodo di cui a Roma si hanno scarse testimonianze», prosegue la dottoressa Serlonzi.

«Emerge così la trasformazione dell’Urbs imperiale nella Roma cristiana medioevale decisiva nella storia della città. Sappiamo quindi che era un’area molto viva, poteva sembrare ovvio essendo a ridosso della città ma fino ad oggi non avevamo conferme».

In questo contesto sono considerati quindi di estremo interesse i materiali venuti alla luce e che permetteranno di inquadrare meglio l’utilizzo dell’area con datazioni più precise. Tra i reperti più antichi spicca una testa di statua, una colonna con una iscrizione beneaugurale, una tabula lusoria, pedine da gioco, scampoli di mosaico, resti di anfore e perfino una rara moneta quadrata, una delle prime coniate sotto il controllo papale e databile tra il 690 e il 730.







Anche la ceramica invetriata e i residui e scarti di materiale di fusione confermerebbero la presenza di attività produttive. Il ritrovamento di una strada del X secolo in battuto indica la presenza in epoca medioevale di una importante percorrenza che, probabilmente, ricalcava l’Appia e spinge a continuare le indagini. La grande difficoltà dello scavo è stata la massiccia risalita d’acqua, che impedisce di arrivare a 8 metri di profondità dove dovrebbe trovarsi il basolato antico. E’ proprio l’acqua quindi a fermare, per il momento, i lavori.

«La candidatura della via Appia come patrimonio Unesco è andata avanti ed è stata presentata. Siamo molto felici di poter portare il nostro contributo e attirare l’attenzione su questo monumento straordinario, con l’obiettivo di ottenere la sua massima valorizzazione. Un aspetto importante, il primo tratto dell’Appia Antica era a Porta Capena ma non se ne conosce ancora bene il tracciato. Sicuramente il riconoscimento Unesco è importante perché significa attrarre attenzione, interesse e risorse, oltre all’attenzione anche politica che è fondamentale. Ci sono varie forme di finanziamento che contribuiscono agli scavi sulla via Appia, anche questo sicuramente è molto importante». Lo dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma.

(Credit photo: Fabio Caricchia)

L'articolo
La “movida” a Caracalla nella Roma medievale
proviene da
MetroNews
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI