Servizi > Feed-O-Matic > 528845 🔗

Giovedì 30 Maggio 2024 16:05

Da Bottega a Bistrot: così si vuole fare la Differenza

La famiglia Stramaccioni, prima con nonno Gilberto e ora con papà Paolo e i due figli Luca e Mattia, prosegue la tradizione gastronomica tramandata di generazione in generazione per fare “La Differenza”.

L'articolo
Da Bottega a Bistrot: così si vuole fare la Differenza
proviene da
Barefood in Rome
.

#bistrot #san giovanni #la differenza #nuove aperture 2024
leggi la notizia su Barefood in Rome



Nuovo capitolo per l’insegna storica di Via Magnagrecia, punto di riferimento dal 2011 nel quartiere San Giovanni (e non solo) per consumatori e ristoratori. La famiglia Stramaccioni, prima con nonno Gilberto e ora con papà Paolo e i due figli Luca e Mattia, prosegue la tradizione gastronomica tramandata di generazione in generazione per fare
“La Differenza”.

Dopo 13 anni dall’apertura, insieme ai figli, annuncia l’ampliamento della bottega in un vero proprio
bistrot
. L’ampliamento del format è stato anche un ampliamento strutturale. Il caso (o non è un caso) ha voluto che la serranda accanto fosse in vendita e così facendo, dopo un anno di lavori, questi due locali ora comunicanti convivono come due facce di una stessa medaglia: la gastronomia con il banco, senza cambiamenti, e la nuova anima dell’insegna, un bistrot dove poter mangiare a pranzo, prendere un aperitivo e cenare.


Il portale che connette i due locali è stato pensato come un ponte. Un luogo custode delle tradizioni, che si proietta verso un futuro di scelte consapevoli, sostenibili, circolari, dal produttore alla tavola, con il tocco creativo e sobrio nella sua essenza, che fa la Differenza.

La scelta dei materiali e dei colori è coerentemente ricaduta su toni che richiamano la natura (terra, verde, rame), le luci sono calde, i tavolini vicini, il bancone e la cucina a vista sembrano come dialogare con la sala. Un ambiente familiare, circolare, avvolgente e armonico. I coperti all’interno della sala (circa 40 mq) sono 24, 6 al bancone del bar,  4 al bancone affacciato sulla cucina e 10 all’esterno.

Inaugurato ad aprile 2024, il bistrot è lo specchio delle eccellenze culinarie presenti nel banco gastronomia raccolte in 60 anni di ricerca. L’obiettivo non è quello di essere un semplice ristorante, ma di trasformare le materie prime di alta qualità mantenendole il più  possibile autentiche.

Il menu è diviso tra “sfizicheria” e “cucina”, accompagnato dalle proposte del giorno segnate sulla lavagna. Due i menu, uno per il pranzo e una per la cena. Niente schemi particolari, i piatti non sono pensati per essere antipasti o secondi quanto piuttosto assaggi da condividere. Non ci sono primi piatti ma non manca il pane di Triticum Micropanificio Agricolo. La carta cambia settimanalmente per seguire le stagioni, le ispirazioni del momento e per dare un’offerta sempre diversa a clienti fidelizzati e abituali.

Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Chiara Marcotulli (@barefoodinrome)

Degno di nota il tagliere dei salumi: Prosciutto crudo San Daniele Zanini (un piccolo produttore del comune di San Daniele del Friuli), Salame Rosa (antenato della mortadella tagliato a punta di coltello), Mortadella classica senza pistacchio (la più antica di Bologna Presidio Slow Food), Culatello di Zibello di Massimo Spigaroli, Lardo Magro di Massimo Spigaroli e Coppa di testa artigianale senza nitrati e conservanti con scorzetta di arancia, limone e peperoncino. O quello di formaggi: Formaggio Caprino in purezza di latte crudo, Montebore presidio Slow Food, Gorgonzola mantecato allo Champagne, Perla di Ol Sciur (gorgonzola di capra affinato con petali di rosa e frutti di bosco pralinato al cioccolato bianco – ideato da Paolo Stramaccioni stesso).


I piatti sono il frutto della sinergia con il bancone, come per la Tartare di Manzo (di Liberati) con gorgonzola naturale e fondo bruno fatto in casa. O ancora per il Carciofo grigliato e infornato (proveniente dalle loro conserve a marchio ‘La Differenza), pecorino romano DOP e polvere di liquirizia. Da non perdere, la Giardiniera a loro marchio e la burrata di Andria. Tra i dolci, sempre fatti da loro, ci sono lo zabaione, la pannacotta, il tiramisù, e diversi dolci da forno.


Da bere. La selezione dei vini, curata con attenzione e passione dalla famiglia Stramaccioni, conta circa 200 etichette tra vini naturali e tradizionali. Niente nomi altisonanti ma piccoli produttori italiani, francesi, spagnoli, tedeschi e croati.

Non solo, presente una piccola ma interessante miscelazione di grandi classici. L’attenzione è incentrata sui vermouth, come l’italiano “Controcorrente”, il primo vermouth naturale d’Italia. Oltre ad aprire lo stomaco, è un corroborante e dunque il perfetto benvenuto. Da non dimenticare l’attenzione per il caffè, 100% arabica.

La Differenza Bistrot è aperto dal martedì al sabato a pranzo e e cena (dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 23:00), lunedì solo a pranzo; domenica chiusi.

L'articolo
Da Bottega a Bistrot: così si vuole fare la Differenza
proviene da
Barefood in Rome
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI