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Mercoledì 10 Luglio 2024 13:07

In Pakistan urgenti «soluzioni a lungo termine per gli afghani nel Paese»



A chiederli, l'Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, a conclusione della sua missione. Chiesto anche maggiore sostegno per le comunità ospitanti

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Maggiori sforzi verso soluzioni a lungo termine per gli afghani in Pakistan e sostegno alle comunità che li ospitano. Queste le richieste che arrivano dall’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, a conclusione della sua missione di tre giorni nel Paese.

Grandi ha visitato Peshawar e Haripur nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, incontrando rifugiati afghani in contesti urbani e in un villaggio per rifugiati. E le persone che ha incontrato , riferiscono dall’Unhcr – l’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati -, «hanno condiviso messaggi preoccupati per la loro situazione, ma anche il desiderio di contribuire alle loro comunità in Pakistan e, poi un giorno, in Afghanistan».

A Islamabad, l’Alto commissario ha incontrato il primo ministro Shehbaz Sharif, il ministro degli Esteri Mohammad Ishaq Dar, il ministro per gli Stati e le Regioni di Frontiera Amir Muqam, insieme ad alti funzionari dei ministeri degli Interni e degli Esteri. Durante i suoi colloqui, ha chiesto «l’estensione tempestiva delle Schede di Registrazione (Proof of Registration Card), un documento di identità fondamentale che possiedono oltre 1,3 milioni di rifugiati afghani. Ancora, «ha espresso apprezzamento per la sospensione del “Piano di rimpatrio degli stranieri illegali” e ha chiesto garanzie che rimanga sospeso. Ha chiesto che continui la tradizione di ospitalità del Pakistan nei confronti degli afghani che necessitano protezione internazionale», si legge ancora nella nota dell’Unhcr.

Nelle parole di Grandi anche l’omaggio al governo del Pakistan per «l’ammirevole generosità nei 45 anni di accoglienza dei rifugiati afghani», nonostante le sfide che il Paese deve affrontare. La richiesta dell’Alto Commissario è che il modello di aiuti venga ripensato e preveda soluzioni durevoli e condivisione della responsabilità, compresa la promozione di nuove partnership e lo sviluppo di approcci innovativi per affrontare la situazione protratte di sfollamento. «Abbiamo bisogno di cogliere questa opportunità per accelerare le soluzioni e avere una visione più ampia per il popolo afghano in Pakistan», ha osservato.

L’Alto commissario si è offerto anche di lavorare per un dialogo, entro la fine dell’anno, che riunirà i principali attori – inclusi rappresentanti del governo, attori dello sviluppo e il settore privato – per sviluppare un pacchetto di soluzioni che avvantaggi sia la popolazione afghana che vive in Pakistan sia lo stesso Paese ospitante. E si è impegnato a raddoppiare gli sforzi mirati a «creare condizioni favorevoli per i ritorni in Afghanistan, che da un punto di vista di condizioni materiali, prevedono accesso ai servizi, opportunità di lavoro e diritti, spianando la strada per ritorni volontari sostenibili in futuro. Nel frattempo, poiché il Pakistan continua a ospitare circa 3 milioni di afghani, oltre al rimpatrio volontario, devono essere esplorate tutte le soluzioni, come il reinsediamento in Paesi terzi e soluzioni a lungo termine all’interno del Pakistan», l’auspicio.

10 luglio 2024

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