Domenica 19 Luglio 2020 18:07

Quella radio a Roma Nord

Radio L'Olgiata Trasmissioni, nata sulle orme di Tele Radio Cassia, è una delle emittenti più longeve della Capitale e ha lanciato anche artisti romani, come Ultimo. La racconta Salvatore Riso, il fondatore

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Quarantacinque anni di vita, sia pur con diversi nomi, fanno di Radio L’Olgiata (Fm 96.4, 96.6, 107.6) una delle emittenti più longeve della Capitale. Di questa radio, che vanta anche un importante primato tecnologico, abbiamo parlato con l’editore e direttore Salvatore Riso.

“Radio l’Olgiata è nata nel 1989 dalle ceneri di Tele Radio Cassia, emittente che fondai nel 1975 e di cui cedetti anni dopo la storica frequenza 90.100 mhz. Ricordo che rimasi senza fare radio per sei mesi: era come se mi avessero tolto l’ossigeno, stavo quasi per cadere in depressione. Presi quindi la decisione di fondare una nuova emittente locale nella zona in cui vivo da sempre, ed è nata così Radio L’Olgiata Trasmissioni.

Negli anni abbiamo avuto grossi problemi a causa delle interferenze causate da impianti vicini al nostro, ma di recente grazie a un bando del Ministero dello Sviluppo Economico siamo riusciti ad acquisire la frequenza dei 107.6 mhz, che ci permette d’essere ascoltati dai Castelli Romani fino a Santa Marinella, anche se stiamo ancora lavorando sulla qualità del segnale.

Posso affermare che nel palinsesto di Radio L’Olgiata tutto dura il tempo di una canzone, non più di tre, quattro minuti. Quando abbiamo iniziato, ci trovammo nella condizione di dover conquistare il maggior numero di ascoltatori possibili in un raggio d’azione limitato qual era la zona di Roma Nord. Di conseguenza, dopo un’attenta analisi abbiamo impostato una programmazione musicale basata sui successi radiofonici degli ultimi quarantacinque anni, italiani ed esteri, mescolati a brevi rubriche e notiziari. Puntiamo in particolare ai brani degli anni 70, 80 e 90, periodi in cui il mercato discografico ha offerto davvero un gran numero di successi.



Altro aspetto di Radio L’Olgiata, il lancio di nomi nuovi in ambito musicale. Nel 2001 ogni sabato andava in onda un programma di un’ora e mezza in cui ospitavamo musicisti esordienti che suonavano live i loro brani. Impresa non facile a causa delle esigue dimensioni dello studio, ma ci riuscimmo. Fra i numerosi nomi in ambito romano e non che hanno iniziato la loro carriera da noi c’è Ultimo.  Di recente ci stiamo occupando del lancio di Nicole Riso, vincitrice di “Dallo Stornello al Rap”, un  contest della canzone romana, per la quale abbiamo prodotto lo spettacolo “Donna Roma” che propone musica romana dal primo Novecento ai giorni nostri, e in cui Nicole canta anche brani inediti. Questo ti fa comprendere la mia posizione poco favorevole nei confronti delle nuove tendenze rap-trap della musica nostrana, che secondo me dureranno lo spazio di un lustro…

Ogni anno Radio L’Olgiata ha la sua postazione fissa nella sala stampa del Festival di Sanremo: ricordo quando Antonio Maggio, vincitore nel 2013 del Festival nella categoria giovani, che avevamo ospitato in radio sei mesi prima, venne da noi a consegnarci simbolicamente il Leoncino d’oro rampante, premio assegnato al vincitore, come gesto di gratitudine per quel successo che attribuiva anche a noi.

Radio L’Olgiata fornisce sul proprio sito web anche tutta una serie di canali tematici dedicati alla musica del passato e ai cantautori. Nel 1997 è iniziata la nostra partnership con uno dei primi provider italiani: destino volle che uno dei dipendenti andasse a lavorare negli Usa alla Microsoft, dove fece il nostro nome. A quel punto l’azienda di Bill Gates decise di sperimentare da noi il Net Show Player arrivato a svilupparsi successivamente con il Windows Media Player, contrapposto al Real Audio adottato da altre emittenti. In quel periodo eravamo gli unici, assieme alla BBC a trasmettere con quel sistema, e Microsoft ci ripeteva in tutto il mondo.

Per quanto riguarda il futuro, nonostante ami la tecnologia resto del parere che la radio dovrebbe restare tale, mentre oggi è sempre più un ibrido mescolato con la televisione che va a penalizzare quell’alone di mistero tipico delle emittenti dei primi anni”.

Nel 1995, a soli 35 anni, Salvatore Riso è stato nominato dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro Cavaliere della Repubblica Italiana per i suoi meriti sul lavoro come rappresentante su Roma di una delle più grandi multinazionali dell’elettronica (Microsoft) e per aver modificato la vita di 150 milioni di europei.

 

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