Domenica 5 Gennaio 2025 12:01
Aperta la Porta Santa di San Paolo fuori le Mura


Il rito presieduto dal cardinale Harvey, arciprete della basilica. «Abbiamo bisogno della speranza in questo periodo ferito da tragedie, guerre, crisi»
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Con l’apertura della Porta Santa di San Paolo fuori le Mura da parte del cardinale arciprete James Michael Harvey, l’inizio del Giubileo è ufficiale in tutte le basiliche papali. Il rito, nella mattina di oggi, 5 gennaio, è stato preceduto dal suono di un corno di ariete proveniente dalla Terra Santa, quello “jobel” da cui deriva proprio il nome Giubileo. Poi il porporato americano ha pronunciato le orazioni iniziali, connotate da una forte impronta paolina.
Dopo l’apertura della Porta Santa e l’ingresso di Harvey, è seguita la lunga processione composta dai cardinali Francesco Monterisi, novantenne arciprete emerito di San Paolo, e Arrigo Miglio, arcivescovo emerito di Cagliari, che hanno poi concelebrato all’altare, da vescovi, tra cui il pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Rino Fisichella, sacerdoti, fedeli e dai monaci benedettini, ai quali è affidata la cura della basilica che custodisce i resti dell’Apostolo delle Genti.
Nella sua omelia, il cardinale americano ha fatto riferimento alla gioia e alla speranza che caratterizzano il tempo di Natale e quello del Giubileo: «La Chiesa fa un ulteriore passo decisivo nella sua storia millenaria». Le parole «che il salmista canta alla città santa Gerusalemme ora la liturgia le canta alla Chiesa universale e a ogni singolo membro di essa. Questa mattina con l’apertura della Porta Santa, un atto tanto semplice quanto suggestivo, abbiamo varcato la soglia del tempio sacro con immensa gioia perché in modo emblematico abbiamo varcato la porta della speranza. La gioia e la speranza sono il binomio del rito liturgico. Gioia perché è nato il Salvatore, speranza perché Cristo Salvatore è la nostra speranza. È la letizia del tempo natalizio in cui il mondo cristiano contempla il disegno di salvezza di Dio».
Harvey ha ricordato che lo scopo dell’incarnazione del Figlio di Dio è non solo «essere in mezzo a noi ma essere uno di noi». Ci ha comunicato «la sua stessa vita filiale per metterci in rapporto intimo con Dio. In Gesù riceviamo l’adozione a figli, ci conduce in una pienezza di vita insuperabile». La gioia, ha proseguito, «è il sentimento giusto anche per il dono della redenzione. L’apertura della Porta Santa segna il passaggio salvifico aperto da Cristo chiamando tutti i membri della Chiesa a riconciliarsi con Dio e con il prossimo. Varcando con fede questa soglia entriamo nel tempio della misericordia e del perdono. Quanto abbiamo bisogno adesso della speranza, in questo periodo post-pandemia ferito da tragedie, guerre, crisi di varia natura. La speranza è indubbiamente legata al futuro ma si sperimenta anche nel presente».
Il cardinale ha poi citato la Spe salvi di Benedetto XVI per ricordare che «anche un presente faticoso può essere vissuto e accettato, se conduce verso una meta e della meta siamo sicuri, una meta così grande da giustificare la fatica del cammino. Il messaggio cristiano è l’annuncio di tale realtà compiuta. La porta oscura del tempo del futuro è stata spalancata: chi ha speranza vive diversamente perché gli è stata donata una vita nuova, come dice Papa Francesco. Speranza non è parola vuota: è una certezza fondata sulla fedeltà di Dio, è infusa da Dio e ha Dio per garante».
Harvey ha ricordato che «la città eterna si prepara ad accogliere pellegrini di tutto il mondo; anche noi di Roma ripetiamo gesti che caratterizzano l’esperienza giubilare e la viviamo come speciale dono di grazia, penitenza e perdono dei peccati. La Chiesa invita ciascun pellegrino – ha concluso il cardinale – a percorrere un viaggio spirituale sulle orme della fede. Nello spirito di veri pellegrini, camminando per così dire con la croce in mano, accogliamo con gioia l’appello rivolto a tutta la Chiesa dal Papa, un appello pressante e impegnativo, a non accontentarci solo di avere ma anche irradiare speranza, essere seminatori di speranza. È il dono più bello che la Chiesa può fare all’umanità intera».
La Porta Santa di San Paolo è stata realizzata da Enrico Manfrini nel 2000 e si trova sulla destra della facciata. È stata fusa in bronzo con bassorilievi rappresentanti episodi della vita di san Paolo, come la conversione e il martirio, Cristo Risorto, la Pentecoste e una frase in latino: «A quanti vengono nel santo tempio di Paolo sia concesso il dono della pace e della salvezza eterna». Alla celebrazione nella basilica cattolica più grande del mondo dopo quella di San Pietro, hanno assistito circa 3100 fedeli.
5 gennaio 2025
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