Martedì 4 Agosto 2020 20:08

Fiume Liri e inquinamento: di nuovo schiuma bianca? Possibile la connessione con la morìa di pesci a Sora

L’allarme dell’inquinamento ambientale del fiume Liri non si placa. La questione abbraccia due regioni, Abruzzo e Lazio, e da settimane si sta attenzionando il fiume dopo il ripetersi della presenza di una sospetta schiuma bianca, ma anche con la moria di pesci avvenuta il 13 luglio scorso in località Valfrancesca,...

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L’allarme dell’inquinamento ambientale del fiume Liri non si placa. La questione abbraccia due regioni, Abruzzo e Lazio, e da settimane si sta attenzionando il fiume dopo il ripetersi della presenza di una sospetta schiuma bianca, ma anche con la moria di pesci avvenuta il 13 luglio scorso in località Valfrancesca, a Sora.

Anche i consiglieri provinciali di FI, Gianluca Quadrini presidente del gruppo azzurro e commissario dell’ente montano di Arce e Gioacchino Ferdinandi sindaco di Piedimonte San Germano, insieme al sub commissario della XV Comunità Montana Amilcare D’Orsi, chiedono alle autorità preposte di intervenire celermente per cercare di individuare le cause che portano a questa grave situazione ambientale, restando a disposizione per qualsiasi incontro finalizzato a ricercare soluzioni o mettere in atto attività utili alla risoluzione del problema.

“Le analisi del 7 luglio scorso hanno rilevato elevati valori dei parametri BOD5 e COD, azoto ammoniacale, azoto nitroso e solidi sospesi, alte concentrazioni di alluminio, ferro e manganese nonché presenza di metalli come nichel, piombo, cromo e anche la presenza di indicatori di contaminazione fecale ediidrocarburi pesantie tensioattivi nei pressi della diga di Valfrancesca. L’Arpa Lazio ha attivato contatti con l’Arpa Abruzzo per concordare gli interventi. In diverse zone del territorio attraversate dal fiume come Compre e Valfrancesca tanti agricoltori hanno riscontrato danni gravi sia alle colture che alle piante da giardino, tutte annaffiate con la stessa acqua del fiume.

La salute del fiume Liri riveste un interesse interregionale in quanto lo stesso nasce in provincia di L’Aquila e prima di arrivare in regione Lazio raccoglie le acque derivanti dal bacino del Fucino, dove è noto insistono impianti industriali e agricoltura intensiva. Per questo -concludono i consiglieri provinciali forzisti Quadrini e Ferdinandi- è necessario un intervento a tutti i livelli di responsabilità al fine di porre rimedio al perdurare di una situazione che ci danneggia ed oltremodo indigna per la prepotenza della perseveranza certi che, in mancanza di una azione preventiva e concreta, possano continuare ad arrecare danni impunemente al nostro fiume.”

“Ho già partecipato a diverse riunioni in Abruzzo relative alla problematica dell’inquinamento del nostro fiume e ci riserviamo di fare da promotori per una conferenza di servizi all’uopo convocata per esaminare insieme possibili risvolti di carattere ambientale e socio economico. Anche perché l’interesse per tale questione investe direttamente il nostro ente di area vasta, come qualsiasi problema di condizione di peggioramento ambientale. “ha concluso il prof.D’Orsi, che insieme a Quadrini pochi giorni fa, con una lettera, aveva sottoposto la problematica anche all’attenzione del presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso.

Foto di repertorio

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