Lunedì 31 Agosto 2020 10:08

Una storia di ordinaria anarchia sui mezzi del TPL romano

Una storia di ordinaria anarchia sui mezzi del TPL romano
Foto di Damiano Costantini




A proposito del rispetto delle regole anti-Covid e delle misure di controllo inesistenti del comune di Roma.

Agosto, ore 21:15. A bordo del trenino di #OstiaLido in partenza dalla non presidiata stazione di Cristoforo Colombo, una “signora” viene invitata a mettere la mascherina, dato che la mascherina è obbligatoria a bordo di mezzi pubblici.

La “signora” replica che lei la mascherina non la mette. E non la mette.

L’invito le viene ripetuto, avvisandola che in caso contrario sarà segnalata a vigili e carabinieri. La “signora” a quel punto con strafottenza e sberleffo si mette in posa e sfoggia una specie di sorriso per le foto-segnalazioni che alcuni passeggeri iniziano a scattare. 

Poi dice un po’ di volgarità e parolacce scurrili, costringendo le mamme prima a tappare le orecchie ai bambini invitandola a smetterla dicendole che appunto c’erano dei bambini, e poi a spostarsi proprio da un’altra parte con i loro piccoli visto che “la signora” continuava totalmente indifferente e incurante delle lamentele. 

Alle proteste dei passeggeri verso questo linguaggio, dicendole che il suo comportamento era disdicevole e vergognoso, la “signora”, si alza, si gira di spalle e poi alzando la minigonna e mostrando il sedere dice ai passeggeri: “Parlate con il mio culo!”

Poi, all’ennesima contestazione da parte dei passeggeri, aggiunge sempre con fare strafottente: chiamate i carabinieri, chiamate chi ve pare, tanto io lavora alla finanza e non mi fanno niente. E tira fuori un tesserino di colore verde chiaro e lo mostra da lontano, ripetendo che lei la mascherina non la mette e che tanto lavora alla finanza. Cosa che dubito fortemente sia vera, e che se così non è, sarebbe pure reato .

Non contenta ingaggia subito un battibecco con due ragazzi di colore seduti poco lontano da lei, chiamandoli a ripetizione parassiti, idioti, e dicendo a voce alta che lei, italiana, paga le tasse per mantenerli. 

E mente uno di loro le ha dato giustamente della razzista e i passeggeri l’hanno invitata a vergognarsi (di nuovo) del suo comportamento razzista, la “signora” si rivolge prima ai passeggeri insultandoli e offendendoli, poi si rivolge al ragazzo di colore (giovane, sui 30 anni) dicendo: guarda che te dò una pizza e ti faccio saltare i denti ! Io lavoro alla finanza, a n’hai capito !! Il ragazzo risponde dicendole di chiamare i carabinieri.

Le fermate del trenino sono tutte deserte e non presidiate, e il telefono è al 2%, troppo poco per chiamare i carabinieri. 

La “signora” continua a fare il suo show, andando avanti e indietro nello spazio intorno a lei, senza mascherina, e avvicinandosi ogni tanto al ragazzo di colore lo insulta e ripete che gli farà saltare i denti con una pizza in faccia. E tra una cosa e l’altra annuncia pure, sempre con strafottenza, che lei sta andando ad Ostia Antica per vedere il teatro. Tutto questo mentre poco più in là c’è seduto un signore di 80 anni (o forse più) che poi scende. 

Le dicono che varrà segnalata agli organi competenti e che tanto tutta la scena è ripresa dalle telecamere del trenino, allora “la signora” risponde con sberleffo e ridendo scandisce: si come no, beati voi che vivete nel mondo delle favole! Le telecamere sono spente!

Ribrezzo.

Può accadere di tutto sui mezzi del TPL romano senza che nessuno tra il personale Atac e le forze di polizia pensi o possa mai intervenire.

da
Diario Romano





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